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10 aprile 2017

Origine della Pasqua: storia e significato della Pasqua cristiana ed ebraica

Immagini origine della Pasqua - dipinto di Raffaello
Immagini origine della Pasqua - dipinto di Raffaello

Immagini origine della Pasqua – dipinto di Raffaello

La vera origine della Pasqua: storia e significato della Pasqua cristiana ed ebraica, curiosità, elementi in comune e differenze tra le due festività.

La Pasqua è una ricorrenza molto importante per i cristiani.

Dal punto di vista religioso, rappresenta il culmine di quanto professato da profeti e dallo stesso Gesù. Con la resurrezione di Cristo i fedeli celebrano l’espiazione del peccato e si affidano alla promessa di vita eterna fatta dal Signore.

Per capire, però, il vero significato della Pasqua cristiana e la sua origine, occorre conoscere alcuni aspetti della religione ebraica. Infatti i punti in comune tra la Pasqua ebraica e quella cristiana sono molteplici.

Anche se entrambe le ricorrenze vengono celebrate per motivi molto diversi. Gli ebrei celebrano la Pasqua per ricordare la loro liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Molti simboli e ed usanze sono quindi collegate alla storia di Mosè e al viaggio intrapreso dal suo popolo per arrivare alla terra promessa.

L’origine della Pasqua cristiana è direttamente collegabile a quella degli ebrei. Non solo perchè la resurrezione di Cristo avvenne quasi in coincidenza con la Pasqua ebraica. Ma anche perchè ci sono molti simboli e tradizioni comuni, che assumono un significato diverso per ciascuna religione.

L’origine della Pasqua cristiana è direttamente collegabile a quella degli ebrei. Non solo perchè la resurrezione di Cristo avvenne quasi in coincidenza con la Pasqua ebraica. Ma anche perchè ci sono molti simboli e tradizioni comuni, che assumono un significato diverso per ciascuna religione.

In entrambe le festività, tradizioni pagane legate alle culture dei popoli dei luoghi in cui sono nate le religioni si mischiano alla simbologia religiosa. Ad esempio, la Pasqua ebraica era legata alla festa della raccolta del grano che tenevano le popolazioni nomadi del Vicino Oriente.

Origine della Pasqua cristiana ed ebraica, significato ed elementi in comune

La parola Pasqua deriva dal greco pascha, che a sua volta deriva dall’aramaico pasah. Il significato di entrambi i termini è “passare oltre”, oppure “passaggio”. Mentre gli Ebrei ricordano il passaggio dallo stato di schiavi a uomini liberi attraverso l’attraversamento del mar Rosso. I Cristiani, invece, celebrano il passaggio dalla morte alla vita attraverso la resurrezione di Gesù.

La storia della Pasqua ebraica è legata alla festa agricola che celebravano le popolazioni nomadi del Vicino Oriente. In origine questa festa era di tipo pastorale. Quando poi le tribù semite divennero più sedentarie, questa festa chiamata Pesach si trasformò in una festività di tipo agricolo. Durante la sua celebrazione le popolazioni offrivano le primizie della mietitura dell’orzo e del frumento attraverso la cottura del pane azzimo.

Mosè fece poi coincidere la celebrazione della originaria festa agricola con quella che celebrava la liberazione degli ebrei. E così la Pesach divenne poi la la celebrazione della liberazione degli ebrei dallo stato di schiavitù in Egitto.

L’origine della Pasqua cristiana, invece, è legata al racconto della Passione di Gesù che viene fatto nei quattro vangeli. Dopo aver cenato con gli apostoli, Gesù verrà umiliato e torturato, fino ad essere crocefisso. Il suo corpo verrà poi adagiato in un sepolcro, al cui ingresso era posto un grande masso. Il giorno successivo alla Pesach, cioè alla celebrazione della Pasqua ebraica, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salomè si recarono al sepolcro peno gli olii profumati per imbalsamare il corpo di Gesù. Trovarono il sepolcro vuoto, ed apparve quindi un angelo che annunciò loro che Cristo era risorto.

Storia ed origine della Pasqua: il significato dei simboli della tradizione

Le celebrazioni delle due festività si tengono per ragioni molto diverse. Ma esistono, però, alcuni simboli e tradizioni comuni che ricorrono per entrambe le religioni.

La tradizione vuole che gli ebrei, per celebrare la Pesach, consumino carne di agnello. Questo avviene per ricordare il sangue di agnello con il quale gli schiavi d’Egitto dipinsero gli stipiti delle porte di casa affinché l’angelo mandato da Dio risparmiasse i loro primogeniti. Infatti la notte in cui avvenne la fuga dall’Egitto, si compì anche l’ultima piaga predetta da Mosè: un angelo inviato da Dio uccise i primogeniti egiziani.

La tradizione di consumare l’agnello deriva proprio dalla festa degli ebrei. Mentre quest’ultimi ricordano l’ultima piaga di Dio, i cristiani celebrano il sacrificio di Gesù. Cristo si è immolato come un agnello. Il sacrificio dell’innocente è servito a liberare i cristiani dal peccato originale. Gli ebrei, inoltre, sono soliti anche consumare delle erbe amare durante la celebrazione della Pesach, per ricordare l’amarezza della schiavitù. Mentre per i cristiani il consumo di queste erbe è giustificato dalla volontà di voler ricordare l’amarezza del peccato.

Un latro elemento in comune tra le due festività sull’origine della Pasqua è quello associato alla sua datazione. Originariamente ci furono delle controversie tra la Chiese d’Oriente e quella d’Occidente. La Chiesa d’Oriente era composta da ebrei convertiti e che celebravano la Pasqua cristiana il giorno successivo a quella ebraica, e cioè nella sera di luna piena. Questa data coincideva sempre con il giorno 14 del mese Nisan, che è il primo mese dell’anno ebraico. Con il concilio di Nicea del 325 venne stabilita la data ufficiale. E si decise in quell’occasione che la festa cristiana fosse celebrata nella domenica che seguiva il primo plenilunio di primavera. La celebrazione ancora oggi cade tra il 22 marzo e il 25 aprile.

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