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3 febbraio 2015

Erasmus+ Poliba: opportunità programma Erasmus Plus al Politecnico

Politecnico di Bari – Europa. Il nuovo programma è finanziato dall’Unione Europea con 14,7 miliardi di euro. Formazione, ricerca, lavoro: le opportunità di “Erasmus Plus” al Politecnico

Erasmus+

Erasmus+

Erasmus+ (Plus) è il nuovo Programma dell’Unione Europea dedicato ai settori dell’istruzione, della formazione, dei giovani e sport per il periodo 2014-2020.

Esso si avvale dei risultati di oltre 25 anni di Programmi europei e unisce in un’unica piattaforma i Programmi attuati nel periodo 2007-2013, quali il Programma LLP/Erasmus, Erasmus Mundus, Tempus, Leonardo da Vinci, etc., favorendo una migliore integrazione tra le singole azioni.

Il programma Erasmus+ al Politecnico di Bari

Il programma sosterrà le azioni di internazionalizzazione coerenti alla strategia “Europa 2020” ed è indirizzato ai singoli (opportunità di studio, formazione o esperienze lavorative per gli studenti), alle istituzioni (sviluppo di partenariati, miglioramento dei metodi insegnamento e apprendimento, sviluppo professionale del corpo docente, cooperazione tra mondo dell’istruzione e del lavoro), alle organizzazioni e alla società nel suo complesso, con l’obiettivo di contribuire alla crescita del capitale umano europeo e garantire l’inclusione sociale in Europa e nei paesi terzi.

Nel 2015 il Programma disporrà di 1 miliardo e 736 milioni di euro per finanziamenti volti a promuovere la mobilità di studenti, tirocinanti e docenti, i partenariati transazionali, la riforma dei sistemi di istruzione e altro. 14,7 miliardi di Euro invece è il finanziamento complessivo previsto nell’arco di sette anni e fino al 2020.

Rispetto ai Programmi precedenti, Erasmus+ offrirà maggiori opportunità per la cooperazione e gli scambi con i paesi terzi, attraverso l’”International Credit Mobility”. Altra novità saranno i finanziamenti alle “alleanze della conoscenza” e alle “alleanze delle abilità settoriali”, vale a dire partenariati innovativi per rafforzare le sinergie tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro e per incentivare l’innovazione e lo spirito imprenditoriale.

A tal riguardo, domani, mercoledì, 4 febbraio, ore 11:30, si terrà al Politecnico, nell’aula magna “Attilio Alto”, un incontro di presentazione del Programma Erasmus+ che illustrerà l’importanza e le potenzialità, più delle volte associato solo alla mobilità studentesca.

Alla presenza del Rettore, prof. Eugenio Di Sciascio, il Delegato per l’internazionalizzazione della Didattica, prof. Nicola Giaquinto e il Delegato per l’Internazionalizzazione della Ricerca, prof. Anna Bruna Menghini, con il supporto della responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali, dott.ssa Maria Fanelli, esporranno i contenuti generali e gli aspetti innovativi di Erasmus+, nonché le specifiche azioni che possono interessare anche il Politecnico di Bari.

L’incontro è il primo di una serie di appuntamenti incentrati sui temi e le opportunità dell’internazionalizzazione nella didattica e nella ricerca, per scambiare informazioni, per creare collaborazioni e consolidare reti virtuose all’interno della realtà multisettoriale e multidisciplinare del Politecnico.

Erasmus+ viene avviato in un momento in cui nell’UE quasi 6 milioni di giovani sono disoccupati, con livelli che in taluni paesi superano il 50%. Nello stesso tempo si registrano oltre 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale con le qualifiche richieste. Ciò dimostra il sussistere di importanti deficit di competenze in Europa. Erasmus+ affronterà questi deficit fornendo opportunità di studio, di formazione o di esperienze lavorative o di volontariato all’estero.

Erasmus+ integra i sette programmi finora esistenti: Lifelong Learning Programme (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig), Gioventù in Azione, Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e la cooperazione bilaterale con i paesi industrializzati.

La struttura è incentrata su tre attività chiave, trasversali ai diversi settori: Mobilità individuale a fini di apprendimento; Cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche; Riforma delle politiche. Il programma unico consentirà regole e procedure più semplici e eviterà la frammentazione o i duplicati delle azioni.


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