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23 aprile 2015

Sciopero 5 Maggio 2015: sciopero scuola contro il Ddl “Buona Scuola”

Mobilitazione studenti Unipi

Confermato lo sciopero 5 Maggio 2015, l’istruzione si ferma e scende in piazza con uno sciopero scuola: docenti, professori, studenti e sindacati uniti contro il Ddl Buona Scuola del Governo Renzi

Sciopero 5 Maggio 2015 della Scuola

Sciopero 5 Maggio 2015 della Scuola

News sullo sciopero 5 Maggio 2015 della scuola. Clima rovente intorno al ddl Scuola.  Confermato il timing: la riforma, pare, sarà legge entro Maggio. Studenti e sindacati bocciano il Ddl Scuola e chiedono il blocco della riforma.

Tutto sullo Sciopero 5 Maggio 2015: chi sciopera e quali sono le motivazioni di lavoratori della scuola e studenti che aderiscono alla mobilitazione? Il Ddl Scuola rischia davvero il blocco? Le scuole saranno uniche a scioperare? 

Ecco le motivazioni dello sciopero 5 maggio 2015 della scuola nella voce degli studenti, insegnanti, dei sindacati e le risposte da parte della politica: il punto dell’Onorevole Simona Malpezzi del Pd.

Chi vive la scuola dall’interno dice un sonoro “no” al progetto di scuola delineato nel disegno di legge e chiede significative modifiche a “La Buona Scuola”, che altrimenti sarà approvata in via definitiva il 10 maggio.

Le critiche da parte delle opposizioni M5S, SEL, Lega e FI, non mancano. Gli appartenenti a questi partiti accusano “La Buona Scuola” di essere un di percorso a tappe forzato e condannano la decisione di collegare il ddl alla manovra di bilanci attraverso il DEF, Documento di Economia e Finanza.

Ma cosa chiedono le persone che aderiranno allo Sciopero 5 Maggio 2015? Schematizziamo, in breve, le motivazioni principali che hanno mosso il popolo scolastico all’organizzazione di uno sciopero così significativo. Le richieste alla bse dello sciopero contro “La Buona Scuola” riguardano

  • Un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione;
  • un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata;
  • finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica;
  • una riforma della valutazione in chiave democratica;
  • investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica;
  • un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica;
  • una riforma dei cicli scolastici.

Studenti, docenti e sindacati non saranno gli unici protagonisti dello Sciopero 5 maggio 2015, che è una data importante anche per quanto riguarda chi appartiene al settore dei trasporti. Lo Sciopero 5 maggio 2015 sarà tale anche per i trasporti, a partire dai mezzi su gomma ad arrivare agli aerei.

Sciopero 5 maggio 2015, reazioni di Renzi e del Ministro dell’Istruzione

 Lo sciopero 5 maggio 2015 è dunque una manifestazione di richiesta delle suddette garanzie. Renzi, dal suo canto, difende la bontà della riforma scolastica “La Buona Scuola” e a proposito dello Sciopero 5 Maggio 2015 parla di mobilitazione incomprensibile. Non solo: pronta una lettera aperta indirizzata agli insegnanti in cui il Premier si impegna a chiarire gli aspetto più controversi della riforma. Un tentativo di sgonfiare lo sciopero 5 Maggio 2015? Chi vivrà, vedrà.

Salvo il piano dell’assunzione dei 100mila docenti precari: si farà, promette Renzi.

Intanto, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini fa sentire la sua su twitter, scrivendo “Manifesto rispetto per chi sciopera. Stiamo cercando di costruire consenso su #labuonascuola, riforma culturale rivoluzionaria”.

Sciopero 5 maggio 2015, cosa dicono i sindacati sullo sciopero della scuola

Sindacati docenti e studenti sullo sciopero 5 maggio 2015

Sindacati docenti e studenti sullo sciopero 5 maggio 2015

Per quanto riguarda lo sciopero 5 maggio, i sindacati espongono le proprie idee seguendo una linea di pensiero nettamente più dura.

È il caso di Rino di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “Il ddl di riforma della scuola sia fermato, chiediamo che il governo ascolti la piazza.

Lo Sciopero 5 Maggio 2015 non deve essere la conclusione di un periodo di lotta, ma l’inizio, a costo di scioperare anche nel periodo degli scrutini”. 

Gli fa eco Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola: “Quando si mette mano a questioni senza averne conoscenza e competenza, si finisce come l’apprendista stregone e si rischia di fare danni incalcolabili. Questo sta facendo Renzi sulla scuola. Non si cambia il sistema scolastico senza chi ci lavora, o peggio contro chi ci lavora. Insegnanti, personale Ata, dirigenti sono il motore della nostra scuola, sono la sua risorsa più preziosa. Pretendere di cambiare la scuola senza partire dalla loro conoscenza dei problemi, dalla loro esperienza, dalla loro competenza è un grave atto di presunzione ed è anche la ragione per cui stiamo assistendo da mesi a proposte ogni volta diverse, spesso addirittura stravaganti, ma sempre ugualmente lontane da ciò che servirebbe davvero alla scuola per cambiare in meglio”.

Appelli che trovano conferma nelle parole del segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, che annuncia così lo Sciopero 5 Maggio 2015: “Basta “autoritarismo” sul ddl di riforma della scuola, “bisogna avere l’umiltà di cambiare e ascoltare. Le organizzazioni sindacali hanno presentato proposte, non si solo limitate a dire di no a un provvedimento che non è buona scuola ma torna indietro. Chiediamo al presidente della Repubblica di intervenire perché stanno mettendo sotto i piedi la Costituzione italiana”.

