Antonio Schizzerotto a Unitn sulla riforma universitaria del 3+2

Redazione Controcampus 17 Febbraio 2015

Università degli Studi di Trento - Mancato anche l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze nelle possibilità di accesso e di permanenza all'università.

Se ne parla a Unitn con Antonio Schizzerotto

È quanto emerge dalla valutazione di impatto proposta in una lectio magistralis dal sociologo che oggi ha ricevuto il titolo di professore emerito per l’elevato profilo scientifico e l’alto spirito di servizio dimostrato verso l’Ateneo

Cerimonia oggi in aula Kessler per il conferimento del titolo di professore emerito ad Antonio Schizzerotto per l’elevato profilo scientifico e l’alto spirito di servizio dimostrato verso l’Ateneo, il sigillo di una carriera scientifica e universitaria di particolare e riconosciuto prestigio.

L’evento pubblico, che si è svolto al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale di Via Verdi, si è aperto con il conferimento ad Antonio Schizzerotto del titolo di professore emerito da parte di Aronne Armanini, rettore ad interim dell’Ateneo. Ed è stato accompagnato dagli interventi di Giuseppe Sciortino, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, e di Renato Mazzolini, decano del Dipartimento. Quindi Antonio Schizzerotto ha tenuto la lectio magistralis sul tema “La riforma universitaria del 2001: una valutazione di impatto”.

Nella sua lectio magistralis Antonio Schizzerotto ha presentato una valutazione d’impatto degli effetti della riforma universitaria del 2001. Questa valutazione si è basata sul confronto tra i tassi di immatricolazione osservati tra il 1990 e il 2012 e una stima dei tassi che si sarebbero verificati qualora la riforma del 2001 non fosse mai stata attuata. La ricostruzione dello scenario di riferimento è avvenuta sulla base di un modello statistico (di regressione multivariata), che tiene conto degli effetti sulla domanda di istruzione terziaria, della congiuntura economica, dei ritorni occupazionali dei titoli di studio universitari e delle convinzioni diffuse circa l’utilità dell’investimento in istruzione universitaria.

Fino al termine degli anni Novanta – come ha spiegato Antonio Schizzerotto nella sua lectio – l’università italiana non era ancora riuscita a far fronte alla crescita della domanda collettiva di istruzione, iniziata trent’anni prima, e alla conseguente eterogeneità di preparazione e di origine sociale dei suoi iscritti. Si trovava, cioè, ad essere un’università di massa (almeno in termini relativi) che però continuava a funzionare come un’università di élite. L’esperienza della riforma ha prodotto un cospicuo innalzamento della domanda collettiva di istruzione universitaria. Questo effetto positivo è stato di breve durata e già nel 2007 si era pressoché azzerato. Esistono buone ragioni per ritenere che in questi ultimi anni l’ordinamento universitario uscito dalla riforma del 3+2 e il modo con cui esso è stato attuato nell’università italiana stia producendo effetti negativi sulla domanda di istruzione universitaria.

“La riforma ha avuto un effetto bolla, ha agito subito e in modo consistente – ha precisato Antonio Schizzerotto. Ma questo effetto si è esaurito nell’arco di sei anni. Già dal 2009 si può osservare come l’impatto positivo del 3+2 non soltanto si sia azzerato, ma abbia addirittura avuto un effetto negativo, provocando un abbassamento della domanda spontanea di istruzione, quella che ci sarebbe stata in assenza della riforma.”

La seconda osservazione di Antonio Schizzerotto è che la riforma del 3+2 ha reso l’università più attraente non tanto per i neodiplomati (destinatari primari dell’offerta universitaria), quanto per coloro che non si erano iscritti all’università subito dopo il diploma ma che erano entrati direttamente nel mercato del lavoro. All’inizio del 2001 questo tipo di studenti era particolarmente consistente, ma la sua numerosità si è assottigliata nel corso del tempo. E questo spiega perché, si sia esaurito velocemente l’effetto positivo del 3+2 nei primi anni di attivazione.

L’analisi ha messo poi in evidenza la mancata riduzione delle disuguaglianze nelle possibilità di accesso agli studi universitari e nella permanenza all’università, in relazione alle origini sociali dei giovani italiani, uno degli obiettivi che la riforma si era posta. Con la riforma queste disuguaglianze tra soggetti di diversa estrazione sociale sono rimaste sostanzialmente invariate. Tra il 2001 e il 2007 tutti vanno un po’ più all’università ma le diverse estrazioni sociali continuano a influire nello stesso modo sul tasso di passaggio e sul rischio di abbandono prematuro degli studi universitari (entro i tre anni dall’immatricolazione).

