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Odissea di Omero: trama, personaggi e struttura narrativa

Redazione Controcampus 4 Agosto 2026
R. C.
06/08/2026

L'Odissea di Omero è un capolavoro intramontabile che narra il tortuoso rientro di Ulisse verso la sua amata Itaca, dopo la fine della guerra di Troia.

Questo poema epico non si limita a raccontare avventure marine, ma indaga profondamente la resilienza umana e il desiderio di appartenenza.

Attraverso i versi greci, il lettore esplora il rapporto complesso tra l’uomo e il divino, dove il destino gioca un ruolo determinante. L’opera trascende il semplice racconto bellico, trasformandosi in una riflessione universale sulla fedeltà, sulle radici e sulla capacità di superare le avversità più ardue incontrate lungo il cammino.

A differenza dell’Iliade, che presenta una coralità di eroi, questo testo si concentra quasi esclusivamente sulla figura di Odissea di Omero. Il protagonista emerge come un uomo dalle mille astuzie, capace di ingannare il fato stesso, pur rimanendo profondamente segnato dalle perdite subite durante il suo lungo e faticoso peregrinare.

L’influenza di questo testo sulla cultura occidentale è incalcolabile, avendo ispirato poeti, romanzieri e filosofi per millenni. La struttura narrativa, ricca di simbolismi e significati nascosti, continua a essere oggetto di studio, rivelando costantemente nuove chiavi di lettura sulla natura umana e sulla nostra ricerca di senso nel mondo.

Odissea di Omero struttura narrativa e il ritorno

La costruzione dell’opera si articola in due blocchi principali, che delineano il viaggio verso la patria e la successiva riconquista del trono. Il racconto si configura come una serie di narrazioni incastrate, dove il protagonista rievoca le proprie peripezie, dando ordine al caos vissuto durante gli anni trascorsi lontano.

Il concetto di dolos, ovvero l’ingegno astuto, permea l’intera vicenda, non solo nelle azioni di Ulisse ma anche nella tessitura di Penelope. Questa capacità di tessere trame, sia letterali che metaforiche, definisce l’identità dell’eroe, il quale preferisce l’intelligenza alla forza bruta per superare gli ostacoli posti dagli dei avversi.

Il tema del ritorno nell’Odissea di Omero rappresenta il fulcro esistenziale del poema, inteso come necessità di riconnettersi con le proprie origini. Raccontare la propria storia diventa per il reduce un atto salvifico, un modo per dare un senso al dolore e per affermare la propria identità dopo lunghi anni di totale oblio.

Tuttavia, il ritorno è irto di pericoli, tra cui la tentazione di fermarsi o di dimenticare, come accade con i Lotofagi. Odisseo deve resistere al richiamo dell’immortalità offerto da divinità come Calipso, poiché la sua vera meta è la mortalità e la riconquista del legame profondo con la sua terra.

I personaggi chiave e il mito

Ulisse nell’Odissea di Omero incarna l’archetipo dell’eroe cercatore, perseguitato da Poseidone ma protetto dalla sapiente Atena. Il suo viaggio è un continuo confronto con forze superiori, dove la sua natura umana, curiosa e spavalda, viene messa costantemente alla prova, spingendolo a superare i limiti imposti dal destino e dalla divinità stessa.

Penelope e Telemaco completano il quadro familiare, rappresentando rispettivamente la fedeltà incrollabile e la ricerca di un’identità adulta. La regina di Itaca, con la sua celebre tela, non è solo una figura passiva in attesa, ma una donna dotata di un’intelligenza pari a quella del marito, capace di astuzia.

Figure mitiche come Polifemo, Circe e le Sirene non sono semplici avversari, ma tappe fondamentali di un percorso di crescita e conoscenza. Ognuno di questi incontri costringe Odisseo a confrontarsi con aspetti diversi dell’esistenza, dalla paura della morte alla seduzione del piacere, arricchendo la sua esperienza di viaggiatore instancabile.

Eredità letteraria e sintesi della trama Odissea di Omero

L’eredità di Ulisse attraversa i secoli, influenzando autori come Dante, che ne esalta la curiositas intellettuale, fino a Joyce, che nel suo romanzo moderno trasforma il viaggio in una frammentata esperienza urbana. Ogni epoca ha riletto questo mito, adattandolo alle proprie inquietudini e vedendo nell’eroe greco un simbolo universale.

La trama si apre con il concilio degli dei e la prigionia di Odisseo presso Calipso, mentre a Itaca i Proci insidiano il trono. Atena spinge Telemaco a cercare notizie del padre, innescando un viaggio che lo porterà a Pilo e Sparta, dove apprenderà le prime verità sul genitore lontano.

Il protagonista dell’Odissea di Omero, finalmente libero, naufraga sull’isola dei Feaci, dove incontra Nausicaa e racconta le sue avventure passate. In un lungo flashback, rievoca l’incontro con il Ciclope, la discesa nell’Ade per interrogare Tiresia, le insidie delle Sirene e la tragica perdita dei compagni, vittime della loro stessa imprudenza e destino.

Una volta tornato a Itaca, grazie all’aiuto di Atena, Ulisse assume le sembianze di un mendicante per studiare la situazione. Incontra Eumeo e il figlio Telemaco, con i quali pianifica la vendetta contro i Proci, che avevano profanato la sua reggia e insidiato la fedele moglie Penelope durante l’assenza.

Il poema culmina nella gara dell’arco, dove solo l’eroe riesce a tendere l’arma, dando inizio alla sanguinosa strage dei pretendenti. Dopo il riconoscimento da parte di Penelope, suggellato dal segreto del talamo nuziale, e la pacificazione finale con gli itacesi, il cerchio si chiude, sancendo il ritorno definitivo dell’eroe.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto