Riforma lavoro e Jobs act 2015: il punto di Cesare Procaccini

Redazione Controcampus 9 Giugno 2015

Ultime news su riforma lavoro, jobs act 2015 e Governo Renzi: l’Italia prova a risalire la china ma il gap tra crescita e stagnazione è ancora molto sottile, il punto di Cesare ProcacciniEcco le novità sul fronte mercato del lavoro, diritti dei lavoratori, riforma pensioni, jobs act 2015, abolizione art.

18 e contratto a tutele crescenti.

E poi, quali sono i pregi e difetti della Riforma lavoro varata dal Governo Renzi?

Duro il monito dell’On. Cesare Procaccini, Segretario Generale del Partito Comunista d’Italia: “Questa Riforma Lavoro non ha nessun pregio. Secondo me su questo tema purtroppo Renzi è molto peggio di Berlusconi”.

Sembra che il Bel Paese stia, finalmente, iniziando a creare nuovi posti di lavoro. Nel mese di aprile il numero di occupati è salito vertiginosamente, stagliandosi a quota 160.000 unità in più rispetto al mese di marzo e 262.000 in più rispetto ad aprile 2014. A dichiararlo è l’Istat, nella sua consueta analisi trimestrale. Ritorna a crescere, dunque, dopo il calo d’inizio anno, il tasso di occupazione (+ 0,1%), con buona pace dei più ostili oppositori del Governo Renzi. Secondo i dati divulgati dall’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, ad aprile, il tasso di disoccupazione è sceso al 12,4%, diminuendo di ben 0,2 punti.

La riforma lavoro tra ottimismo, scetticismo e “plutocrazia neoliberista”

Si tratta, dunque, di risultati piuttosto incoraggianti, che lasciano ben sperare circa i traguardi futuri. Anche perché la ripresa dell’occupazione riecheggia, di norma, il risveglio dell’economia, dell’industria, del commercio e dei consumi. E, dopo anni di crisi, discordie ed illusioni, sarebbe bello se gli italiani riuscissero a respirare un po’ di quiete. Del resto, il Presidente del Consiglio l’aveva “sussurrato” in tempi non sospetti, ma forse non del tutto maturi: quest’anno – disse – ci saranno molte più assunzioni che licenziamenti e molto dipenderà dal jobs act e dalla riforma lavoro che rende molto più semplice assumere. Così parlò il Premier Renzi con tono sibillino ed enfatico.

Ma è davvero questo il file rouge della Riforma Lavoro e del jobs act? Al di là dei timidi segnali di ripresa, la Riforma del lavoro, sullodata dal Ministro Poletti, sarà realmente in grado di restituire speranze all’Italia? Riuscirà a ridare dignità al lavoro ed a scrollarsi di dosso l’etichetta di “misura plutocratica e neoliberista”? Dal 2008, anno d’inizio della crisi, sono fallite 82 mila aziende e sono stati persi più di 1 milione di posti di lavoro. E’ duro ammetterlo, ma è la realtà dei fatti. Una realtà amara, dolente, che va analizzata e descritta con molta attenzione. Del resto, l’ha ammesso anche il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “In Italia ci sono segni di risveglio dell’economia, ma il crinale tra crescita e stagnazione è assai sottile”.

Cesare Procaccini sulla Jobs act e sul Governo Renzi

Cesare Procaccini

Cesare Procaccini

Con l’intento di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi sulla Riforma lavoro, sul Governo Renzi e, in generale, sull’atavica piaga sociale della disoccupazione giovanile, abbiamo intervistato il Dott. Cesare Procaccini, Segretario Generale del PC Partito Comunista d’Italia.

Segretario Procaccini, ci parli degli obiettivi del Pcdi.

“L’obiettivo principale è quello di riprendere un po’ la storia del Partito Comunista italiano. Però, intendiamoci, non è che si parli di rifare il Partito Comunista, perché sarebbe una cosa irripetibile”.

“Se qualcuno pensasse di ripetere quell’organizzazione sarebbe fuori dal mondo. Tuttavia, noi riteniamo che quell’idea di autonomia ed unità politica nazionale ed internazionalista sia ancora di attualità pur nelle declinazioni odierne”.

Parliamo di un tema piuttosto attuale: il lavoro, fulcro nevralgico del dibattito politico degli ultimi anni. Qual è la sua opinione in merito alla Riforma Lavoro?

“Secondo me questa Riforma Lavoro non ha nessun pregio. In primo luogo, perché scardina un principio basilare, che è il diritto, e in secondo luogo, da un punto di vista pratico, dà mano libera alle imprese che propugnano la precarietà. Con la Riforma Lavoro del Governo Renzi si elimina l’articolo 18 come emblema. Ma in realtà il messaggio è: ti do meno diritti con una possibilità di lavoro maggiore. La certezza dei diritti è stata effettivamente eliminata. Mentre le maggiori chance lavorative simboleggiano un sogno, un’illusione. Secondo me, dunque, su questo tema purtroppo Renzi è molto peggio di Berlusconi. Il leader di Forza Italia, ad esempio, forse per rispetto verso il mondo del lavoro e i sindacati, non aveva attuato una simile riforma lavoro. L’attuale capo del governo, invece, sta portando avanti una politica neoliberista. Sta scardinando i diritti anziché imprimere una svolta reale a beneficio del mondo del lavoro. Forse oggi lo Stato avrebbe bisogno di riavere indietro i soldi elargiti in precedenza ai grandi capitalisti come la Fiat e il gruppo dell’elettrodomestico. L’Italia avrebbe bisogno di una legge seria contro le delocalizzazioni”.

Crede, dunque, che la Riforma Lavoro e il jobs act 2015 non possano lenire i mali dei precari e dei disoccupati italiani?

“Assolutamente no. Penso che la Jobs act in realtà stia peggiorando la situazione. Il saldo tra i pochissimi che vengono aggiunti attraverso questa forma senza diritti e quelli che vengono licenziati in massa, cioè indipendentemente dall’art. 18 ormai privo di giusta causa, non è per nulla positivo. Perciò temo che la riforma del lavoro non possa attenuare i mali dei precari. E da questo punto di vista, occorrerebbe che la sinistra si mettesse insieme, senza l’ossessione di questa pregiudiziale anacronistica verso noi comunisti, ma senza nemmeno l’ossessione del partito unico. L’Italia, in fondo, non è la Grecia, non ha Tsipras che ha una maggioranza quasi relativa. Secondo me, purtroppo, nella sinistra permane ancora la cultura della bolognina del 1989”.

Se il Partito Comunista d’Italia governasse, quali strategie adotterebbe? Darebbe vita ad una nuova Jobs act

Apprendista al lavoro

Apprendista al lavoro

“Per sintetizzare se il Partito Comunista d’Italia potesse governare, incentiverebbe la presenza pubblica dello Stato nei settori essenziali che attengono alla vita delle persone (scuola, sanità, energia, trasporti, acqua pubblica). Il Partito Comunista d’Italia, dunque, vorrebbe riprendere, se possibile, in punta di piedi e senza alcuna velleità, quel tipo di politica, come strumento per l’oggi. Uno strumento che sappia legare i programmi alle idealità, puntando sulla questione morale, proprio come suggeriva Enrico Berlinguer. Per questo abbiamo aderito all’associazione per la ricostituzione del Partito Comunista. Entro il 2015 faremo il congresso del nostro partito. Un congresso unitario con soggetti e forze che vogliono costruire insieme a noi una forza comunista più grande”

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto