Scuole chiuse fino ad Aprile per Coronavirus: chiusura prorogata

Daniela Saraco 9 Marzo 2020

Dopo le dichiarazioni del premier Conte, Scuole chiuse fino ad Aprile per Coronavirus in tutta Italia definita interamente zona rossa: chiusura i prorogata per Università e istituti scolastici.

 Ecco fino a quando ci sono le università e scuole chiuse in Italia per coronavirus, dove è prevista la sospensione e blocco delle lezioni.

News delle attività didattiche in Italia, le precisazioni del Presidente Conte, le ultime indicazioni sul coronavirus. Zona rossa non solo per Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Conte “Firmo il decreto ‘restate a casa’”. La proroga della sospensione delle attività didattiche è fino al 3 aprile. Nella conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigiha annunciato che “l’intera Italia è zona protetta”. Il presidente del Consiglio ha indicato che le nuove misure per l’emergenza coronavirus entreranno in vigore martedì 10 marzo 2020.

“Non c’è tempo, i numeri parlano di crescita importante dei contagi. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia” ribadisce.

“Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti. Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione “io resto a casa”. Ci sarà l’Italia come zona protetta”.

Il Premier Conte ha appena annunciato che tutta l’Italia è zona rossa. Dopo una riunione tra le istituzioni e  il Presidente della Protezione Civile, hanno valutato la sospensione delle attività di tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, in modo da ridurre al minimo i contagi da Coronavirus. Il Premier ha difatti annunciato l’estensione della zona rossa a tutta Italia. Di conseguenza, la cittadinanza è invitata a non spostarsi se non per validi motivazioni, a restare a casa e rispettare le misure speciali di prevenzione. Anche le manifestazioni sportive, e quindi il campionato di calcio sere A e tutti gli altri incontri previsti per questa stagione, sono sospese fino al 3 Aprile.

Scuole chiuse fino ad Aprile per Coronavirus: nuovo decreto con date di chiusura prorogata

Le misure preventive hanno riguardato fino ad oggi la Regione della Lombardia e alcune province del Nord Italia. Solo le scuole chiuse riguardavano tutto il territorio nazionale. Il DPCM 10 marzo 2020 sarà, invece, valido per tutta l’Italia e prevede la sospensione delle attività fino al tre Aprile. Dunque, fino a tale data, i docenti devono svolgere le attività di didattica a distanza.

Sulla nuova misura del governo c’è stato “il plauso delle Regioni”. Il premier Giuseppe Conte annuncia di aver informato il presidente della Repubblica. “Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su questo”. Il decreto 10 marzo 2020 prevede quindi novità, “Portiamo la sospensione dell’attività didattiche sino al 3 aprile su tutta la penisola isole comprese“ annuncia il premier Giuseppe Conte. Sono 7.985 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.598 persone rispetto all’8 marzo. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Le persone guarite sono 724, 102 in più di ieri ha affermato il commissario per l’emergenza.

Intanto, per le scuole chiuse fino al 3 aprile 2020, il Ministro Azzolina , infatti, ha attivato una serie di piattaforme a cui si collegano gli insegnanti e gli alunni per la trasmissione di compiti, lezioni, appunti per non perdere la continuità didattica. Ma i docenti possono programmare le attività? E’ ancora possibile incontrarsi a scuola per condividere gli obiettivi degli alunni? La direzione generale del Ministero dell’Istruzione ieri aveva già scritto  a  tutti i dirigenti scolastici e agli uffici regionali del comparto scuola. Le scuole sono chiuse fino al tre aprile e non si possono riunire collegi docenti. Pertanto, la proroga della chiusura delle scuole fino al tre Aprile era già immaginabile.

Lezioni scolastiche a distanza e tele lavoro agile fino al tre Aprile

Il covid 19 sta danneggiando l’Italia sotto molti aspetti. Anche il comparto scuola è colpito vista la chiusura delle scuole fino al tre aprile e  il numero notevole di assenze da parte degli studenti. Quindi come funziona la scuola ai tempi del Coronavirus? I docenti formano  classi virtuali e videoconferenze. Le lezioni, difatti,  stanno proseguendo per molti studenti, nonostante la sospensione delle attività  per l’emergenza sanitaria. Nella seconda settimana di sospensione dell’attività didattica, molti istituti italiani  si sono infatti organizzati per rendere effettiva la didattica a distanza.

I professori comunicano con i propri alunni utilizzando piattaforme adoperabili gratuitamente in rete oppure realizzate  dalle singole scuole. Per fortuna, sopratutto in tempi di chiusura scuole, la tecnologia è andata così avanti da offrire ai docenti la possibilità di organizzare lezioni a distanza. Di conseguenza, gli  studenti hanno  la possibilità di seguire le lezioni anche da casa.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto