Success, progetto con Unimore per ridurre impatti negativi dei cantieri

Redazione Controcampus 10 Giugno 2015

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Il Centro di ricerca EN&TECH di Unimore partecipa al progetto europeo Success per ridurre impatti negativi dei cantieriIl Centro di ricerca EN&TECH di Unimore partecipa ad un importate studio internazionale per ridurre gli impatti negativi della distribuzione delle merci in ambito urbano, relative al settore delle costruzioni.

Il progetto denominato Success e che vede coinvolti partner pubblici e privati di Italia, Francia, Spagna e Lussemburgo ha l’obiettivo di dimostrare l’impatto che può avere l’aumento di efficienza sul trasporto e sull’ambiente.

Per l’Italia al progetto Success vi collaborano la Regione Emilia-Romagna, l’Istituto per i trasporti e la logistica (ITL), la cooperativa CMB di Carpi ed il gruppo di ricerca di Ottimizzazione e Supporto alle Decisioni, guidato dal prof. Mauro Dell’Amico, che fa parte del centro di ricerca universitario EN&TECH dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia. Complessivamente il progetto ha ricevuto un finanziamento dalla Comunità Europea di 3,2 milioni di euro. Una sperimentazione pratica delle soluzioni individuate interesserà anche la città di Verona.

Unimore in prima fila in Europa per ridurre l’impatto negativo che i cantieri provocano nelle città. È questo l’obiettivo del progetto SUCCESS, un progetto europeo che poggia sulla collaborazione di partner provenienti da Italia, Francia, Spagna e Lussemburgo e che può contare su un finanziamento di 3,2 milioni di euro. Il progetto vedrà anche una sperimentazione pratica delle soluzioni individuate in quattro città europee, tra cui Verona, grazie al coinvolgimento della cooperativa di costruzioni carpigiana CMB.

Progetto Success per evitare laa ‘esplosione’ delle città

In Europa la percentuale di cittadini che ha scelto di vivere in aree urbane nel 1970 superava di poco il 50%. Quarant’anni più tardi, nel 2010, aveva già raggiunto il 72%. Una corsa destinata a proseguire ancora, anche se a un ritmo leggermente più lento: si stima, infatti, che tra ulteriori 40 anni, ovvero nel 2050, la percentuale delle persone che vogliono vivere in città avrà raggiunto l’82%.

Questo andamento porta con sé un aumento dei cantieri nelle aree urbane. Si stima che il 50% dei trasporti nelle città europee venga generato ormai dall’industria delle costruzioni e il 95% di questi spostamenti di merci avviene per strada. Diviene così fondamentale, per garantire la vivibilità delle nostre città, ridurre gli impatti negativi della distribuzione delle merci in ambito urbano, relative al settore delle costruzioni.

Gli obiettivi di Success

Obbiettivo principale del progetto Success è quello di migliorare la conoscenza e comprensione dei servizi e dei viaggi di trasporto delle merci, riducendo il costo e dimostrando l’impatto che può avere l’aumento di efficienza sul trasporto e sull’ambiente. Questo è, dunque, lo scopo di SUCCESS, presentato stamane alla presenza del Rettore di Unimore prof. Angelo O. Andrisano, del Pro rettore prof. Riccardo Ferretti e del Assessore alle Attività Produttive Piano Energetico Economia Verde e Ricostruzione Post Sisma della Regione Emilia Romagna dott.ssa Palma Costi, che nel suo intervento ha sottolineato come: “questo progetto è il primo dei 90 progetti finanziati l’anno scorso dalla Regione e che concorrevano su Horiz 2020, ad avere centrato l’obiettivo. Il suo pregio è quello di inserirsi a pieno titolo nelle strategie perseguite dalla Regione per quanto riguarda la trasformazione delle città e la mobilità sostenibile”. Per raggiungerlo il progetto si focalizzerà su due concetti principali: la gestione della catena di distribuzione (in gergo tecnico Supply Chain) introducendo metodologie di collaborazione, sistemi di supporto alle decisione e innovazioni negli accordi commerciali e la sperimentazione di un Centro di Consolidamento per le Costruzioni, con cantieri in aree urbane o peri-urbane, sviluppando linee guida e best-practice.

Il progetto Success si avvale di un insieme integrato di conoscenze che vengono dagli istituiti di ricerca, dall’amministrazione pubblica e dalle imprese di costruzioni. Insieme verranno studiati sistemi di collaborazione e modelli di business sostenibili per ottimizzare la supply chain nell’ambito delle costruzioni, la rete di distribuzione, i cantieri e la logistica inversa, quella che si occupa del recupero e raccolta dei resi, che devono essere previsti e contenuti al massimo grado proprio per ridurre i flussi.

Il tema del trasporto delle merci in ambito urbano, per quanto non ancora completamente risolto, – spiega il prof. Mauro Dell’Amico di Unimore – è stato oggetto di numerosi studi e di implementazione in centinaia di città. Da questi studi sono sempre state escluse le attività inerenti le costruzioni in ambito urbano ed i grandi cantieri, limitrofi alle città. Abbiamo proposto alla Commissione Europea di impegnare le competenze che noi e gli altri partner abbiamo sviluppato negli anni nell’ambito della logistica, affrontando il tema della logistica dei cantieri. L’idea è stata molto apprezzata ed il progetto è risultato uno dei primi nelle graduatorie. Il gruppo di ricerca che dirigo si occupa in generale di ottimizzazione e strumenti per il supporto alle decisioni. Sono proprio questi metodi quantitativi, un mix di studi matematici e sofisticati software, che andremo a sviluppare per aiutare chi gestisce i cantieri a migliorare l’operatività e ridurre l’impatto delle migliaia di spostamenti di camion e furgoni che alimentano i cantieri. Voglio anche sottolineare che per il successo del progetto hanno contribuito l’assessorato attività produttive della Regione Emilia Romagna che ha cofinanziato la fase di preparazione della proposta; l’Istituto per il Trasporti e la Logistica della Regione Emilia Romagna, con il quale l’università ha instaurato un forte rapporto di collaborazione finalizzato alla partecipazione a bandi europei; l’assessorato ai trasporti della Regione Emilia Romagna che è partner del progetto e ci aiuterà nella valutazione delle possibili misure da adottare; e non da ultima la CMB di Carpi, che, pur non avendo esperienze di progetti europei ha subito colto l’importanza di questa iniziativa e ha messo a disposizione i suoi uomini e soprattutto due grandi cantieri, a Verona, per un test sul campo”.

Il ruolo di Unimore nel progetto Success

Il progetto europeo Success coinvolge 11 partner di 4 diversi Paesi. Quattro i soggetti italiani: la Regione Emilia-Romagna, l’Istituto per i trasporti e la logistica (ITL), la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi ed il gruppo di ricerca di Ottimizzazione e Supporto alle Decisioni, guidato dal prof. Mauro Dell’Amico, che fa parte del centro di ricerca universitario EN&TECH dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia. Del finanziamento complessivo pari a 3,2 milioni di euro – provenienti al 100% dalla Comunità Europea – poco più di un terzo (1,1 milioni di euro) andrà ai partner italiani e di questi quasi il 40% al centro dell’Ateneo (446mila euro), a testimonianza del ruolo fondamentale che gli è stato assegnato (pari a circa un settimo del budget totale).

Ancora una volta la ricerca Unimore – afferma il Rettore prof. Angelo O. Andrisanosi dimostra competitiva e soprattutto di prestigio. Questo progetto che ha un’indubbia valenza sociale, oltre che economica, e che si può ben inquadrare nelle iniziative che dovranno essere adottate dopo il recente G7 per la riduzione delle emissioni in atmosfera, è uno degli studi che ha ricevuto la maggiore attenzione da parte delle autorità europee, ottenendo un cospicuo finanziamento. Il ruolo che avrà il nostro centro di ricerca En&Tech, di cui si riconoscono le indubbie competenze scientifiche acquisite negli anni dai suoi tanti ricercatori, risulterà fondamentale”.

EN&TECH, in particolare, sarà responsabile di uno dei fulcri del progetto, ovvero dello sviluppo dei sistemi di ottimizzazione della gestione della catena della distribuzione. Il laboratorio reggiano, diretto dalla prof. ssa Bianca Rimini, ha, infatti, un’esperienza molto forte sui temi legati alle costruzioni, ai materiali, all’efficientamento energetico di edifici e processi produttivi ed alla domotica. In particolare il gruppo del prof. Dell’Amico ha elevate competenze nella definizione di sistemi di supporto alle decisioni ed alla programmazione di attività complesse, testati ad esempio nella costruzione della cosiddetta autostrada Pedemontana, l’arteria che corre a nord di Milano. Questi sistemi di calcolo consentono di avere una visione completa e simultanea di situazioni complesse e di poter quindi assumere le decisioni migliori, prevedendone con grande precisione le conseguenze.

Il centro dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia si occuperà anche dell’organizzazione delle attività di cantiere nella città-pilota di Verona, dove sarà studiato un Centro di Consolidamento per le Costruzioni. Questo snodo dovrà agevolare i lavori, riducendo e meglio organizzando il volume di traffico urbano che si genererà, per l’ampliamento e la ristrutturazione del Policlinico Borgo Roma e dell’Ospedale Maggiore che si trovano in due quartieri opposti della città scaligera, superando i problemi di congestione che inevitabilmente progetti di questo impatto porterebbero con sé.

E’ con grande soddisfazione che ho appreso del successo del progetto Success, sviluppato nell’ambito del centro interdipartimentale EN&TECH. Attualmente, come tutti sanno, – afferma la prof. ssa Bianca Rimini, Direttore di EN&TECH – è diventato sempre più difficile accedere ai finanziamenti europei, dato l’elevato numero di progetti presentati e la loro qualità. Sono quindi ancor più soddisfatta del risultato conseguito, che contribuirà a fare conoscere a livello nazionale ed internazionale il nostro Centro che, seppur giovane, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli della ricerca su temi di grande attualità”.

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto