Laureati Uniud sempre più giovani secondo il rapporto Almalaurea 2015

Redazione Controcampus 28 Maggio 2015

Università degli Studi di Udine - Profilo laureati Uniud 2014 - 2015: sempre più giovani e in regola con gli studi, con esperienze all’estero e di lavoro in aumentoI risultati del XVII rapporto del consorzio universitario Almalaurea sui laureati UniudNeo dottori udinesi competitivi a livello italiano, con dati complessivamente migliori della media nazionaleLaureati Uniud sempre più giovani e in regola con la durata del percorso accademico, con esperienze di studio all’estero e di lavoro in aumento.

È l’identikit dei laureati 2014 dell’Università di Udine che si ricava dal XVII profilo dei laureati italiani realizzato dal Consorzio interuniversitario Almalaurea e presentato oggi a Milano. Il rapporto analizza le principali caratteristiche dei laureati: dalla riuscita universitaria alle condizioni di studio, dalla esperienze di stage, lavoro e studio all’estero alla soddisfazione per il percorso appena concluso. L’indagine ha coinvolto 2899 laureati Uniud, di cui 1899 dei corsi di laurea di primo livello (triennali), 724 dei corsi di laurea magistrale (biennali) e 119 dei corsi la laurea magistrale a ciclo unico.

La prima parte del rapporto riguarda riuscita negli studi, provenienza e tipo di diploma. La durata media degli studi dei laureati Uniud nel 2014 è 4,1 anni, 4,6 la media italiana. Più nel dettaglio, è di 4,3 anni per i laureati triennali, 4,6 il dato nazionale; 6,6 anni per i magistrali a ciclo unico, 7,1 a livello italiano, e 2,7 per i magistrali biennali, 2,8 la media nazionale.

All’ateneo friulano il 53% dei laureati Uniud terminano gli studi in corso, contro il 45% nazionale. In particolare, il dato è del 49% fra i laureati triennali, a fronte del 44% generale; del 55% fra i laureati a ciclo unico, rispetto al 34% italiano, e del 60% tra i magistrali, contro il 54% nazionale.

I laureati Uniud hanno un’età media di 25,8 anni contro il 26,4 nazionale

Nello specifico, è di 25,1 per i laureati di primo livello, rispetto al 25,3 nazionale; 26,3 per i laureati magistrali a ciclo unico, contro il 26,9 nazionale, e 27 per i magistrali, a fronte del 27,7 nazionale.

Sul risultato incide il ritardo, a livello nazionale, nell’iscrizione al percorso universitario, oggi più marcato rispetto a prima della riforma Gelmini. Infatti, si iscrivono con almeno due anni di ritardo rispetto all’età canonica (19 anni per i laureati triennali e a ciclo unico; 22 anni per quelli magistrali) 16 laureati triennali su cento, lo stesso dato a livello nazionale; 6 su cento, a fronte dell’8 italiano, tra i colleghi a ciclo unico, e 33 su cento, rispetto al 42 nazionale, tra i corsi magistrali.

Dei laureati Uniud nel 2014, il 27% proviene da fuori regione, contro il 22% a livello italiano, mentre il 4% è di cittadinanza estera, a fronte del 3,3% nazionale. Inoltre il 55% è in possesso di un diploma di tipo liceale, rispetto al 64% nazionale.

Il voto medio di laurea è 100,6, 102,2 il dato medio nazionale. Per i laureati triennali è 98,2, 99,4 a livello italiano; 104,1 per i laureati a ciclo unico, contro il 103,8 nazionale; 105,8 per i magistrali, a fronte del 107,5 del campione complessivo.

La prima parte della ricerca ha coinvolto, grazie alla collaborazione con l’Iniziativa Stella, altre sei università (Bergamo, Brescia, Milano Statale, Palermo, Pavia, Pisa) all’interno del sistema Almalaurea che rappresenta oggi oltre il 90% dei laureati italiani. L’integrazione della documentazione raccolta dalle due strutture, nel corso del 2014 riguarda circa 270mila laureati di 72 università.

La seconda parte dell’indagine, circoscritta ai 64 atenei che aderiscono ad Almalaurea da almeno un anno, riguarda esperienze nel corso degli studi, soddisfazione rispetto al corso concluso e famiglia di origine.

Dal rapporto emerge che il 71% dei laureati Uniud, rispetto al 67% a livello italiano, ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi.

Le esperienze di studio all’estero coinvolgono il 14% dei laureati udinesi, rispetto al 12% nazionale, grazie a programmi dell’Unione Europea (Erasmus in primo luogo), altre esperienze riconosciute dal corso di studi o iniziative personali.

Le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea di appartenenza riguardano il 12% dei tutti i laureati Uniud, rispetto al 10% nazionale.

I laureati Uniud che hanno svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi sono il 55%, a fronte del 57% della media italiana.

Per quanto riguarda l’esperienza universitaria, conferma la scelta del corso e dell’ateneo il 64% dei laureati interpellati, mentre il dato medio nazionale è del 67%. Una quota ulteriore si iscriverebbe di nuovo a Udine, ma cambiando corso: in particolare è il 13% dei laureati di primo livello, l’11 a livello nazionale, il 4% dei magistrali a ciclo unico, 7% il dato italiano, e il 5% dei laureati magistrali, a fronte del 6% medio nazionale. Dopo il conseguimento del titolo, il 55% dei laureati a Udine intende proseguire gli studi, rispetto al 64% italiano.

Infine, dalla ricerca emerge che 80 giovani su cento laureati a Udine, 71 a livello nazionale, portano per la prima volta il titolo di laurea in famiglia.

Le dichiarazioni del Rettore Alberto Felice De Toni sui laureati Uniud

«Questo ottimo risultato – sottolinea il rettore dell’Ateneo friulano, Alberto Felice De Toni ci qualifica ulteriormente come uno dei migliori atenei d’Italia sul fronte degli sbocchi occupazionali, un indicatore di qualità decisivo per un’organizzazione come la nostra».

«L’indagine – spiega il delegato dell’Ateneo per il placement, Marco Sartor traccia un profilo più che positivo dei nostri laureati, rispetto alla media dei loro colleghi a livello nazionale. Non sorprende questo risultato visti gli importanti investimenti che l’Università di Udine, grazie al sostegno della Fondazione Crup, ha attuato su importanti iniziative quali i “Career Tour”, i “Mercoledì del placement”, lo sportello imprese del Career Center e le fiere del lavoro d’Ateneo».

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto