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17 dicembre 2014

Uniud: Diclofenac mette a rischio le popolazioni di avvoltoi e aquile

Diclofenac pericolo per avvoltoi e aquile

Università degli Studi di Udine – Allarme sui pericoli derivanti dall’uso di farmaci veterinari come il Diclofenac per la fauna selvatica

Diclofenac pericolo per avvoltoi e aquile

Diclofenac pericolo per avvoltoi e aquile

A rischio le popolazioni di animali come avvoltoi e aquile per l’uso del Diclofenac. 

L’uso del farmaco diclofenac in campo veterinario in Italia e in Spagna sta mettendo a rischio le popolazioni di avvoltoi e aquile in Europa, e dovrebbe, dunque, essere vietato.

È quanto emerge dall’articolo pubblicato in dicembre da un team di veterinari e biologi sulla rivista scientifica Science.

Effetti Diclofenac: farmaco antinfiammatorio non steroideo

Il diclofenac, farmaco antinfiammatorio non steroideo, è stato recentemente approvato per l’uso in Spagna e in Italia. Lo studio evidenzia come tracce di diclofenac in carcasse di bestiame risultino letali per gli avvoltoi e le aquile che le mangiano, e che la contaminazione di meno dell’1% degli animali morti ha portato alla quasi estinzione di tre specie di avvoltoi in Asia. La maggior parte degli avvoltoi in Europa è già in via di estinzione e queste specie sono quindi particolarmente vulnerabili a tale minaccia.

Autori dell’articolo “One Health approach to use of veterinary pharmaceuticals – Un approccio olistico all’uso di farmaci veterinari” sono: Thijs Kuiken, docente di patologia comparata presso l’Erasmus Medical Center (Paesi Bassi); Martin Gilbert, veterinario della Wildlife Conservation Society (Usa); Giuseppe Bogliani, dell’Università di Pavia; Fulvio Genero, dell’Università di Udine; Antoni Margalida, dell’Università di Lleida (Spagna).

L’articolo sostiene la necessità di valutare l’impatto dei medicinali veterinari come il Diclofenac che tenga conto di tutti gli effetti ambientali, tra cui la contaminazione della catena naturale alimentare, in cui gli uccelli necrofagi svolgono un ruolo fondamentale: rimuovendo negli ecosistemi europei tonnellate di carcasse di bestiame all’anno, essi aiutano il controllo delle malattie e dei parassiti e riciclano i nutrienti. L’articolo cita il diclofenac come causa di un rapido declino nelle popolazioni avvoltoi, fino alla quasi estinzione in Pakistan, India e Nepal negli anni Novanta. Nel 2006, il governo indiano ha promulgato un divieto di produzione, importazione e vendita di prodotti a base di diclofenac per uso veterinario, seguito subito dopo da Pakistan, Nepal e Bangladesh. Da allora, la diminuzione della popolazione di avvoltoi in Asia meridionale è rallentata o si è invertita.

In particolare, «in Italia, dopo la drastica diminuzione delle popolazioni di avvoltoi e aquile nel corso del XX secolo, a causa di persecuzione diretta e avvelenamento – ricorda Fulvio Genero –, successive misure di conservazione, gestione e reintroduzione hanno permesso alle popolazioni di grifone, di gipeto e di aquila reale di aumentare sensibilmente, ricolonizzando aree abbandonate nel passato. Tuttavia, l’uso generalizzato del diclofenac soprattutto sul bestiame semi-brado – sottolinea – potrebbe portare all’annullamento dei successi conseguiti e causare una perdita dei servizi ecosistemici correlati alla presenza di queste specie»

Alla luce di ciò, i ricercatori si dicono preoccupati anche di fronte alle decisioni adottate il 12 dicembre scorso dalla Commissione europea sul farmaco, in merito al futuro uso veterinario del diclofenac in Europa. «Nonostante la raccomandazione pervenuta dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) – conclude Genero – riteniamo che le sole raccomandazioni adottate non scongiurano il pericolo di avvelenamento per i necrofagi».


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