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31 Gennaio 2019

Servizio Sanitario Nazionale sotto i riflettori a Università di Padova

Tra conformismo e passione all'Università di Padova
Servizio Sanitario Nazionale sotto i riflettori a Università di Padova

Servizio Sanitario Nazionale sotto i riflettori a Università di Padova

Dalla Mutua al Servizio Sanitario Nazionale. Luci e ombre della prima impresa del Paese. Ecco di cosa si discuterà all’Università degli Studi di Padova.

Nel 1978, con la legge 833, viene istituito il Servizio sanitario Nazionale. La firma in calce al documento è quella di Tina Anselmi, già prima donna Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel 1976, allora Ministro della sanità nel governo Andreotti.

Veniva spazzata via la vecchia Italia sanitaria, popolata dalle casse mutue: enti competenti per categoria nell’assistenza dei lavoratori e familiari. Erano il lavoro e il censo di ciascuno che determinavano l’accesso alle migliori cure; nell’Italia del dopoguerra quello era il sistema pensato per onorare, con quel che si disponeva, l’articolo 32 della Costituzione: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Con il nuovo Servizio Sanitario Nazionale tutto cambiò: si introdussero la responsabilità pubblica della tutela della salute, l’universalità e l’equità di accesso ai servizi sanitari, una globalità di copertura in base ai livelli essenziali di assistenza, il finanziamento pubblico dei servizi attraverso la fiscalità generale, la titolarità dei diritti in tutto il territorio nazionale e la reciproca assistenza tra le regioni. Oltre all’aspetto curativo e terapeutico, assunsero rilevanza la prevenzione e la riabilitazione.

Luci e ombre del Servizio Sanitario Nazionale all’Università di Padova – Unipd

Come ha detto il ministro Giulia Grillo è “la prima impresa del Paese con oltre 2 milioni di persone che ogni giorno vi lavorano. La filiera salute rappresenta oltre l’11% dell’intero PIL”. Dal 2001, con la riforma del Titolo V, le Regioni diventano sempre più motore della sanità grazie all’articolo 117 della Costituzione. Che ha spostato il centro di assunzione delle scelte organizzative e gestionali in una sede più vicina al cittadino e al territorio.

Dopo 40 anni è giunto il tempo per formulare un bilancio critico, per riconoscere sia gli indubbi meriti di questo sistema che si colloca ai primi posti nel mondo per efficacia ed equità, sia le ombre e le difficoltà che ne minacciano il futuro.

Il Corso di perfezionamento in bioetica  dell’Unipd propone una lezione  aperta al pubblico dal titolo “La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale a 40 anni dalla sua istituzione”. Interverranno, coordinati da Corrado Viafora, direttore del Direttore del Corso. Daniele Donato, Direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Padova. L’economista sanitario Vincenzo Rebba e l’esperto di salute pubblica Vincenzo Baldo dell’Università di Padova.

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