Canone Rai 2016 in Bolletta Enel: chi deve pagare, costo ed esenzioni

Redazione Controcampus 18 Novembre 2015

 Ultime notizie relative al Canone Rai 2016 in Bolletta Enel: ecco chi deve pagarlo e cosa cambia con la Legge di Stabilità 2016, costo ed esenzioniDal prossimo anno il Canone Rai 2016 costerà 100 euro e sarà addebitato, in 10 rate mensili, sulle fatture emesse dall’Enel.

E’ l’ultima novità sul fronte “tributi radiotelevisivi”.

Un’idea prevista in un emendamento alla legge di stabilità 2016, che a breve sarà sottoposta al vaglio della Commissione Bilancio di Palazzo Madama.

Intervista esclusiva al Presidente Codacons Carlo Rienzi: “Inserire il canone rai in bolletta è un abuso che contrasteremo nelle opportune sedi, e creerà problemi a non finire”.

Qualche giorno fa, l’argomento canone rai in bolletta era stato scalfito da due ipotesi differenti. La prima prevedeva un unico pagamento da effettuarsi a febbraio; la seconda, invece, 6 rate bimestrali da 16,66 euro. Come detto, però, entrambe le alternative sembrano esser state scalzate, nelle ultime ore, dalla nuova formula di pagamento del canone rai 2016 in 10 rate mensili addebitate in bolletta. Ovviamente, in tal caso, l’importo di ciascun saldo sarà equivalente a dieci euro.

Detto ciò: alla luce delle novità annunciate dal Governo Renzi, chi dovrà pagare il canone rai in bolletta? Bisogna dire, anzitutto, che il canone della rai continuerà a riguardare i possessori di televisioni. Questi ultimi, però, siano essi proprietari di prime case o locatari, saranno tenuti a pagarlo soltanto se residenti oltre che intestatari della bolletta elettrica in una determinata abitazione. Viceversa il proprietario di due immobili, con una tv per ogni abitazione, dovrà pagare un solo abbonamento rai; ma per star tranquillo, cioè per evitare di versare il “canone rai seconda casa”, dovrà autocertificare che quest’ultima sia effettivamente priva di tv e radio. Stesso discorso va fatto per coloro i quali siano titolari di abitazioni (anche prime case) che siano sprovviste di apparecchiature radiotelevisive: anch’essi dovranno fare un’autocertificazione, ai sensi del D.p.r. n. 445 del 2000, destinata a comunicare all’Agenzia delle Entrate di non essere in possesso di alcuna tv. Al riguardo, è bene precisare che l’articolo 76 del suddetto decreto presidenziale prevede che: “Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente Testo unico, è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia”.

Canone Rai 2016 in Bolletta Enel: ultime novità, ecco chi deve pagarlo e perchè

Cerchiamo, innanzitutto, di far chiarezza su questo discusso tributo. In primo luogo, va detto che il canone tv è una tassa teleologicamente orientata al finanziamento del servizio pubblico. A dispetto di quanto si possa immaginare, è presente nella maggior parte dei paesi europei, anche se, stando ai dati divulgati sul sito internet della Rai, in Italia il suo importo annuale (l’anno scorso era pari a 113,50 euro) sarebbe oltremodo inferiore a quello di Svizzera, Danimarca, Regno Unito, Germania, Norvegia, Danimarca, Svezia, Irlanda e Austria. Trattasi, com’è noto, di un’imposta di possesso. Il che tende a giustificare, seppur parzialmente, le elucubrazioni esegetiche di chi, da tempo, si ostina, a torto o a ragione, ad interrogarsi sulle ragioni di una simile imposta. In realtà, nel Bel Paese, il dilemma affonda le proprie radici storiche nel R.d.l. n. 246 del 21/02/1938. L’articolo 10 di tale Regio Decreto, che è poi stato convertito in L. n. 880 del 4/06/1938, afferma che a dover pagare il Canone Rai 2016 siano coloro i quali detengano “uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, cioè alla trasmissione dei programmi televisivi. Da ciò si comprende che, in teoria, il tributo dovrebbe esser sborsato altresì in virtù del semplice possesso di tablet, smartphone o pc, adeguabili, per l’appunto, alla ricezione di segnali catodici. Fortunatamente, però, nel 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto chiarezza su questo punto, escludendo dal novero delle apparecchiature assoggettabili al canone rai 2016, i personal computer privi, ad esempio, di sintonizzatore tv, anche se collegati in rete. Subito dopo, persino la Rai è intervenuta, ribadendo che il canone sia dovuto esclusivamente per il possesso di una tv o di una radio. E, qualche giorno fa, a chiarire definitivamente l’enigma relativo a chi debba pagare il canone rai 2016 è stato il Sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli.

Il Presidente Rienzi di Codacons sul canone rai 2016 in bolletta enel

Per fare maggiore chiarezza su questo tema, quanto mai attuale e complesso, abbiamo contattato l’Avv. Carlo Rienzi, Presidente e Fondatore del Codacons.

Presidente Rienzi, che cosa ne pensa del Canone Rai 2016 e delle novità introdotte dal Governo?

“Una violenza inaudita nei confronti degli utenti. Inserire il canone in bolletta è un abuso che contrasteremo nelle opportune sedi, e creerà problemi a non finire. Si pensi ai casi di morosità, a chi dovrà verificare il mancato pagamento, ecc. Siamo ovviamente contrari all’evasione, ma se lo Stato non è in grado di combatterla, non può certo pensare di risolvere il problema inserendo una imposta – che si paga sul possesso dell’apparecchio televisivo – su una bolletta che non ha niente a che vedere con le caratteristiche proprie del canone”.

Carlo Rienzi

Carlo Rienzi

Cerchiamo di fare più chiarezza su quest’argomento. Facciamo un esempio. Tizio è residente a Roma, ma da 4 anni è domiciliato all’estero, dove tra l’altro resterà, per motivi di lavoro, altri 6 anni. Nella capitale italiana è titolare di un appartamento, che però è privo di apparecchiature televisive. Pertanto, ad oggi, non ha mai pagato alcuna tassa di possesso. La domanda che le pongo è la seguente: in virtù delle novità introdotte dal Governo Renzi, Tizio dovrà pagare il prossimo canone Rai 2016 in bolletta? Oppure no?

“Dovrà presentare la prevista autocertificazione, dove dichiara di non possedere né televisore né apparecchio in grado di ricevere il segnale Rai (pc e simili). E rischia in ogni caso una multa da 500 euro, nel caso in cui la sua dichiarazione sarà ritenuta non veritiera”.

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori è da sempre in prima linea nella battaglia contro i soprusi e le ingiustizie ai danni dei cittadini italiani, come di recente accaduto per fare chiarezza su alcuni punti ostili in merito alla questione del Canone Rai 2016. Avv. Rienzi, Lei è fondatore e presidente del Codacons. Potrebbe parlarci delle vostre iniziative?

“Ne abbiamo fatte a migliaia. Tra le ultime mi piace ricordare il processo Mafia Capitale, nel quale ci siamo costituiti come parte civile, e il caso Volkswagen, per il quale abbiamo intentato una class action dinanzi al tribunale di Venezia. Ma di iniziative importanti in corso ce ne sono tantissime: basta andare sul sito per trovare un lungo elenco di azioni legali a tutela dei consumatori, alle quali gli utenti possono aderire con un semplice click”.

Se un consumatore o un utente avessero subito un torto, in che modo potrebbero mettersi in contatto con voi?

“Negli ultimi tempi si è molto modificato il rapporto tra il Codacons e il consumatore. Oggi, per risolvere una vasta gamma di problemi, o per far valere un proprio diritto, è sufficiente utilizzare i moduli che mettiamo a disposizione sul ns sito internet, e per i quali chiediamo un piccolo contributo di 2 euro per finanziare l’attività dell’associazione. Senza la necessità quindi di recarsi fisicamente in sede. Abbiamo sempre oltre 100 sportelli attivi in tutte le città e un call center che risponde al numero 892007”.

Antonio Migliorino

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto