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30 luglio 2014

Violenza sulle Donne: Cà Foscari, violenza domestica e violenza contro le donne

Violenza domestica
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Violenza sulle donne, e violenza domestica, passo storico. Decisiva la ratifica da parte di 13 Paesi del Consiglio d’Europa. 1 agosto giorno della convenzione di Istanbul

Sara De Vido (Ca’ Foscari): «Italia tra i primi membri, attese iniziative in campo sociale per prevenzione e lotta a violenza domestica».

Il 1 agosto entra in vigore la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro le violenze nei confronti delle donne e la violenza domestica. Ratificata da 13 stati sui 47 rappresentati nel Consiglio, la convenzione contribuisce alla prevenzione e al contrasto di uno dei principali problemi di sanità pubblica e di violazione dei diritti umani.

Nel mondo, infatti, il 35% delle donne ha subìto violenza sessuale dal partner o da un’altra persona, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I sondaggi dell’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali confermano: una donna europea su tre dichiara di essere stata vittima di violenza dopo i 15 anni d’età. L’Italia, con il 27%, si trova 6 punti sotto la media europea.

«Finalmente uno strumento giuridico europeo si interessa direttamente della violenza sulle donne, fenomeno non più nascosto tra le mura domestiche, ma rilevante anche per il diritto internazionale – commenta Sara De Vido, autrice di un articolo sul tema per lo European Yearbook on Human Rights e ricercatrice di Diritto Internazionale all’Università Ca’ Foscari Venezia -. Gli stati firmatari sono tenuti a fare tutto quanto necessario per prevenire le violenze domestiche, intervenendo anche con adeguate politiche sociali. L’Italia si è mossa in anticipo introducendo norme per la tutela delle donne. Esiste un osservatorio nazionale. L’attuazione concreta della Convenzione del Consiglio d’Europa, però, richiede un impegno costante da parte degli Stati, che sarà monitorato da un apposito comitato internazionale».

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avrà quindi a disposizione un nuovo strumento per condannare gli Stati in riferimento alla violenza sulle donne. In alcuni dei casi finora trattati, la corte di Strasburgo ha considerato casi di violenza sulle donne come “tortura, trattamento inumano e degradante”, come previsto dall’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo (Cedu). La lentezza delle indagini o l’assenza di tutela della persona maltrattata possono portare alla condanna del Paese e al pagamento di un ‘risarcimento’ alla vittima. Così è già accaduto in alcuni ricorsi presentati contro Lituania, Moldavia, Turchia.

In un recente caso presentato contro l’Italia, aggiunge la ricercatrice cafoscarina, la Corte europea non ha invece riscontrato violazioni dell’articolo 3 della Cedu, in quanto, secondo la Corte, il nostro Paese si è già dotato dell’apparato legislativo necessario per trattare fenomeni di violenza.

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza nei confronti delle donne, la giurista Sara De Vido e la assegnista di ricerca in Filosofia Laura Candiotto organizzeranno a Ca’ Foscari un convegno interdisciplinare sul tema violenza domestica e violenza contro le donne. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività Centro Studi sui Diritti Umani (Cestudir). Questo convegno darà il via ad un laboratorio dal titolo “Le differenze e oltre”, nato per iniziativa Ivana Maria Padoan, professoressa di Pedagogia, con la collaborazione del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità dell’università. Parlarne, ribadiscono le promotrici di queste iniziative, è il primo passo per combattere la violenza.


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