Ma perché gli obiettivi fissati nella riforma non sono stati raggiunti? Secondo lo studio di Antonio Schizzerotto gli ostacoli che ne hanno impedito il successo possono essere vari: la crescita scarsamente controllata del numero e del tipo dei corsi di laurea triennali e magistrali, la difficoltà per studenti e famiglie di orientarsi all’interno di questa sovrabbondante offerta formativa e la frammentazione dei contenuti disciplinari impartiti. Nel conto si deve, infine, mettere la natura ambigua e non mai chiarita delle lauree triennali: strumenti per accedere al mercato del lavoro o corsi preparatori per le lauree magistrali? A incidere negativamente è stata anche la scarsa chiarezza sulla natura delle lauree triennali, oltre ad altri fattori più tecnici, come, in molti casi, la mancata attivazione di tutoraggi e di esercitazioni di laboratorio, gli intervalli limitati di tempo tra la fine delle attività didattiche e le prove di profitto.

Il conferimento del titolo ad Antonio Schizzerotto

La proposta di conferimento del titolo di professore emerito ad Antonio Schizzerotto era stata avanzata e deliberata il 22 ottobre scorso dal Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale. Ed era stata approvata dal Senato Accademico all’unanimità, nella seduta del 5 novembre, come riporta il relativo verbale «visto il curriculum vitae» e «considerato l’elevato profilo scientifico raggiunto dal prof. Antonio Schizzerotto a livello nazionale e internazionale e l’alto spirito di servizio dimostrato verso l’Ateneo».

Infine, nei giorni scorsi dal MIUR – il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono arrivati le congratulazioni e il decreto datato 26 gennaio a firma della ministra Stefania Giannini: al professor Antonio Schizzerotto, già ordinario di Sociologia generale presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale è conferito il titolo di “professore emerito”.

Il curriculum accademico di Antonio Schizzerotto

Antonio Schizzerotto si è laureato a Trento nel 1968 con una tesi sul conflitto sociale. Nel corso della sua lunga carriera accademica, ha acquisito una notevole rilevanza nella sociologia italiana, soprattutto per i suoi contributi in materia di stratificazione e mobilità sociale. Egualmente importanti sono i suoi contributi nel campo della sociologia dell’istruzione. In ambedue questi campi, la comunità scientifica riconosce nel prof. Antonio Schizzerotto una figura importante del passato e del presente della ricerca su questi temi.

Oltre a una notevole produzione scientifica su riviste nazionali e internazionali (articoli su European Sociological Review, Polis, Stato e mercato, Rivista di Politica Economica, European Societies, La Revue Tocqueville, IZA-working papers), meritano una particolare segnalazione il contributo determinante del prof. Antonio Schizzerotto ad alcuni volumi che hanno segnato la riflessione sociologica sul nostro paese: La valutazione sociale delle occupazioni. Una scala di stratificazione occupazionale per l’Italia contemporanea (1985) , La mobilità sociale (con il prof. A. Cobalti, 1994), Vite Ineguali (2002) e Generazioni diseguali (2011). Egualmente rilevante è stato il contributo del prof. Antonio Schizzerotto nel promuovere ed organizzare la realizzazione di alcune delle più importanti «infra strutture» per la ricerca sociale nel Paese, successivamente utilizzate da molti ricercatori: si può menzionare la scala De Lillo – Schizzerotto, l’indagine sulla mobilità sociale in Italia e l’indagine longitudinale sulle famiglie italiane (ILFI). Il prof. Schizzerotto ha una consistente visibilità internazionale nel campo degli studi di mobilità sociale, come testimoniato dalla partecipazione attiva e riconosciuta nelle reti scientifiche specializzate (RC28 dell’International Sociological Association nonché membro del governing and scientific commitee della rete d’eccellenza Equalsoc dal 2005 al 2013) e dalla nomina a visiting fellow al Nuffield College, Oxford. Il prof. Antonio Schizzerotto ha inoltre partecipato diffusamente con contributi originali a numerose opere collettive nello studio internazionale delle diseguaglianze. Direttore di Dipartimento e Preside di Facoltà, è stato molto attivo anche a livello di Ateneo, soprattutto come presidente del Nucleo di Valutazione e come pro-rettore alla ricerca dal 2008 al 2013. Ha collaborato in una varietà di ruoli con l’Istituto Nazionale di Statistica, giungendo ad essere ufficialmente candidato alla sua massima carica, ed è fondatore e direttore dell’Istituto per la valutazione delle politiche pubbliche. Per tutti questi motivi, il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale ha proposto il conferimento al prof. Antonio Schizzerotto del titolo di professore emerito.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto