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30 aprile 2015

Polimi Start-Up studenti–imprenditori al Politecnico di Milano

Polimi Start-Up


Politecnico di Milano – Fenomeno studenti e Polimi Start-Up – imprenditori: tutti i dati del Politecnico di Milano sugli studenti Polimi

Polimi Start-Up

Polimi Start-Up

La creazione di impresa da parte di studenti e laureati (student entrepreneurship) è una tendenza in forte crescita ma “inesplorata”: non esistono dati relativi al territorio nazionale.

Il Politecnico di Milano ha avviato un progetto di ricerca, coordinato da Massimo Colombo, Evila Piva e Cristina Rossi Lamastra, per censire le imprese create dai propri studenti e laureati.

Il gruppo di ricerca ha analizzato la popolazione dei 43.398 laureati dell’Ateneo tra il 2000 e il 2009, 29.352 studenti che hanno conseguito una laurea di vecchio ordinamento (VO) e 14.046 con una Laurea Magistrale di nuovo ordinamento (LM). Questa la fotografia dell’imprenditoria giovanile generata dal Politecnico di Milano.

I POLIMI founder, ossia i laureati che hanno fondato[1] in Italia almeno un’impresa tra la data di immatricolazione e fine 2013, sono quasi tremila (2.984). Complessivamente, i POLIMI founder hanno generato in Italia 3.427 imprese (definite in seguito POLIMI start-up[2]).

A fine 2013 è pari a quasi 2 miliardi di euro (1,951 miliardi di euro)[3]. Queste imprese impiegano complessivamente più di 5.000 addetti (5.194).[4]

Percorso di vita delle Polimi start up e degli studenti Polimi

Quasi il 75% delle POLIMI start-up (2.559) risultavano attive a fine 2013. 147 di queste (4.3%) erano state acquisite o fuse con altre imprese, mentre le rimanenti 2.412 (70,4%) erano rimaste indipendenti. Di queste ultime, 118 avevano un fatturato 2013 superiore a 2 milioni di euro. Le rimanenti 868 (25,3%) sono invece state liquidate o sono fallite prima della fine del 2013, oppure risultavano inattive.

Distribuzione settoriale

La loro diffusione settoriale risulta capillare nel tessuto economico italiano. Benché il 14,6% delle imprese operi nel settore dei servizi di real estate e il 13.9% in quello della costruzione di edifici, sono ben 71 i settori in cui le POLIMI start-up sono presenti (Tabella 1). Ciò non riflette, tuttavia, la distribuzione settoriale del loro fatturato. Considerando solo le POLIMI start-up attive e indipendenti a fine 2013, si osserva che il loro fatturato è concentrato in un numero limitato di settori. Il 43,4% del fatturato è generato dalle 47 imprese operanti nel macro-settore “Elettricità, gas, vapore e aria condizionata” (NACE 35) e un ulteriore 11,6% dalle 160 imprese nel macro-settore “Commercio all’ingrosso” (NACE 46). Più in generale, i primi 10 settori per fatturato coprono ben l’83% del fatturato delle POLIMI start-up, mentre nei primi 10 settori per numero di imprese operano il 67,1% delle POLIMI start-up.

Distribuzione geografica

La distribuzione geografica delle POLIMI start-up (Figure 1 e 2) documenta la capacità del Politecnico di fertilizzare l’imprenditorialità anche in territori distanti dalla sua sede. La maggioranza è localizzata in Lombardia (78%, di cui 39% nella Provincia di Milano), tuttavia, molte di esse si trovano in altre regioni del Nord Italia (13%), del Centro (3%) e del Sud e Isole (6%), con un significativo addensamento nelle province di Roma, Lecce e Catania.

Capacità di aggregare team imprenditoriali

Numerose POLIMI start-up (756 imprese; 22%) sono state fondate da più di un POLIMI founder (Tabella 2).

Identikit del POLIMI founder

2.499 POLIMI founder fanno parte della popolazione dei laureati di VO (8,5% dei 29.352 laureati nel VO), mentre i rimanenti 485 hanno conseguito una LM (3,4% dei 14.046 individui che hanno conseguito una LM).

La maggior parte di essi sono di sesso maschile (75.4% nel VO e 79.2% nella LM). Per quanto riguarda il corso di studio frequentato, i POLIMI founder sembrano non avere una distribuzione diversa da quella dei laureati, con la parziale eccezione dell’ingegneria industriale e dell’informazione dove si osserva una tendenza all’imprenditorialità leggermente minore.

Un aspetto interessante riguarda il legame tra curriculum di studi e creazione di una nuova impresa. La specializzazione del curriculum su un numero limitato di settori scientifico-disciplinari favorisce l’imprenditorialità, ma solo per i laureati con un voto di laurea elevato (superiore a 100/110). Inoltre, i laureati che hanno seguito almeno un corso di economia e management hanno probabilità decisamente superiori di diventare imprenditori.

Tabelle e figure

Tabella 1: Settori (classificazione NACE 2 digit) che contano più di 100 POLIMI start-up.

Settori (NACE 2 digit) POLIMI start-upDi cui attive e indipendenti al 2013
Numero % su totale
68Attività immobiliari49914,6%357
41Costruzione di edifici47513,9%338
71Attività di studi di architettura e d’ingegneria3018,8%239
46Commercio all’ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli2386,9%160
62Programmazione, consulenza informatica e attività connesse2156,3%157
74Altre attività professionali, scientifiche e tecniche1735,0%130
43Lavori di costruzione specializzati1394,0%106
47Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli1374,0%88
70Attività di sedi centrali; consulenza gestionale1223,6%83
TOTALE2.29967,1%

Tabella 2: Numero POLIMI founder coinvolti nella fondazione della medesima POLIMI start-up.

Numero POLIMI founderNumero imprese% sulle POLIMI start-up
12.67177,9%
253715,7%
31163,4%
4661,9%
≥5371,1%
Totale3.427100,0%

[1] Rientrano tra i POLIMI founder solo gli individui che hanno acquisito partecipazioni in nuove imprese nell’anno di fondazione. Al contrario, non sono considerati POLIMI founder gli individui che hanno acquisito partecipazioni in imprese negli anni successivi all’anno di fondazione.

[2] Non sono considerate POLIMI start-up, le 65 imprese classificate come holding (codici NACE 7010 e 6420).

[3] Calcolato sulle 2.348 imprese per cui è disponibile il fatturato 2013, oppure il fatturato 2012 o 2014.

[4] Calcolato sulle 2.227 imprese per cui nel bilancio 2013 (oppure nel bilancio 2012 o 2014) è indicato il numero di dipendenti.


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