KuBo: il robot del Sant’Anna di Pisa, maggiordomo evoluto

Redazione Controcampus 23 Aprile 2015

Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S.

Anna di Pisa – Presentate al Sant’Anna di Pisa le funzionalità di KuBo, sviluppato con il progetto “Omniarobocare” cofinanziato da Unione Europea e Regione Toscana: il “maggiordomo evoluto” per la “casa intelligente” già testato con successo nelle abitazioni reali

Kubo robot maggiordomo

Kubo robot maggiordomo

Tecnologie amichevoli e socievoli: robot di servizio sempre più avanzati aiutano le persone anziane a vivere in autonomia e a combattere la solitudine

Assomiglia ad tavolo attorno al quale gustare un piacevole caffè, il suo nome è KuBo ed è il “cuore tecnologico” di una casa dove i sistemi robotici aiutano le persone anziane e, addirittura, non del tutto autosufficienti, a vivere in sicurezza e in autonomia. Grazie alle sue ruote e alle dimensioni ridotte il robot “Kubo” si muove con agilità tra le stanze, può essere allertato con un sistema di riconoscimento vocale e, soprattutto, si è già dimostrato un assistente personale, un super maggiordomo evoluto, affidabile ed efficace.

Le funzionalità di KuBo sono state presentate oggi alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, durante il convegno finale del progetto “Omniarobocare”, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Toscana, all’interno del quale sono state sviluppate le nuove tecnologie per l’assistenza personale, grazie alla partecipazione dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. E’ stato il suo laboratorio “Service robotics and ambient assisted living”, la “Casa Domotica” con sede a Peccioli (Pisa), a mettere a punto il robot KuBo, il cui design si basa sulla piattaforma “youBot” di KUKA, già testato presso tre abitazioni in Toscana, a Prato e a Fornacette (Pisa), dove ha dato prova delle sue molteplici capacità per cinque giorni consecutivi.

KuBo: un robot tavolino ma maggiordomo che aiuta nei servizi domestici

Kubo e robot che aiutano nei servizi

Kubo e robot che aiutano nei servizi

Per aumentare il grado di accettabilità, KuBo ricorda nell’aspetto quei tavolini da salotto, tanto diffusi nei salotti delle case italiane.

Per mantenere elevata la qualità della vita delle persone cosiddette “fragili”, che necessitano di un continuo monitoraggio e di assistenza, nonostante una certa autonomia nelle azioni quotidiane, giocano un ruolo fondamentale l’aspetto psicologico e quello sociale.

I ricercatori che hanno lavorato al progetto “Omniarobocare” sottolineano che, soprattutto nei casi di persone costrette a rimanere per lungo tempo in casa – dalla malattia o dall’età – una condizione di solitudine che diventa pesante e che, a sua volta, riduce la possibilità di contatti ulteriori con il mondo esterno.

Tecnologie innovative come quelle robotiche, come hanno confermato i test svolti tanto in laboratorio quanto nelle case toscane, possono risultare di grande utilità, per contribuire  al miglioramento della qualità della vita, allontanando le persone dai pensieri negativi e contribuendo a intensificare il benessere complessivo della persona. Grazie alle interfacce particolarmente amichevoli nell’aspetto e intuitive nell’utilizzo, è stato possibile ridurre una certa ostilità verso le tecnologie più avanzate, dimostrata in alcuni casi da persone anziane. KuBo è un assistente domestico facile da utilizzare, amichevole, discreto, con cui le persone possono interagire con un semplice tabelt o soltanto con la propria voce, “chiamando” il robot per svolgere le sue funzioni con le parole quotidiane.

a gamma di funzioni che offre KuBo è ampia. Grazie ai suoi sensori ambientali tiene sotto controllo la casa. Verifica che tutte le utenze (quelle relative ad acqua e gas in particolare) siano utilizzate in maniera corretta, che le porte e le finestre siano chiuse e, se necessario, è un facchino instancabile, che trasporta oggetti in casa, riuscendo a muoversi anche negli spazi più stretti. La capacità di muovere oggetti è duplice:è una base su cui riporre occhiali, libri, medicine, telecomandi o, addirittura, può essere lui stesso a trasportare oggetti, alleviando la fatica.

A proposito di medicine, KuBo non dimentica gli orari più indicati per assumere i farmaci, la sua “agenda elettronica” permette alle persone che assiste di ricordare altre scadenze o particolari eventi, fornisce – con sintesi vocale – informazioni su orario e previsioni del tempo, favorendo le attività di socializzazione: se la giornata è bella e se il suo “cuore elettronico” lo permette, magari trova il modo di far capire che una breve passeggiata sarebbe perfetta, oppure la notifica di un compleanno può essere l’occasione adatta per telefonare ai nipoti o agli amici. Le nuove tecnologie robotiche sono utili già durante dalla prima mattina: se una persona anziana abita da sola, può sempre richiedere l’ausilio del robot per alzarsi in sicurezza, il robot gli andrà incontro e lo aiuterà.

Il progetto “Omniarobocare”, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Toscana (Bando Unico Ricerca e Sviluppo del POR CREO-FESR 2007-2013, attività 1.5. e 1.6.), è stato coordinato dall’azienda informatica eResult. Al convegno del 23 aprile alla Scuola Superiore Sant’Anna finale sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna Paolo Dario; i ricercatori Filippo Cavallo e Alessandro Manzi; gli informatici delle aziende eResult e Liferesult Massimo Pistoia e Paolo Casacci;  Marco Masi, coordinatore dell’Area Educazione, Istruzione, Università e Ricerca della Regione Toscana; Pietro Siciliano, Presidente dell’Associazione AitAAL e dell’aggregazione pubblico-privata InnovAAL; Francesco Mazzini, manager del Distretto Toscano Scienze della Vita e una rappresentanza di utenti che hanno preso parte alla sperimentazione.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto