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5 agosto 2014

Poliba: lavori scientifici per svelare il mistero della Sacra Sindone

Politecnico di Bari – Trenta lavori scientifici per svelare il mistero della Sacra Sindone. Evento internazionale IEEE. A Bari, il 4 e 5 settembre, scienziati di tutto il mondo

Ricerca sulla Sacra Sindone

Ricerca sulla Sacra Sindone

Per la prima volta, un’organizzazione scientifica di rilevanza internazionale di primordine come l’IEEE – Institute of Electrical and Electronic Engineering (presente in 150 nazioni in tutto il mondo, sede centrale a New York), che raggruppa a sé i migliori studiosi e ricercatori di tutto il mondo del settore dell’ingegneria elettrica ed elettronica, ha inserito tra i temi dei suoi convegni lo studio e la ricerca su un oggetto così conosciuto e dibattuto come la Sacra Sindone di Torino.

Workshopal Poliba sulla ricerca della Sacra Sindone

Il 4 e 5 settembre, a Bari, presso il Centro Polifunzionale degli Studenti dell’Università “Aldo Moro” di Bari (ex Palazzo delle Poste), in due sale opportunamente allestite, si terrà un apposito workshop a cui parteciperanno specialisti di tutto il mondo per presentare nuovi studi e ricerche. L’evento, titolato “Advances in the Turin Shroud Investigation 2014” (sviluppi nell’indagine sulla Sindone) e sinteticamente indicato con l’acronimo ATSI 2014 dovrebbe far parlare molto al riguardo, secondo le aspettative di ricercatori e studiosi di tutto il mondo.

Il merito dell’iniziativa è del prof. Dario Petri, Presidente della Sezione Italia della IEEE, a cui ha fatto seguito l’adesione del prof. Francesco Lattarulo, sindonologo, nonché afferente al Politecnico di Bari, coordinatore generale assieme al prof. Bruno Barberis dell’Università di Torino, Direttore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino. Inedito sarà anche il coinvolgimento in questo workshop dell’IEEE di contributi, trattati con pari rigorosità di valutazione preliminare, rivenienti dall’area umanistica.

Intanto, ad oggi, risultano pervenuti da tutto il mondo 30 lavori scientifici di ricercatori di varie nazionalità quali la Spagna, Francia, Ungheria, Bielorussia, Algeria, Israele, India, USA e, naturalmente, Italia. Di stretto interesse IEEE (i relativi lavori accettati potranno essere registrati telematicamente nell’archivio tecnico-scientifico dell’IEEE e pubblicati negli atti del workshop) quelli su: meccanismi di formazione delle immagini ed elaborazione delle stesse, degradazione chimico-fisica dei tessuti esposti a speciali agenti aggressivi, fenomeni tellurici di interesse, elettrostatica ed elettromagnetismo sperimentali. A questi si aggiungono quelli di medicina forense, archeologia, palinologia, storia, filosofia/teologia, iconografia (tali lavori non potranno essere registrati nell’archivio propriamente tecnico-scientifico dell’IEEE ma saranno comunque pubblicati negli atti del workshop).

Dettagli curiosi ed interessanti: anche se nel workshop è inserito tra i topic (argomenti) da trattare anche quello relativo alla datazione (per es. quella radiocarbonica), non sono pervenuti ad oggi lavori in tal senso. Forse questo è da attribuire alla necessità di rivedere il procedimento sperimentale, la qual cosa richiede l’estrazione di nuovi campioni su concessione delle Autorità ecclesiastiche.

All’interrogativo retorico “perché a Bari?”, con riferimento al workshop, il prof. Francesco Lattarulo così risponde: “l’iniziativa pionieristica di organizzare un IEEE workshop in tema di studi scientifici sulla S. Sindone di Torino fu di Dario Petri in veste di rappresentante della IEEE Italy Section. Egli, dopo essersi opportunamente consultato, mi invitò ad assumere il ruolo di General Chair del workshop e di collocarlo di conseguenza a Bari per ragioni logistiche, essendo questa la mia citta di nascita e vita. Fece riferimento a me perché ero e sono l’unico italiano che rispondesse alla duplice condizione di essere impegnato nella sindonologia e di poter essere presentato con la massima qualificazione possibile (nel mio caso, accademica) nel campo d’interesse scientifico e tecnico proprio dell’IEEE, ovvero nel campo dell’elettrotecnica e dell’elettronica. Non ve ne sono altri in Italia, ch’io sappia.”

L’evento internazionale scientifico sulla Sindone che anticipa l’Ostensione prevista nel 2015, dal 19 aprile al 24 giugno, è organizzato in stretta collaborazione fra le due massime sedi accademiche baresi costituite dal Politecnico e dall’Università di Bari, “Aldo Moro”. “Ci fa molto piacere che il Politecnico sua tra gli organizzatori di questo convegno – dichiara il Rettore, Eugenio Di Sciascio. E’ importante – continua – che scienza e fede si parlino senza reciproci pregiudizi. L’organizzazione dell’evento, sotto l’egida dell’IEEE, la più antica e prestigiosa società di ingegneri elettrici ed elettronici del mondo, è auspicio del rigore con cui le tematiche del convegno verranno trattate”. “Questo reperto di cui le prime notizie si hanno 1353 – aggiunge il Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio – non ha mai smesso di essere studiato ed adorato. La sua storia è costellata di poche risposte e molte domande. Con la certezza che il miglior strumento di crescita e incontro tra pensieri sia il dibattito, l’Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari, hanno voluto offrire questo mezzo di confronto e informazione. L’uomo si rivela a se stesso – conclude – libero dal pensiero necessitante e abitudinario, aperto alla riflessione critica e autocritica e all’intrinseca intellegibilità del mondo in cui vive”.

Come si ricorderà la Sindone di Torino è il più importante oggetto di culto della cristianità. L’immagine che traspare da quel lenzuolo funebre di lino secondo la tradizione secolare di fede cristiana è di Gesù di Nazareth.

Finora alcuni elementi appaiono certi: i risultati scientifici in possesso consentono di affermare con certezza che l’immagine è stata prodotta attraverso un procedimento naturale che ha coinvolto il cadavere di un essere umano. Ben documentate, come appartenenti al gruppo sanguigno raro AB, sono le tracce di sangue presenti sul telo.

Un dato di fatto resta insoluto: nonostante la Chiesa non abbia mai sostenuto la sua autenticità, riservandole piuttosto l’attributo di oggetto di culto che di reliquia, nessuno è mai stato in grado di riprodurre o di spiegare una presunta contraffazione della Sindone.


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