Sciopero scuola 5 maggio 2015, parola all’On. Malpezzi (PD)

Simona Malpezzi

Simona Malpezzi

Le legittime motivazioni dell’Altra Scuola e dei partecipanti tutti allo Sciopero 5 Maggio 2015 riusciranno ad aprire una nuova fase di dialogo? La Buona Scuola, ci chiediamo, rischia davvero di essere pericolosa per la scuola stessa?

Il valzer degli emendamenti riuscirà a far scoppiare la pace sulla Riforma della Scuola? O, come accusano molti, dobbiamo prepararci ad un nuovo, fragoroso tonfo?

Ci risponde l’On. Simona Malpezzi (PD).

Manca ancora qualche giorno all’annunciato Sciopero 5 Maggio 2015. I “grandi assenti”, come si definiscono studenti, docenti, Ata e dirigenti scolastici aderenti a Flc-Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal scenderanno in piazza contro il disegno di legge sulla Buona scuola. Fronte compatto su stabilizzazione dei precari, rinnovo del contratto e realizzazione di una sistema libero, fondata su principi di merito, sburocratizzazione e cooperazione reali con gli attori della scuola e del territorio. Perché, dicono, non si può più aspettare. Non si fa la scuola senza le giuste competenze e conoscenze, ma soprattutto non si fanno le riforme senza ascoltare chi nella scuola ci lavora e ne conosce i bisogni più veri. La Buona scuola rifletterebbe cioè presunzione, superficialità e scarsa consapevolezza di chi l’ha proposta, maggioranza parlamentare e Renzi in primis. Come giudica queste critiche che riflettono, di fatti, i motivi alla base dello Sciopero della Scuola?

La Buona scuola può convincere o lasciare perplessi nei contenuti, ma il documento ha già un merito: non si sottrae alla discussione e al confronto. L’avvio di una consultazione su un testo in divenire è una novità. Infatti, negli ultimi anni tutte le proposte di cambiamento del mondo della scuola sono state calate dall’alto, senza alcuna consultazione preliminare, già pronte e blindate in formato decreto legge. Con questo documento diciamo che la scuola è una delle principali infrastrutture del Paese e una leva fondamentale per tornare a crescere, rimettendola al centro del confronto politico e lo facciamo chiedendo il contributo di tutti. Impediamo che anche questa volta cambi tutto perché nulla cambi. Abbiamo una grande opportunità: non lasciamocela scappare.

Il pressing intorno al Ddl Scuola di precari e dei lavoratori della conoscenza ha intanto raggiunto ormai livelli altissimi, vedi appunto l’annunciato Sciopero 5 Maggio 2015 prossimo. I motivi sono facilmente deducibili, ma ovviamente il grande motore della mobilitazione rimane l’occupazione: ad. es, ricordiamo che tra i cardini della riforma, c’è l’attesa assunzione di 100 mila insegnanti da portare a cattedra entro il 1 Settembre 2015. Restano ancora da chiarire, però, criteri, finalità e coperture finanziarie. La Buona Scuola riuscirà finalmente a ridare gambe all’occupabilità dei lavoratori della scuola?

Il nostro proposito è quello di realizzare tre obiettivi: dare alle scuole un organico funzionale stabile mettendo fine alle supplenze; chiudere la piaga delle Graduatorie ad Esaurimento; rendere dal 2016 il concorso, bandito finalmente con regolarità dal ministero e riservato ai soli abilitati, l’unico strumento per l’immissione in ruolo (cosa del resto sancita dalla nostra Costituzione che, per l’accesso alla PA, prevede proprio il concorso).Solo avviata questa fase, infatti, sarà possibile procedere a un nuovo sistema di formazione e reclutamento che superi finalmente le incongruenze di un sistema stratificato che ha ampiamente dimostrato di essere inefficace. Stabilita la necessità di intervenire in questi tre ambiti, durante la campagna di ascolto, sono emerse una serie di questioni che si inseriscono in due ambiti diversi. Il primo riguarda le obiezioni scaturite nel corso del confronto avviato con tutti gli attori interessati a questo capitolo. Il secondo, invece, scaturisce da una sentenza che ha in parte modificato il quadro iniziale entro il quale avevamo stabilito i nostri obiettivi. Mi riferisco alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha evidenziato i limiti della nostra legislazione nella reiterazione dei contratti a tempo determinato per i lavoratori della scuola. Non è, quindi, l’istituto della ‘supplenza’ in sé a essere sotto accusa, ma il fatto di aver celato veri e propri posti di lavoro con sostituzioni temporanee. Ora certamente dovremmo essere bravi e cercare di verificare tutte le posizioni nelle GAE perché non è accettabile che si assumano anche docenti che non hanno neppure un’ora di lezione alle spalle senza almeno metterli alla prova. Faremo torto all’idea del merito che fonda il nostro lavoro. E così mi riaggancio al primo problema emerso nel corso della campagna di ascolto: nelle GAE ci sono diverse migliaia di persone che non hanno i tre anni di contratto annuale ed alcune migliaia di persone come dicevo che non hanno mai lavorato a scuola perché stanno facendo un altro mestiere e che attualmente nelle scuole stanno lavorando circa 30.000 insegnanti di II fascia che hanno i requisiti dei tre anni di contratto annuale (e che quindi andranno indennizzati se non immessi in ruolo), ormai tutti abilitati attraverso PAS o TFA. Dobbiamo tutelare il maggior numero di abilitati di II fascia che altrimenti rimarrebbero fuori. Ci stiamo lavorando.”


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