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Sustainability Manager: cosa fa chi lavora per la transizione green

Redazione Controcampus 12 Maggio 2026
R. C.
24/07/2026

Cosa fa il Sustainability Manager: come diventare professionista di questo settore e lavorare per la transizione green.

In un mercato che richiede costantemente maggiore attenzione all’impatto ambientale e sociale, questa figura professionale agisce come il principale motore di cambiamento, integrando strategie ecologiche e pratiche di responsabilità all’interno dei modelli di business. Non si tratta più di una scelta opzionale, ma di una necessità operativa per garantire la competitività e la solidità a lungo termine dell’impresa.

La funzione del responsabile della sostenibilità si declina attraverso la pianificazione di obiettivi ambiziosi e la supervisione dei processi produttivi, con un occhio di riguardo all’efficienza delle risorse e alla riduzione degli sprechi. Oltre alla gestione tecnica, questo professionista gioca un ruolo cruciale nella diffusione di una cultura aziendale consapevole, guidando i dipendenti verso comportamenti quotidiani più attenti all’ambiente e assicurando che l’azienda rispetti le normative vigenti in materia di ecologia e impatto sociale.

Per intraprendere questa carriera, è necessario un bagaglio multidisciplinare che unisca competenze tecniche, capacità di analisi dei dati e una spiccata attitudine alla comunicazione. Il sustainability manager deve infatti saper dialogare con diversi reparti aziendali, traducendo complessi requisiti normativi in azioni concrete. La formazione post-universitaria, offerta da istituzioni di alto profilo come la Bologna Business School, risulta determinante per acquisire gli strumenti necessari a gestire la transizione ecologica, l’economia circolare e la finanza sostenibile, trasformando le sfide ambientali in opportunità di crescita e innovazione costante per l’intera organizzazione.

Cosa fa il Sustainability Manager e come diventare il professionista per la transizione green

Il lavoro quotidiano di un esperto di sostenibilità si articola su più livelli, partendo dalla definizione di strategie a breve e lungo termine. Questo professionista si occupa attivamente di monitorare i consumi energetici e la gestione dei rifiuti, cercando soluzioni per ottimizzare l’uso delle materie prime e minimizzare l’impronta ecologica delle attività produttive. Un compito essenziale è la redazione di report di sostenibilità, spesso basati sulle linee guida del Global Reporting Initiative, che permettono di misurare e comunicare in modo trasparente le performance ambientali agli stakeholder esterni.

La distinzione tra il ruolo del sustainability manager e quello del CSR manager è spesso oggetto di confusione, sebbene le mansioni presentino divergenze sostanziali. Mentre il primo concentra i propri sforzi sull’impatto ambientale, sull’inquinamento e sulla gestione delle risorse naturali, il CSR manager si focalizza prevalentemente sulla responsabilità sociale. Le attività di quest’ultimo riguardano le relazioni con la comunità, l’organizzazione di iniziative benefiche e la promozione di progetti educativi, mirando a rafforzare il legame etico tra l’impresa e il tessuto sociale in cui opera. Entrambe le figure sono comunque orientate a garantire che il business contribuisca positivamente al benessere collettivo.

Le competenze richieste spaziano dalla conoscenza approfondita delle normative ambientali alla capacità di gestire progetti trasversali. È fondamentale possedere una solida base analitica per interpretare i dati e tradurli in decisioni strategiche. L’attitudine al problem solving e la capacità di formare il personale interno completano il profilo, rendendo questo esperto un vero punto di riferimento per l’innovazione aziendale.

Settori di impiego e certificazioni professionali

La versatilità del sustainability manager gli permette di operare in una vasta gamma di comparti industriali. Nell’industria manifatturiera, il suo impegno è volto a migliorare i processi produttivi attraverso tecnologie a basso impatto, mentre nel settore energetico il focus si sposta sull’adozione di fonti rinnovabili. In ambito edilizio, collabora alla progettazione di strutture efficienti dal punto di vista energetico, mentre nella filiera agroalimentare lavora per rendere più sostenibili i metodi di produzione e la catena di approvvigionamento. Anche il settore finanziario richiede queste figure per integrare i criteri ESG, ovvero ambientali, sociali e di governance, nelle strategie di investimento.

Il Chief Sustainability Officer rappresenta il vertice di questa carriera, un dirigente che definisce la rotta sostenibile dell’intera azienda. Tale profilo è particolarmente richiesto in settori come la moda, il retail e il comparto tecnologico, dove l’innovazione è il motore principale. Per distinguersi in questo mercato, i professionisti possono conseguire diverse certificazioni riconosciute a livello internazionale. Tra queste, la certificazione LEED è fondamentale per chi si dedica all’edilizia sostenibile, mentre la norma ISO 14001 attesta l’eccellenza nei sistemi di gestione ambientale. Altri titoli rilevanti includono la Carbon Footprint Certification per la misurazione delle emissioni e il titolo di Certified Environmental Professional per chi desidera dimostrare una competenza avanzata nella gestione delle risorse ambientali.

Percorsi formativi e prospettive di carriera nel settore

Il mercato del lavoro offre ottime prospettive per chi decide di specializzarsi, considerando che una larga parte delle aziende italiane, specialmente le piccole e medie imprese, deve ancora adeguarsi pienamente alle normative vigenti. Gli stipendi variano in base all’esperienza e alla complessità del ruolo: un professionista junior può partire da cifre medie, mentre figure senior come il CSO possono superare significativamente i 100.000 euro annui. Il percorso di crescita spesso inizia come sustainability analyst, figura junior che supporta il manager nella raccolta dati e nella stesura dei report, per poi evolvere verso posizioni di crescente responsabilità gestionale.

La formazione accademica è il punto di partenza ideale, con percorsi in ingegneria, economia o scienze ambientali. Bologna Business School si distingue come polo di eccellenza, proponendo un’ampia offerta formativa che risponde alle esigenze del mercato. Il Global MBA in Sustainability and Innovation, ad esempio, coniuga gestione aziendale e innovazione tecnologica, mentre il Master in Business Management Green Management and Sustainable Businesses prepara i giovani talenti a integrare la responsabilità sociale d’impresa nei modelli di profitto. Chi cerca un approccio più flessibile può optare per il Master in Sustainability Transition Management, disponibile anche in modalità part-time, che fornisce strumenti pratici per guidare il cambiamento organizzativo.

Executive Master in Sustainability and Business Innovation

Per i professionisti già inseriti nel mondo del lavoro, l’Executive Master in Sustainability and Business Innovation offre un’occasione per approfondire la gestione dell’innovazione in contesti complessi.

Parallelamente, programmi brevi come l’Open Program in Business Sustainability and Circular Economy esplorano le dinamiche dell’economia rigenerativa, riducendo gli sprechi e ottimizzando le risorse.

Infine, l’Open Program in ESG e Finanza Sostenibile e quello dedicato al Sustainability Reporting formano esperti capaci di gestire la comunicazione finanziaria e la rendicontazione normativa, competenze oggi indispensabili. Attraverso le sue iniziative di ricerca, Bologna Business School si conferma un punto di riferimento europeo per chiunque voglia formare manager in grado di generare un impatto positivo, duraturo e misurabile in ogni settore di business, contribuendo attivamente alla costruzione di una società più consapevole e responsabile verso le sfide globali del futuro.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto