Cosa significa assembramento: significato e differenze assemblamento

Daniela Saraco 26 Marzo 2020

Ecco cosa significa assembramento: cosa vuol dire questa parola, significato, etimologia del termine, sinonimi e differenze tra a assembrare e assemblare che invece viene dalla parola e assemblamento.

Il termine deriva dal verbo “assembrare”, che vuol dire radunare. La parola ha origini storiche. Risale, infatti, all’epoca del fascismo dove c’era il divieto assoluto di assembramenti anche tra i giovani. Il fascismo è stato un movimento politico nato in Italia all’inizio del XX secolo, con il dittatore Benito Mussolini. Alcune delle pratiche adottate dal fascismo italiano si sono diffuse in seguito, anche se con caratteristiche differenti, in tutto il mondo.

Negli anni, poi, con il pericolo  dell’Isis, la minaccia dell’integralismo islamico, il diffuso timore di nuovi attentati, tutti hanno accettato regole severe per tutelare la propria vita. Tra queste anche il divieto di assembramenti se pregiudizievoli per l’ordine pubblico.

La parola assume, inoltre, diversi significati a seconda del linguaggio specifico in cui viene usato. Per esempio, nel diritto penale il termine indica, al contrario di “riunioni”, le adunate di più persone avvenute senza una preventiva decisione, tali da potersi definire accidentali. Nella sicurezza pubblica, invece, per  ogni tipo di riunione in  luogo pubblico c’è l’obbligo di preavvisare il Questore. Cosa si intende dunque? Tutti gli assembramenti di tipo politico, sociale, ricreativo, religioso, ludico o sportivo che, svolgendosi in luogo pubblico, comportano la presenza di gruppi di persone, devono essere comunicati per motivi di sicurezza pubblica.

Di conseguenza cosa significa assembramento? E si scrive assembramento o assemblamento? Cosa vuole dire assembrare e assemblare? Scopriamolo partendo dall’etimologia della parola.

Cosa significa assembramento e assemblamento: etimologia parola e differenze

Se vogliamo riferirci  a un gruppo  di persone riunite, la risposta corretta è una sola: si scrive assembramento. Non bisogna, dunque, fare confusione con la parola assemblamento, che nella nostra lingua non esiste.

Di seguito spieghiamo  cosa  significa esattamente  assembramento fino ad arrivare all’uso fatto nei nostri giorni. Il termine è un sostantivo maschile e proviene da  assembrare. La definizione di assembramento è riunione di più persone in luogo aperto o pubblico. Nel gergo militare significa anche  una moltitudine di armati radunati per combattere. Nella lingua italiana, la parola assume un significato dall’accezione negativa se definiamo particolari momenti storici. Difatti, durante attentati, epidemie, disastri naturali è fatto divieto assoluto l’affollamento di persone. I suoi sinonimi sono:

  • moltitudine di persone all’aperto
  • affollamento
  • ammassamento
  • calca
  • folla
  • ressa

Ecco anche una serie di frasi più usate la parola per capire meglio cosa significa assembramento:

  • Dobbiamo evitare assembramenti per evitare il contagio.
  • Chiusi luoghi di assembramento come scuole, pub e discoteche.
  • Per evitare i contagi è stato imposto il divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Significato di assembrare e assemblare: mettere insieme persone o cose

Il termine assembrare proviene dal latino assimulare, cioè mettere insieme. La parola assemblare, invece, deriva sempre dal latino assimilare, e significa sempre mettere insieme ma cose, cioè sottoporre ad assemblaggio vari oggetti. Il termine assemblaggio, infatti,  significa unire più parti per ottenere un tutt’uno omogeneo  con una identità funzionale. Gli esempi più comuni sono l’assemblaggio di una lavatrice, di un computer, ma anche di un’autovettura. Quella che in inglese è una assembly line è per noi la classica catena di montaggio, tipica delle case automobilistiche. Dalla meccanica il termine è passato poi  all’elettrotecnica e all’elettronica.

Anche in informatica assume un significato specifico. Infatti, si indica la  procedura che permette di tradurre in linguaggio macchina programmi scritti in linguaggio simbolico. In sintesi, l’assembramento riguarda il mettere insieme le persone, mentre l’assemblamento è l’insieme delle operazioni necessarie per unire le varie parti, di macchinari, apparecchi o manufatti.

I due termini, pur essendo simili di struttura, assumono, dunque, significati specifici e diversi. In sintesi, l’assembramento non è altro che una folla di persone riunita al chiuso o all’aperto. L’assemblaggio,invece, assume il significato di mettere insieme, unire pezzi di una stessa unità.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto