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23 giugno 2015

Riforma lavoro 2015: dai dati Istat alle critiche di Cgil e Fiom

Le ultime novità sulla riforma lavoro 2015 e sulla jobs act: dai dati Istat alle critiche di Cgil e Fiom. il punto del Segretario federale della Lega Sud – Onorevole Gianfranco Vestuto

Ultime novità su riforma lavoro, jobs act 2015 e Governo Renzi.

Ad aprile la disoccupazione è scesa a 12,4% ma i giudizi negativi sulla riforma lavoro continuano ad inasprire il dialogo fra le parti. Ecco le news su dati Istat, occupazione, mercato del lavoro, abolizione articolo 18 e riforma pensioni.

La Riforma lavoro lede i diritti dei salariati italiani? Intervista esclusiva all’On. Gianfranco Vestuto, Segretario federale della Lega Sud – Ausonia.

L’Italia è fuori dalla recessione. Il Prodotto interno lordo ha ripreso a crescere nel primo trimestre del 2015, dopo quattro anni infernali.

La disoccupazione nei primi tre mesi del 2015 è calata al 13%. Nel mese di aprile il numero di occupati è salito vertiginosamente, stagliandosi a quota 160.000 unità in più rispetto al mese di marzo e 262.000 in più rispetto ad aprile 2014. A dichiararlo è l’Istat, nella sua consueta analisi trimestrale. Ritorna a crescere, dunque, dopo il calo d’inizio anno, il tasso di occupazione (+ 0,1%), con buona pace dei più ostili oppositori del Governo Renzi. Secondo i dati divulgati dall’Istituto Nazionale di

Statistica, infatti, ad aprile, il tasso di disoccupazione è sceso al 12,4%, diminuendo di ben 0,2 punti. Aprile, del resto, è stato il primo mese completo con le nuove regole della Riforma Lavoro e del Decreto Poletti sul contratto a tutele crescenti. Mentre a gennaio sono partiti gli sgravi contributivi stabiliti dalla Legge di Stabilità 2015 in relazione alle nuove assunzioni a tempo interminato.

Riforma lavoro: dai dati Istat alle critiche di Cgil e di Maurizio Landini Fiom

Sale il tasso di occupazione e continua la crescita del numero dei giovani presi in carico. A confermarlo sono gli ultimi dati di monitoraggio divulgati nel 54° report settimanale. Si tratta di numeri rasserenanti, anche se non del tutto positivi. Sono ancora in molti, infatti, a storcere il naso e nutrire timori sull’efficacia della riforma lavoro. Per la Cgil Emilia Romagna, ad esempio, molte aziende starebbero sfruttando le nuove norme della riforma lavoro per proporre ai lavoratori un licenziamento con incentivo economico in luogo di una riassunzione con contratti precari presso un’altra azienda, ma con le medesime mansioni.

I dubbi sulla riforma lavoro di Renzi, dunque, continuano ad inasprire il dibattito politico, alimentando critiche tutt’altro che gratuite. I giudizi negativi, del resto, provengono da tutti i fronti. Si pensi alla Cgil ed alla Fiom di Maurizio Landini, il quale ha, recentemente, dichiarato che “i problemi del paese non si risolvono con il jobs act”.

Riuscirà, il Premier Renzi, a ridare smalto all’Italia con la Riforma lavoro? Lo abbiamo chiesto all’On. Gianfranco Vestuto, Segretario federale della Lega Sud – Ausonia.

On. Vestuto, che cosa ne pensa della Riforma lavoro 2015 e del jobs act?

“Ma guardi non penso sia una legge utile, di fatto ha scontentato sia le parti sindacali che gli imprenditori. In generale i diritti dei lavoratori vanno preservati, ma non si può pensare di essere competitivi senza una nuova flessibilità dei contratti che, ripeto, non deve ledere i diritti”. 

Crede che l’Italia sia davvero una Repubblica fondata sul lavoro? Come giudica l’abnorme carenza d’occupazione? 

“La carenza di lavoro è figlia anche della globalizzazione, e questa si combatte impostando delle politiche economiche e di sviluppo che valorizzino le peculiarità dei territori. Oggi, come dicevo prima, queste vengono imposte da una Comunità Europea che per esempio, manda al macero le produzioni agricole migliori del Sud e impone la vendita delle arance del Marocco, della Spagna, etc. Ad oggi, l’Italia non è stata in grado di avere una propria politica economica a sostegno dell’occupazione, inasprendo in più la pressione fiscale che ha avuto come unico risultato la fuga delle partite IVA all’estero. Si può parlare mai di lavoro in questo contesto? Direi sarebbe una presa in giro per un Paese da dove fuggono anche i pensionati”.

On. Vestuto, ci parli dei valori e degli obiettivi della Lega Sud – Ausonia e ci faccia il punto sulla riforma lavoro 2015

“La lega Sud Ausonia nasce come movimento nel 1996 con lo specifico intento di trasformare lo Stato italiano, in un moderno stato federale. In questi quasi 20 anni di vita sicuramente lo scenario geopolitico ed economico, anche internazionale, è cambiato e sicuramente il mondo e l’Europa in particolare, hanno consolidato delle posizioni sempre più globalizzanti che tengono poco o per niente in considerazione le volontà dei territori e dei popoli. Sostanzialmente noi siamo convinti che la costituzione di un’area macroregionale indipendente del Sud Italia (cosa che ha anche un suo supporto storico perché il Mezzogiorno è stato autonomo Regno delle Due Sicilie per 700 anni dagli Svevi ai Borbone) possa rimettere in moto i processi produttivi autonomi del Sud che devono fondare sulle vocazioni territoriali e non su processi industriali e commerciali che ormai seguono un pianificazione che si decide a Bruxelles e neanche più a Roma. Nel 2000 fu presentato alla Camera un nostro disegno di legge sulla istituzione di un “Parlamento del Sud”, che si fondava sul principio della devolution di poteri e competenze, lasciando allo Stato italiano solo la gestione delle Forze Armate. Oggi più di ieri, pensiamo che la strada sia quella dell’indipendenza della macroregione meridionale (dall’Abruzzo alla Sicilia) cosa che ci permetterebbe sia di uscire dai trattati capestro sottoscritti dall’Italia con la Comunità Europea, sia di sviluppare politiche autonome in materia economica, di rapporti internazionali e di organizzazione territoriale. Gli strumenti giuridici ci sono, perché la carta dell’ONU prevede il “Principio di Autodeterminazione dei Popoli” e – come sappiamo – in tutto il diritto internazionale, l’Autodeterminazione ratificata da leggi interne, vale come legge dello Stato che prevale sul diritto interno. Del resto in Europa dagli scozzesi, ai baschi, ai catalani, le pressioni che arrivano in tal senso sono ormai una realtà”.

Se la Lega Sud governasse, come affronterebbe la piaga sociale della disoccupazione quale sarebbe una buona riforma lavoro?

“Creazione di una macroregione autonoma, una propria moneta ed una nuova politica di incentivi agli investimenti sui nostri territori, anche con la istituzione di zone franche o free tax. I nostri territori devono puntare sulle risorse del turismo e dell’agricoltura e sulle produzioni di eccellenza. Ciò impone una politica protezionistica delle risorse lavoro e di quelle naturali. Di sicuro tutto questo non può non tener conto anche di una diversa gestione del fenomeno immigrazione straniera clandestina incontrollata a cui di fatto, continua a corrispondere solo quello dell’emigrazione dei nostri giovani”.

Antonio Migliorino


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