Recovery Fund: significato, cos’è e come funziona il fondo recupero

Mario Ragone 28 Aprile 2020

Cosa significa e cos'è il Recovery Fund: significato e come funziona, caratteristiche e finalità del fondo di recupero dell'Eurogruppo.

Non vi sono solo Eurobond, Coronabond e MES quali elementi di ripartenza economica.

Tra le varie misure di ripresa dalla crisi finanziaria che ha messo in ginocchio diversi Paesi dell’Eurogruppo colpiti dal Covid-19, rientra infatti anche il Recovery Fund.  Ma cos’è il Recovery Fund e come funziona? Quali sono le sue caratteristiche e finalità specifiche?

Andiamo a far luce, dunque, su questo nuovo strumento economico messo a punto di recente dagli Stati membri dell’Eurozona. Per farlo, abbiamo coinvolto nella nostra analisi un esperto in materia, il dottor Antonio Ansalone, Temporary Manager. Grazie al suo intervento faremo chiarezza sulle controversie legate al fondo di recupero e al suo funzionamento.

Oggetto del nostro focus saranno quindi: significato, origine e connotazioni del suddetto elemento di riassetto dei sistemi finanziari europei.

Significato di Recovery Fund: cos’è il fondo di recupero, quando è stato creato e da chi

Quando si parla di Recovery Fund si fa riferimento ad un fondo garantito dal bilancio dell’Unione Europea. Il suo funzionamento si basa sull’emissione di Recovery Bond (titoli di debito comune), necessari per il suo finanziamento. Attraverso diverse riunioni, l’Eurogruppo ha raggiunto una bozza d’intesa sulla realizzazione di tale strumento, tuttavia non sul come esso debba assolvere il proprio compito. Nello specifico vi è una fase di stallo riguardante la distribuzione delle risorse economiche derivanti dal fondo.

Se è parere comune, dunque, il fatto che tale elemento finanziario sia urgente e necessario per tutti gli Stati membri dell’Eurozona, non lo è invece la modalità di ritorno degli aiuti economici. In tal senso ciò che si sà con certezza è che il Recovery Fund verterà sul bilancio europeo 2021-2027, come confermato da Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione Europea). La divisione sostanziale che permane è dunque sulla restituzione dei sostegni finanziari: dove i Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna e Francia su tutti) spingono per il fondo perduto. Quelli del Nord, al contrario, sostengono la strada dei prestiti che andrebbero però a gravare sul debito pubblico.

Sulla questione sempre la von der Leyen si è pronunciata esprimendo soddisfazione per il raggiungimento di un accordo dell’Eurogruppo sul fondo. Ma, allo stesso tempo, quest ultima ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio tra prestiti e trasferimenti. Insomma, un accordo totale sul bisogno di mettere a punto in tempi rapidi lo strumento di ripresa economica. Proseguono, invece, le discussioni sulla procedura d’utilizzo, dove si è fatta strada anche una possibile alternativa: un aumento dell’headroom (soglia esistente tra impegni e pagamenti).

Come funziona il fondo di recupero utilizzato per emettere Ricovery Bond

Dopo aver fatto un quadro generale sul fondo di recupero europeo, necessario per il post lockdown ed emergenza sanitaria da Coronavirus, andiamo ora ad approfondirne gli aspetti col parere del dottor Antonio Ansalone:

“A causa della depressione dovuta al Covid-19, è necessario ricorrere a forti strumenti comuni di stimolo fiscale. Essi non devono però pesare troppo sull’indebitamento dei Paesi e quindi intrappolarli tra l’evitare una crisi finanziaria o rilanciare l’economia e il lavoro. Da qui l’esigenza del Recovery Fund, che però ha tre grossi nodi da sciogliere” – dice il Temporary Manager Ansalone – 

“Primo punto – continua – l’ammontare complessivo del Fondo, e come verranno ripagati i titoli in scadenza. Secondo: a chi verranno destinati questi soldi e come? Una crisi simmetrica come quella del Coronavirus, infatti, sta avendo un impatto diseguale su crescita e occupazione. Motivo per cui ci si aspetta una ripartizione anch’essa diseguale. Terzo punto, la tempistica: per utilizzare il bilancio UE 2021-2027, questo deve essere approvato in fretta. Ed anche ammesso che ciò si verifichi, esso potrebbe essere utilizzato solo a partire dal prossimo anno. Contrariamente al volere dei Paesi del Sud Europa, i quali hanno invece insistito nell’attivazione a partire dalla seconda metà di quest’anno”.

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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto