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Omero: chi era davvero l’autore di Iliade e Odissea?

Redazione Controcampus 11 Settembre 2026
R. C.
11/09/2026

Ecco chi era Omero cosa c'entra con Iliade e Odissea e perchè la sua figura rimane avvolta nel mistero, sospesa tra realtà storica e leggenda mitologica.

Considerato il padre della letteratura greca, questo enigmatico cantore sarebbe vissuto in un arco temporale compreso tra l’XI e l’VIII secolo avanti Cristo, lasciando un’eredità culturale immensa che ancora oggi affascina studiosi e lettori.

La tradizione antica descrive il poeta come un uomo non vedente, un dettaglio che molti interpretano come metafora di una visione interiore profonda. Questa immagine, tuttavia, è oggetto di dibattito accademico, poiché la precisione descrittiva presente nei suoi testi sembra suggerire un’osservazione diretta e molto attenta della realtà circostante.

La cosiddetta questione omerica rappresenta da secoli il fulcro degli studi filologici riguardanti la paternità dei poemi epici. Gli esperti si interrogano costantemente sull’esistenza reale di un singolo autore capace di comporre opere così complesse, cercando di distinguere tra il dato storico accertato e le stratificazioni narrative accumulate nel tempo.

Oggi, la tesi più accreditata suggerisce che i capolavori di Omero siano il risultato di una lunga evoluzione orale. Gli aedi, cantori professionisti dell’epoca, avrebbero trasmesso e arricchito queste storie per generazioni, fino a quando una figura, forse identificabile con Omero, ha dato loro la forma definitiva che conosciamo oggi.

Chi era Omero: origini misteriose e la figura del poeta, tra realtà storica e leggenda mitologica

Collocare cronologicamente l’esistenza di questo autore risulta estremamente complesso per gli storici moderni. Sebbene la tradizione lo ponga a metà dell’VIII secolo avanti Cristo, non mancano teorie che retrodatano la sua attività all’XI secolo. Questa incertezza temporale riflette la natura sfuggente di un personaggio che appartiene più al mito che alla cronaca.

Il nome stesso di Omero, secondo alcune interpretazioni etimologiche greche, significherebbe “colui che non vede”, alimentando la leggenda della cecità. Molti studiosi contemporanei respingono però tale ipotesi, sottolineando come la ricchezza di dettagli visivi e la vivacità delle descrizioni presenti nei versi siano incompatibili con una condizione di totale privazione della vista.

La disputa sulla sua città natale coinvolge ben sette località della Grecia antica, tra cui Atene, Smirne, Argo e la celebre isola di Chio. Quest’ultima vanta una tradizione particolarmente solida, avendo ospitato una scuola di aedi dediti alla conservazione e alla recitazione ufficiale dei canti attribuiti al grande poeta cieco.

Indipendentemente dal luogo di nascita, è certo che l’autore fosse un grande viaggiatore. La sua profonda conoscenza delle tradizioni locali, dei costumi di sovrani e funzionari, così come la familiarità con il popolo, indicano una vita trascorsa in movimento, raccogliendo storie e testimonianze che avrebbero poi costituito l’ossatura dei suoi poemi.

Le opere attribuite: Iliade, Odissea e Inni

L’Iliade narra le vicende cruciali degli ultimi cinquantuno giorni del decimo anno della guerra di Troia. Il conflitto, innescato dal rapimento di Elena da parte di Paride, vede contrapposti gli Achei, guidati da figure eroiche come Achille, Agamennone e Ulisse, contro i Troiani, tra cui spiccano Ettore e il re Priamo.

L’Odissea di Omero racconta invece il lungo e travagliato viaggio di ritorno di Ulisse verso la sua amata Itaca. Per dieci anni, l’eroe deve affrontare creature mitologiche, l’ira degli dei e numerose peripezie, usando l’astuzia come arma principale per ricongiungersi infine alla moglie Penelope e al figlio Telemaco dopo tante sofferenze.

Esistono inoltre i trentatré Inni omerici, componimenti in metrica dedicati alle divinità greche. Sebbene portino il nome del poeta, non sono opera sua, ma condividono lo stesso dialetto dei due grandi poemi. Lo storico Tucidide ne ha tramandato l’attribuzione, legando indissolubilmente questi testi alla figura del cantore, specialmente nell’inno dedicato ad Apollo.

La questione omerica e il dibattito filologico

La mancanza di prove storiche certe ha alimentato la cosiddetta questione omerica, un dibattito secolare sulla reale composizione dei testi. Gli studiosi si domandano se le opere siano frutto di un unico genio creativo o se rappresentino la sintesi finale di una stratificazione di canti popolari tramandati oralmente per intere generazioni.

Una delle prime ipotesi riguardava la differenza stilistica tra i due poemi, suggerendo che l’autore avesse scritto l’Iliade in gioventù e l’Odissea in età matura. Altri esperti hanno invece ipotizzato la presenza di più poeti distinti, mettendo in dubbio l’esistenza di una figura singola dietro la stesura definitiva di entrambi i capolavori.

Nel 1795, il filologo tedesco Friedrich August Wolf diede una svolta decisiva alla discussione accademica. Egli propose l’idea che i poemi non fossero opere unitarie, bensì raccolte di canti tradizionali, riuniti e trascritti solo in un secondo momento. Questa teoria ha profondamente influenzato la filologia moderna, spostando l’attenzione verso la natura collettiva dell’epica.

Oggi la visione prevalente riconosce i poemi di Omero come il culmine di una tradizione orale di altissimo livello. È probabile che diverse figure abbiano contribuito alla loro formazione, ma Omero rimane il nome di riferimento, la figura simbolica che ha cristallizzato questo immenso patrimonio culturale nella forma scritta che abbiamo ereditato oggi.

In definitiva, che sia esistito come individuo o rappresenti un’entità collettiva, il suo impatto resta innegabile. Le fonti universitarie confermano come l’analisi di questi testi continui a fornire chiavi di lettura fondamentali per comprendere la società greca antica, le sue credenze religiose e la struttura politica che ha plasmato l’intera civiltà occidentale.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. 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