Zeppole di San Giuseppe fritte e al forno Festa del Papà 19 Marzo 2015

Redazione Controcampus 16 Marzo 2015

Le zeppole di San Giuseppe fritte e al forno o Napoletane, sono il dolce tipico della Festa del Papà del 19 Marzo 2015: ecco come cucinare e come preparare le zeppole, ricetta facile e veloce anche senza bimbyLe zeppole di San Giuseppe fritte o al forno sono un dolce tipico della tradizione napoletana che viene servito il 19 Marzo per la Festa del Papà.

La ricetta delle zeppole di San Giuseppe è piuttosto mutevole: Misya, Benedetta Parodi, Anna Moroni ed i video tutorial della Prova del Cuoco o Dolci dopo il tiggì offrono diverse versioni della ricetta originale, ma il risultato è sempre ottimo.

Gli ingredienti delle ricette delle Zeppole di San Giuseppe fritte o al forno proposte da questi chef o esperti di cucina sono quasi sempre gli stessi, variano però le dosi e alcuni piccoli passaggi durante la preparazione.

Vediamo subito la ricetta originale delle Zeppole di San Giuseppe fritte, un dolce squisito e goloso da preparare seguendo la ricetta della tradizione napoletana.

Per chi invece è attento alla linea e non vuole esagerare perché sa quante calorie hanno le Zeppole di San Giuseppe, allora consigliamo la versione al forno, sempre golosa e leggera, con la ricetta della crema per le Zeppole per la Festa del Papà.

Zeppole di San Giuseppe Fritte: ricetta e ingredienti per zeppole ripiene

Ecco come si preparano le Zeppole di San Giuseppe Fritte secondo l’antica ricetta della tradizione napoletana che le vuole fritte e ripiene di ottima crema pasticcera e amarena sciroppata!

  • Ingredienti per 15 zeppole:
    • 90 gr di burro
    • 230 ml di acqua
    • 150 gr di farina 00
    • 1 pizzico di sale
    • 1 cucchiaio di zucchero
    • uova
    • 1 scorza di limone

Per prima cosa per fare le Zeppole di San Giuseppe Fritte bisogna preparare la pasta choux: fate bollire acqua, burro e sale a fuoco basso.

Appena inizia il bollore aggiungere la farina setacciata, lo zucchero e girare con una frusta a mano senza formare grumi. Rimettere la pentola su fiamma bassa e continuare a mescolare col cucchiaio di legno.

Una volta che è diventata corposa e compatta, togliere dal fuoco e lasciare riposare per 10 minuti. Aggiungere poi un uovo alla volta e mescolare nuovamente su fiamma bassa.

Porre l’impasto in una sac à poche con bocchettone a stella e formare delle ciambelline su piccoli quadrati di carta da forno. Appena l’olio sarà caldo, adagiare le zeppole direttamente nell’olio con tutta la carta da forno. Potrete togliere i quadrati di carta da forno con una pinza appena si staccheranno dalle vostre Zeppole di San Giuseppe Fritte.

Fate cuocere le zeppole rigirandole su entrambi i lati fino a completa doratura e adagiate su carta da cucina assorbente. Le vostre zeppole fritte sono pronte!

Vediamo ora come preparare la crema per le Zeppole di San Giuseppe, da guarnire con amarene sciroppate secondo la ricetta originale della tradizione napoletana! Ma prima vediamo quali sono gli ingredienti e la ricetta delle Zeppole di San Giuseppe al forno, gustose e leggere per chi è attento alle calorie e vuole una versione più light.

Ricetta Zeppole di San Giuseppe al forno: ecco come si prepara la crema

  • Per La Pasta Bignè:
    • 150 g di acqua
    • 150 g di burro
    • 140 g di farina 00
    • 1 cucchiaino scarso di sale
    • 5 uova
  • Per La Crema Pasticcera:
    • 500 ml di latte
    • 250 g di zucchero
    • 60 g di farina 00
    • 2 uova
    • scorza di 1 limone

Amarene sciroppate per decorare ed ultimare le Zeppole Napoletane, o Zeppole di San Giuseppe.

Per preparare le Zeppole di San Giuseppe ricetta classica, bisogna iniziare facendo i bignè: portate a ebollizione a fuoco dolce in una pentola l’acqua, il burro e il sale. Appena inizierà a bollire, versate la farina setacciata e girate energicamente con un cucchiaio di legno: l’impasto dovrà diventare liscio ed omogeneo, staccandosi facilmente dalle pareti della pentola.

Spegnete la fiamma e trasferitelo in un’altra ciotola di metallo per farlo raffreddare.

Appena sarà freddo, amalgamate le uova nell’impasto con un normale frullatore elettrico con le eliche. Trasferite la pasta per i bignè in una sac a poche con bocchetta stellata di un centimetro di diametro.

Imburrate una teglia e foderatela con un foglio di carta forno: il burro serve a bloccare la carta. Con la sac a poche formate delle ciambelline, con il buco non troppo largo. Distanziate le zeppole l’una dall’altra perché cresceranno leggermente nel forno.

Formata la prima teglia (conservate il rimanente impasto per una successiva infornata), fatela cuocere in forno statico già preriscaldato a 190 °C per circa 25 minuti o fino a quando i bignè saranno gonfi e dorati

Fate raffreddare i bignè su una gratella.  Ripetete il procedimento di cottura fino a quando tutto l’impasto sarà terminato.

Ora bisogna seguire la ricetta classica Zeppole di San Giuseppe al forno per preparare la crema pasticcera: portate a ebollizione il latte e in un’altra ciotola montate con un frullatore elettrico le uova insieme con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso e incorporate la farina setacciata lentamente.

Quando sarà tutto omogeneo, versate sulle uova montate il latte caldo e mescolate velocemente. Aggiungete la scorza del limone e portate il tutto nuovamente sul fuoco mescolando con un cucchiaio di legno.

Continuate a girare senza sosta per circa dieci minuti abbondanti su fuoco dolce, fino a quando la crema sarà densa e lucida. Versate la crema su un vassoio e coprite subito con una pellicola trasparente per alimenti per evitare che si formi la pellicina.

Adesso assemblate le zeppole: utilizzando una sac a poche o una siringa per dolci con la punta liscia, forate la base del bigné e spingete la crema al suo interno. Quindi con un’altra sac a poche, ma con la punta stellata, guarnite con un ciuffetto di crema sul buco della zeppola di San Giuseppe e decorate conun’amarena sciroppata!

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto