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5 Maggio 2020

Come riaprire ristoranti dopo il Coronavirus: misure e protocolli

Come riaprire ristoranti dopo il Coronavirus
Come riaprire ristoranti dopo il Coronavirus

Come riaprire ristoranti dopo il Coronavirus

Consigli e indicazioni per come riaprire i ristoranti dopo il Coronavirus: misure, regole e protocolli varati dal governo per la fase 2 di tale settore produttivo.

Con l’inizio della fase 2 e il lockdown ormai alle spalle, le diverse attività commerciali riaprono i battenti dopo 2 mesi di stop.

Tuttavia persiste ancora qualche dubbio sulle modalità e connotazioni della ripresa dopo la crisi iniziale dovuta ad emergenza Covid19 che ha comportato la quarantena.

Come riaprire ristoranti, bar, piccole e grandi imprese?

In risposta a tale quesito il governo ha varato normative specifiche e protocolli da osservare in funzione del ritorno all’attività produttiva.

Per la circostanza noi prenderemo in analisi il settore della ristorazione esaminandone gli aspetti della ripartenza.

Quando riapriranno bar e ristoranti, e come, sono quesiti cruciali per milioni di titolari e dipendenti messi in ginocchio dall’emergenza da Covid-19. Paninoteche e pizzerie chiuse fino a quando non saranno rispettate le nuove regole? Ci saranno costi fissi da affrontare, legati alla sanificazione degli ambienti, ad esempio, e il prezzo dei dispositivi di sicurezza obbligatori, che non vanno sottovalutati per chi risente della crisi.

In tale ottica ci siamo serviti anche del parere della titolare Marcella Stabile, responsabile di un noto esercizio della categoria di riferimento. Il suddetto intervento ci aiuterà a capire meglio le nuove dinamiche che coinvolgono i diretti interessati che devono metterle in atto.

Consigli per come riaprire i ristoranti dopo il Coronavirus: misure e protocolli da rispettare

Partendo dunque nella nostra analisi utile a capire meglio come riaprire i ristoranti con l’inizio della fase 2, occorre rifarsi al DPCM varato dal governo. Le regole, infatti, che condizionano l’agire sociale interessano da vicino anche le attività produttive. Di conseguenza anche la categoria della ristorazione dovrà per forza di cose attenersi in primo luogo a normative generiche quali distanziamento sociale ed utilizzo dei dispositivi di protezione. In secondo luogo, poi, vi sono i protocolli specifici che vanno dalla sanificazione ambientale all’utilizzo di registri per la clientela.

Volendo andare più nel dettaglio, è possibile dire che per ciò che riguarda il rispetto della distanza interpersonale, essa conduce direttamente alla norma di dimezzamento dei posti per i clienti. Laddove, infatti, è necessario osservare una prossimità anti-contagio non inferiore ad un metro, è chiaro che i locali non potranno ospitare un numero di persone pari a quello pre-Covid-19. Per quanto concerne i dispositivi di sicurezza (mascherine e guanti), essi interessano da vicino sia gli addetti alla preparazione delle pietanze che alla loro distribuzione. Così come i fornitori di materie prime fondamentali ed alla base del settore produttivo alimentare.

In ultimo vi sono la sanificazione degli ambienti e l’impiego di pratiche di registrazione della clientela. Nel primo caso un occhio particolare va ai sistemi di riscaldamento/raffreddamento ed areazione utilizzati. Non basta quindi la sola pulizia superficiale dell’attività, ma una cura approfondita anche degli strumenti di ricircolo dell’aria. I registri, invece, diventano i nuovi elementi di prevenzione sanitaria impiegati dai titolari, poichè saranno indispensabili per ricostruire i contatti dei consumatori in caso di eventuale positività al virus.

Fase 2, Covid-19: cosa fare per aprire in sicurezza il ristorante

Per meglio capire come riapriranno ristoranti, bar, pizzerie, abbiamo indagato anche sulle norme di sicurezza che deve osservare un ristorante con l’inizio della fase 2. Abbiamo coinvolto per l’occasione il titolare di una nota attività di ristorazione, la responsabile Marcella Stabile. La sua testimonianza ci aiuta a fare luce sui controversi aspetti legati alle nuove dinamiche di riapertura:

“Per ora la situazione è complicata poichè è possibile solo il delivery e dunque il servizio d’asporto. Per ciò che riguarda le condizioni di riapertura ed i protocolli da rispettare, essi vanno dall’uso dei registri per la clientela, all’HACCP e sanificazione ambientale. Inoltre vi è l’uso di norme specifiche legate alla consegna delle pietanze, ossia modalità di consegna, responsabile di quest ultima e suo destinatario, orario ed indirizzo. Il tutto finalizzato ad una ricostruzione dei contatti utile in caso di contagio. Tuttavia il problema al momento non è legato tanto alle misure anti-contagio quanto piùttosto alle limitazioni che esse comportano. La mole di produzione, con i limiti attuali imposti, non permette un ricavo ma piùttosto delle perdite. Motivo per cui si potrà parlare di vera ripresa solo a partire da inizio giugno”.

Misure e protocolli per riaprire i ristoranti dopo il Coronavirus

Andiamo ora a sviluppare ulteriormente le misure ed i protocolli che i ristoranti dovranno adottare per la ripresa:

  • Adozione di soluzioni organizzative atte ad evitare assembramenti della clientela
  • Separazione degli accessi ove possibile
  • Favorire la prenotazione del servizio
  • Utilizzo di dispenser per l’igiene delle mani
  • Vietato l’utilizzo di guardaroba
  • Accesso ai servizi igienici misurato e non affollato
  • Utilizzo di menù digitali in sostituzione di  quelli cartacei ove possibile
  • Uso di dispositivi di protezione per il personale di sala e rispetto del distanziamento
  • Uso di cestini per rifiuti biologici e dispositivi di protezione monouso
  • Disposizione dei tavoli in osservanza delle norme di prossimità
  • Favorire l’impiego di sistemi digitali di pagamento in alternativa al pagamento diretto
  • Monitoraggio delle temperature di lavaggio delle stoviglie e dei bicchieri per un’idonea sanificazione
  • Contenimento in specifici sacchi di tovaglie, tovaglioli e tessuti vari destinati alle lavanderie per la disinfezione
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