BPCO e malattie cardiovascolari: la ricerca Unimore di Sara Roversi

Redazione Controcampus 14 Ottobre 2016

Focus sulla gestione delle malattie cardiovascolari pazienti affetti da BPCO: cos'è la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, come riconoscerla e curarla.

Una ricerca approfondisce la gestione delle malattie cardiovascolari dei pazienti con Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva – BPCO.

Ne è autrice una giovane dottoranda in Medicina Clinica e Sperimentale di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, la dott.ssa Sara Roversi. Lo studio ha meritato la pubblicazione sulla prestigiosa rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.

Una ricercatrice modenese ha prodotto un lavoro di revisione sistemica che evidenzia l’importanza delle malattie cardiache nei pazienti affetti da Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva.

Lo studio della dott.ssa Sara Roversi di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, svolta con la collaborazione internazionale fornita da ricercatori e professori di Modena, Vancouver (Canada) e Barcellona (Spagna), è stata pubblicata sotto forma di articolo dal titolo “Chronic obstructive pulmonary disease and cardiac diseases: an urgent need for integrated caresulla prestigiosa rivista scientifica di pneumologica American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.

Il lavoro di revisione sistematica, condotto da Sara Roversi, fa emerge una reale necessità di approfondire il tema dei pazienti affetti da pluri-patologie, poiché in questi casi sia i processi diagnostici che terapeutici risultano più complessi.

La ricerca, rivolta a professionisti medici con diverse specializzazioni, pneumologi, cardiologi ed internisti, si è proposta il compito di riassumere e descrivere in modo pratico le indicazioni diagnostiche, cliniche e terapeutiche per la corretta gestione dei numerosi pazienti che sono affetti sia da Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva che da malattie cardiache croniche, in particolare da scompenso cardiaco e/o ischemia miocardica, e/o da fibrillazione atriale.

Questi pazienti costituiscono circa il 40% di tutti i pazienti affetti da BPCO moderata grave, quindi circa  1 milione a livello nazionale e circa 10.000 nella sola provincia di Modena.

Cos’è la BPCO: Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, sintomi e come riconoscerla

La BPCO è una malattia cronica frequente ad andamento ingravescente, che colpisce quasi esclusivamente soggetti adulti o anziani (arriva al 20 % nei pazienti più anziani). Una minoranza dei pazienti con Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva muore per insufficienza respiratoria, mentre la maggior parte dei pazienti, muore per altre cause, in primis malattie cardiovascolari e neoplastiche.

Da questo lavoro, che si propone sia di guidare i professionisti secondo quelle che sono le evidenze attualmente disponibili, sia di enfatizzare i punti non chiari e proporre nuovi indirizzi di ricerca, nasce l’interesse della comunità scientifica verso le comorbidità della BPCO, in particolare verso le comorbidità cardiache.

Tra i sintomi principali della BPCO – spiega la dott.sa Sara Roversi, dottoranda in Medicina Sperimentale che lavora presso il Reparto di Medicina Metabolica dell’ Ospedale di Baggiovara, diretta dal prof. Leonardo Fabbri di Unimore – vi sono la mancanza di respiro e la scarsa tolleranza allo sforzo, sintomi aspecifici e comuni ad altre malattie. Infatti, anche i pazienti con malattie cardiache croniche spesso lamentano mancanza di respiro e intolleranza all’esercizio. Diventa quindi importante pensare alla possibile presenza di copatologie cardiache, che vanno cercate attivamente e trattate in modo opportuno“.

La gestione terapeutica, quindi, viene influenzata dalla presenza di copatologie: alcuni farmaci risultano meno indicati nei pazienti, altri invece risultano ancora poco utilizzati nella pratica clinica, nonostante abbiano dato dei buoni risultati negli studi scientifici.

La terapia della BPCO – aggiunge la dott.ssa Roversi – prevede l’utilizzo di farmaci broncodilatatori, tra cui i beta-agonisti. Al contrario, la terapia dello scompenso prevede l’utilizzo di farmaci ad azione inversa, i beta-bloccanti. Bilanciare le due terapie, secondo le patologie e le necessità del paziente richiede un attento iter diagnostico e terapeutico. In un’era di alta specialità medica, in cui spesso si ragiona per singole malattie, non bisogna dimenticare che il paziente è un individuo unico, e come tale va curato“.

La pubblicazione sulla BPCO: Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva

La pubblicazione dell’articolo ha fatto seguito a quasi un anno di aggiornamento e ricerca bibliografica, in cui si sono analizzati e valutati gli studi precedentemente pubblicati nell’ambito della BPCO e delle malattie cardiache, nonché le linee guida internazionali e i documenti di consenso. Questa imponente attività di valutazione dei dati ha coinvolto professionisti di varie discipline e varie nazionalità: la dott.ssa Sara Roversi, con la guida di esperti mondiali sulla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva e sulle copatologie cardiache, ovvero il prof. Leonardo Fabbri, pneumologo e internista di Unimore, il prof. Don Sin, pneumologo, e il prof. Nat Hawkins, cardiologo, entrambi dell’Università British Columbia di Vancouver, e il prof. Alvar Agusti, pneumologo dell’Hopital Clinic dell’Università di Barcellona, Direttore Generale del progetto Global Initiative on Obstructive Lung Disease (WWW. GOLDCOPD.ORG) che pubblica e aggiorna regolarmente le Linee guida sulla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (in inglese COPD).

La comorbidità BPCO-malattie cardiache si inserisce nel problema epocale delle malattie croniche dell’anziano, per il quale è stato recentemente pubblicato il piano nazionale da parte del Ministero della Salute”, afferma il prof. Leonardo Fabbri, internista pneumologo di Unimore, membro del Comitato Scientifico GOLD internazionale, e firmatario delle Linee Guida “Semplicemente non esiste malattia cronica isolata nell’anziano, ed ecco perché questi pazienti vanno visti con approccio olistico in ambito internistico. Non è un caso che la NICE ha recentemente pubblicato le prime linee guida sulla Multimorbidità cronica”.

Il problema della comorbidità cronica si pone quotidianamente anche per il cardiologo, che con ugual frequenza trova malattie polmonari croniche, ed in particolare la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, nelle malattie cardiache, ed in particolare nella cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco e fibrillazione atriale”, spiega il prof. Giuseppe Boriani, Direttore della Cardiologica del Policlinico di Modena, recentemente nominato Direttore del Dipartimento interaziendale di Malattie Nefrologiche, Cardiache e Vascolari, “ed impone una sempre più stretta collaborazione fra Cardiologi, Pneumologi ed Internisti. Nell’ambito della Società Europea di Cardiologia, abbiamo istituito il Registro EORP-AF, di cui sono attualmente il Chairman, che mira a raccogliere dati nel mondo reale su più di 10.000 pazienti affetti da fibrillazione atriale. Una analisi preliminare condotta su 3000 pazienti affetti da fibrillazione atriale ha evidenziato come la BPCO sia presente in un caso su 10, associandosi a una prognosi severa in termini di rischio tromboembolico e mortalità cardiovascolare. Emerge pertanto la necessità di un approccio integrato al paziente con fibrillazione atriale, in grado di ottenere effetti sinergici dalla collaborazione fra i vari specialisti che hanno in cura un paziente”.

Il tema affrontato dalla dott.sa Roversi costituisce una formidabile sfida per la ricerca clinica e sperimentale, sia perché impone un approccio nuovo diverso dal passato, orientato alla patologia d’organo, sia perché i meccanismi alla base dello sviluppo simultaneo delle malattie croniche sono spesso simili, in particolare quelli infiammatori”, afferma il prof. Giuseppe Biagini, Direttore del Dottorato di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale.

Il lavoro pubblicato dalla nostra giovane dottoranda Sara Roversi, specialista cardiologa operante in un dipartimento medico internistico, fa emergere la sempre più necessaria integrazione fra le diverse specialità mediche. È inoltre motivo di soddisfazione che l’affiliazione a prestigiose università internazionali dei co-autori dell’articolo confermi la Scuola di Dottorato di Medicina Clinica e Sperimentale, afferente al nostro Dipartimento, nell’indispensabile contesto internazionale della ricerca di punta – afferma il prof. Carlo Adolfo Porro, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Metaboliche e Neuroscienze di Unimore”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto