Fabriziomaria Gobba di Unimore Scientific Committee on Radiation and Work

Redazione Controcampus 23 Settembre 2015

Fabriziomaria Gobba Scientific Committee on Radiation and WorkIl prof.

Fabriziomaria Gobba del Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica di Unimore presiede per il prossimo triennio 2015-2018 il Comitato Scientifico sulla Esposizione a Radiazioni sul Lavoro – della Commissione Internazionale per la Salute Occupazionale. Tra gli obiettivi, che il prof. Fabriziomaria Gobba si propone di sviluppare nel suo mandato, sono: quello di giungere all’acquisizione di conoscenze più definitive sul problema dei danni visivi causati dalle basse esposizioni a radiazioni ionizzanti nel personale sanitario, e quello, finora largamente sottovalutato se non ignorato, dei danni alla salute da un’eccessiva esposizione alla radiazione solare durante il lavoro.

Un italiano alla guida del Comitato Scientifico sulle Radiazioni nei luoghi di lavoro. Sarà il prof. Fabriziomaria Gobba del Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica di Unimore il primo italiano a presiedere per il prossimo triennio 2015-2018 uno dei comitati più importanti facenti parte della Commissione Internazionale per la Salute Occupazionale – International Commission on Occupational Health – ICOH.

La nomina del docente di Unimore è avvenuta a Seoul (Corea) nel corso dell’ultimo Congresso dell’associazione mondiale di Medicina del Lavoro, la maggiore manifestazione mondiale di questa branca medica, al quale hanno partecipato oltre 3500 medici ed operatori del settore provenienti da circa 100 nazioni diverse.

I rischi per la salute dovuti all’attività lavorative restano certamente un problema molto rilevante, nonostante gli sforzi compiuti abbiano indubbiamente consentito dei progressi. Ad esempio si stima che, oltre il 10% di tutti i tumori del polmone ed oltre il 20% di quelli della vescica e delle leucemie, dal 20 al 40% delle patologie della schiena, siano correlabili al lavoro, a cui sarebbero da attribuire, in modo diretto o indiretto, dal 5 al 10% di tutte le morti nelle persone di sesso maschile secondo un recente studio scandinavo. Queste patologie sarebbero tutte potenzialmente evitabili attraverso adeguate misure di prevenzione. Uno degli ambiti considerarti importanti e di attualità in Medicina del Lavoro è quello dei rischi per la salute e degli effetti per gli operatori che possono essere causati dall’esposizione lavorativa alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

Fabriziomaria Gobba di Unimore Scientific Committee on Radiation and Work

Lo Scientific Committee on Radiation and Work avrà il compito di mantenere aggiornata la competenza dei Medici del lavoro e degli altri professionisti della prevenzione sui rischi e sulle misure per la protezione delle operatori esposti alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, e di promuovere l’adozione a livello internazionale di più efficaci misure di prevenzione, anche lavorando in stretto collegamento con i più autorevoli enti mondiali per la salute, quali l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO), l’International Labour Office (ILO) e la International Atomic Energy Agency (IAEA).

Tra gli obiettivi, che il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore si propone di sviluppare nel suo mandato, sono: quello di giungere all’acquisizione di conoscenze più definitive sul problema dei danni visivi causati dalle basse esposizioni a radiazioni ionizzanti nel personale sanitario, e quello, finora largamente sottovalutato se non ignorato, dei danni alla salute da un’eccessiva esposizione alla radiazione solare durante il lavoro. La radiazione Ultravioletta (UV) solare è un cancerogeno accertato, ed è la principale causa dei tumori della pelle: i carcinomi che sono i tumori maligni più frequenti nelle persone di razza chiara negli Stati Uniti, in Australia, ma anche in molte altre Nazioni inclusa l’Italia, ed i melanomi, la cui incidenza è purtroppo in costante crescita negli ultimi 25 anni nella popolazione di origine caucasica, cioè quella di razza bianca. Gli UV possono poi causare dei danni anche all’occhio, il più importante dei quali certamente è la cataratta, una delle principali cause di grave danno visivo nella popolazione di età medio-avanzata, ma anche altri, quali tumori dell’occhio e danni retinici.

Dobbiamo avere ben chiaro – afferma il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore – che queste patologie, che sono molto frequenti nei lavoratori che passano molto tempo all’aperto come gli edili, gli agricoltori, i giardinieri o i marittimi, o anche gli istruttori sportivi, le forze dell’ordine e molti altri, sarebbero evitabili con l’adozione di semplici misure di prevenzione”.

Il problema è ben noto anche a livello di Comunità Europea, che ha promosso un gruppo di lavoro internazionale per lo studio delle attività più a rischio e delle misure preventive attuabili, del quale il prof. Fabriziomaria Gobba è stato chiamato a far parte con il prof. Giovanni Pellacani di Unimore.

“Questa nomina alla presidenza del Comitato Scientifico Radiation and Work – prosegue il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore – mi da una grandissima soddisfazione anche perché costituisce il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni con i miei collaboratori sugli importanti problemi per la salute dovuti all’eccessiva esposizione alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, in particolare a quelle UV, specie le UV solari che, per motivi principalmente culturali, sono purtroppo molto sottovalutati se non del tutto disconosciuti. E’ poi importante ricordare che la prevalenza di questi significativi danni per la salute potrebbe essere abbattuta di molto. Per questo, tra i principali obiettivi, che mi propongo nel mio periodo di presidenza, vi è quello di portare una più adeguata attenzione, anche delle istituzioni, sui problemi delle radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, in particolare quelle solari, con lo scopo di promuovere la messa in atto di più efficaci misure di prevenzione nei lavoratori. Le ricadute sarebbero rilevanti perché queste patologie, ed in particolare quelle da eccessiva esposizione alla radiazione solare, hanno un significativo impatto sulla salute della popolazione, specie di quella di età media ed anziana, oltre che un crescente costo sanitario che potrebbe essere risparmiato, o almeno utilizzato per altre patologie non prevenibili”. 

Curriculum accademico di Fabriziomaria Gobba

Laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1978 con 110 su 110 e lode, tra il 1989 ed il 1992 è stato presso il Finnish Institute of Occupational Health (FIOH) di Helsinki, ed National Institute of Occupational Health di Stoccolma per soggiorni di studio. Dal 1983 presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, prima come Ricercatore e poi, dal 2000, come Professore Associato di Medicina del Lavoro. E’ Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, ed è inoltre docente in vari corsi di laurea, scuole di specializzazione e master della stressa Università. E’ membro di varie società scientifiche internazionali e nazionali di Medicina del Lavoro; è stato Segretario, ed attualmente è Chair dello Scientific Committee Radiation and Work dell’International Commission on Occupational Health (ICOH); in Italia è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro e di Igiene Industriale (SIMLII) e Vice-Presidente dell’Associazione Italiana di Radioprotezione Medica (AIRM). Per le sue ricerche ha ottenuto finanziamenti dall’UE, dal MIUR e da altri Enti. Ha effettuato ricerche su vari solventi e metalli neurotossici, dimostrando che possono causare alterazioni della visione dei colori di gravità dose-dipendente in alcuni casi già per esposizioni lavorative intorno, o inferiori, ai valori limite occupazionali. Attualmente sta conducendo ricerche sui livelli di esposizione occupazionale ed ambientale e sui possibili effetti dei campi elettromagnetici (CEM) e della radiazione ottica nei lavoratori esposti. I risultati delle ricerche scientifiche sono stati oggetto di oltre 150 pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali e nazionali di Medicina del Lavoro e Tossicologia, su monografie e su atti di congressi scientifici internazionali e nazionali. E’ stato chiamato a tenere relazioni su questi argomenti in numerosi congressi e meeting di società scientifiche internazionali.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto