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29 Aprile 2020

Recovery Bond: significato, cos’è e come funziona il Recovery Fund

Recovery Bond
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Ecco cosa sono i Recovery Bond e i Recovery Fund: significato e come funzionano: origini e caratteristiche di questi strumento urgenti per la ripresa economica europea.

La recente emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha spinto i Paesi dell’Eurozona alla creazione di uno strumento urgente di ripresa finanziaria.

Stiamo parlando del Recovery Fund, cos’è? Si tratta del fondo di recupero europeo a cui sono legati i Recovery Bond.

Ma cosa sono i Recovery Bond e come funzionano? Quali le loro origini e caratteristiche specifiche? Andiamo allora ad analizzare da vicino un simile elemento cruciale per il riequilibrio dei sistemi economici degli Stati membri dell’UE. Per comprenderne il significato, ci siamo serviti anche del parere di un esperto in materia, il dottor Antonio Ansalone, Temporary Manager con formazione in Scienze Politiche.

Grazie al suo intervento faremo luce non solo sul significato e l’utilità del suddetto strumento finanziario proposto per il Mes, ma anche su altri suoi aspetti peculiari. Come la differenza con i Coronabond, e quindi il perché sono diversi.

Significato di Recovery Bond e Recovery Fund: cosa sono, quando sono stati creati e da chi

Partendo dal significato di Recovery Bond: cos’è? In breve possiamo dire che con tale termine si fa riferimento a titoli di stato europei o obbligazioni. Essi, conosciuti anche come Ursula Bond (dal nome della Presidente della Commisione Europea Ursula von der Leyen), servono a finanziare il cosìdetto Recovery Fund. Quest ultimo è il fondo di recupero ideato dagli Stati membri dell’Eurogruppo. Il suo scopo è quello di porre rimedio alla crisi finanziaria che ha afflitto i Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19.

L’emergenza sanitaria del Coronavirus, infatti, ha evidenziato la necessità di far fronte alle perdite di bilancio accusate da svariate Nazioni. Il periodo di lockdown delle filiere produttive pubbliche e private ha generato un buco di ricavi e spese utili per le economie dei vari Paesi. Da qui le riunioni degli Stati dell’Eurozona volte a creare uno strumento in grado di risollevare le sorti finanziarie generali. Per sostenere il Recovery Fund, però, è di fondamentale importanza la creazione di liquidità tramite l’emissione obbligazionaria.

In questo contesto entrano in gioco i Recovery Bond, la cui azione garantirebbe l’approvvigionamento di risorse economiche indispensabili per l’impiego del fondo di recupero europeo. Tuttavia, sul rifinanziamento delle somme ricevute dai Paesi interessati dal Covid-19 persiste ancora un dibattito. Esso è sostanzialmente indirizzato verso due possibilità: l’ottenimento della liquidità senza rimborso (dunque a fondo perduto). Oppure il ritorno della somma tramite prestiti (che accrescerebbero però i debiti personali degli Stati richiedenti).

Come funziona tale strumento economico e perchè è così urgente

Dopo aver tracciato le linee guida di tale elemento economico di ripresa, andiamo ora ad approfondirne gli aspetti. Per farlo abbiamo coinvolto il parere tecnico di un esperto in materia, il dottor Antonio Ansalone, Temporary Manager:

“In questi ultimi giorni abbiamo sentito parlare di Mes, Eurobond, Coronabond e infine di Recovery Bond e Recovery Fund. Questi ultimi due nascono dal desiderio di vivere finalmente in un clima di solidarietà europea tramite una mutualizzazione dei rischi. Spieghiamo tutto in maniera semplice, visto che le notizie che arrivano a volte sono frammentate e incomplete. Mentre con i Coronabond c’è una condivisione del debito, i Recovery Bond non richiedono la condivisione dei debiti passati, ma solo una condivisione dei rischi. I Paesi dell’UE possono così reperire denaro vendendo obbligazioni. Chi le compra (banche, risparmiatori, fondi privati, ecc.), riceve in cambio un tasso di interesse”. – dice il dottor Ansalone –

“Quindi – prosegue –  nessuna mutualizzazione del debito, ma degli strumenti emessi in maniera del tutto autonoma rispetto ai debiti dei singoli Paesi. Il tutto è semplicemente garantito dal bilancio dell’Unione Europea. Certo, a parole forse cambia qualcosa, ma nella pratica si tratta sempre di obbligazioni emesse a livello europeo. Queste aprirebbero la strada comunque a una maggiore solidarietà tra Stati europei ricchi e Stati più deboli”.

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