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16 settembre 2015

Tasse sulla casa abolite: Renzi, 16 dicembre funerale tasse prima casa

Renzi taglia le tasse sulla casa

Da fine anno tasse sulla casa abolite: è la nuova promessa fatta da Matteo Renzi il quale con un Tweet  esordisce “16 dicembre funerale tasse prima casa”

Renzi taglia le tasse sulla casa

Renzi taglia le tasse sulla casa

Ultime notizie sul fronte Imu 2015, tasi e tasse sulla casa abolite: intervista esclusiva al Dott. Alberto Zanni, Presidente di Confabitare: “Credo che una misura del genere sarebbe una bella boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare e per l’economia in generale”. A partire dal 1° gennaio 2016 gli italiani non dovranno più pagare le imposte sulla prima casa.

E’ quanto trapela dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ecco cosa accadrà con il funerale tasse prima casa secondo i detrattori della manovra. Scopri quanto risparmieremo con il taglio dell’Imu 2015 e della Tasi 2015.

“Dal 16 dicembre stop alla tassa sulla prima casa, ma per i comuni non ci sarà nessun taglio”. Il Premier ha così ribadito, nel corso di un simposio, svoltosi al teatro Rossini di Pesaro, la necessità di una riduzione progressiva delle tasse alla luce dei recenti, ottimistici, segnali di ripresa economica. Il prodotto interno lordo del Bel Paese, in effetti, ha iniziato a risalire la china, dopo circa tre anni di “segni meno”, dando adito ad analisi politiche piuttosto rasserenanti. Sicché, Renzi, dopo aver fatto incetta di applausi e incitamenti alla festa dell’Unità, ha deciso di rimarcare le sue scelte, aprendo ancora una volta, dopo il proclama di fine luglio (“45 miliardi d’introiti fiscali in meno nei prossimi tre anni”), alla possibilità di abolire le tasse sulla casa.

Il taglio delle tasse sulla casa e il profumo di berlusconismo nel Governo Renzi

“In Italia la tassazione è esagerata, e bisogna abbassare le imposte. Ma per farlo non basta un anno. Credo sia giusto che sulla prima casa non si paghino tasse”. Così parlò il Presidente del Consiglio, riecheggiando, a detta di molti, il marchio di fabbrica dell’ultimo, e più maturo, berlusconismo. Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, aveva, infatti, abrogato le tasse sulla casa nel lontano 2008, durante il suo quarto ed ultimo governo. Una decisione, quest’ultima, che è stata ricordata, di recente, dall’ex democratico Stefano Fassina nel corso dell’inaugurazione del primo comitato locale di “Futuro a Sinistra”: “Il Pd di Matteo Renzi – ha tuonato l’ex viceministro dell’economia e delle finanze – è un partito che nei fatti mette in pratica il programma di Berlusconi”. Niente di nuovo sotto il sole, direbbero i tanti, e sempre vigili, avversari renziani. Anche perché secondo molti l’abbassamento delle tasse sulla casa simboleggerebbe, al di là delle etichette politiche, una scelta non del tutto scevra da afflati antidemocratici ed inni al populismo ed alla filo-oligarchia.

Aspetti negativi: per i detrattori della manovra il taglio delle tasse sulla casa favorirebbe i ricchi

Del resto, c’è chi crede che una simile manovra non sarebbe adatta a stimolare l’economia italiana. E’ ciò che pensa, ad esempio, Luca Dondi, consigliere delegato della società di consulenza Nomisma, secondo cui la ventura abolizione delle tasse sulla casa “favorirà soltanto le famiglie più ricche”. Per gli esperti dell’Osservatorio sul mercato immobiliare della Società di studi economici, l’annunciata manovra avrà effetti piuttosto contenuti, ed attuerà uno sgravio medio, riguardante oltre i due terzi delle famiglie italiane, di soli 17 euro al mese; un impatto molto modesto che non sembra possa né stimolare i consumi, né perseguire l’equità sociale. Meno duro è invece il monito del sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti. Per il leader dei centristi della maggioranza, infatti, il taglio della tassa sulla casa rappresenterebbe una scelta giusta, anche se non dovrebbe riguardare gli immobili di maggior valore. Infatti, secondo la Cgia di Mestre, se il Governo decidesse di abolire anche l’imu sulle abitazioni di lusso, i ricchi risparmierebbero una cifra a dir poco notevole, pari a circa 1.900 euro l’anno. E’ questa, in soldoni, l’opinione generale espressa, nelle ultime ore, dagli esegeti della manovra.

Ciò malgrado è altresì doveroso porre l’accento sull’aspetto meno cupo, e più ovvio, della faccenda, ossia sulla tanto agognata riduzione della pressione fiscale, a partire delle tasse sulla casa, di cui il Governo Renzi si è da tempo fatto paladino. Per l’ex sindaco di Firenze la sforbiciata sull’imu e sulla tasi, relativa alla prima casa, rappresenta una manovra che restituisce equità al di là delle dietrologie e di qualsivoglia strategia pre-elettorale. “Nel 2014 – ha spiegato il primo ministro – abbiamo dato gli 80 euro, nel 2015 l’operazione su Irap e costo del lavoro, nel 2016 via Imu e Tasi che è l’operazione che abbiamo annunciato a luglio ed ecco perché il 16 dicembre ci sarà il funerale delle tasse sulla casa. Nel 2017 penseremo all’Ires e nel 2018 all’Irpef”. E’ questa, in soldoni, la sinossi dell’agenda renziana.

Tasse sulla casa:con il taglio Imu e Tasi si prevede risparmio di oltre 200 euro l’anno

Se la promessa relativa all’abolizione delle tasse sulla casa fosse mantenuta, ben sette famiglie su dieci beneficerebbero, a partire dal 2016, di uno sgravio fiscale medio di circa 204 euro annui (17 per 12) che, sommati ai 960 (80 euro per 12) di bonus Irpef entrati in vigore con la Legge di Stabilità del 2015, diventerebbero ben 1.164 euro all’anno. Cioè una sorta di quattordicesima destinata a rifocillare le casse delle famiglie italiane. Si stima che con il taglio della tassa sui servizi indivisibili e dell’imposta municipale propria i comuni perderanno circa 3,6 miliardi di euro. A tal proposito, il Premier Renzi ha rassicurato i sindaci italiani, garantendo loro un assegno attraverso il quale poter sopperire al calo del gettito fiscale. Ma il Segretario del Pd ha altresì chiarito che non tollererebbe alcun tipo di aumento delle tasse da parte degli stessi comuni.

Ma è davvero questa la chiave di lettura? Oppure bisognerebbe dar retta a chi teme che il renzismo sia una sorta di prosieguo del più arguto berlusconismo, e che, dunque, l’annunciato taglio delle tasse sulla casa non sia altro che un’abile supercazzola prematurata con sberrettamento a destra? Lo abbiamo chiesto al Dott. Alberto Zanni, Presidente di Confabitare.

Secondo Lei il taglio delle tasse sulla casa rifocillerà l’economia italiana e, in particolare, il mercato immobiliare?

Alberto Zanni

Alberto Zanni

“Dato, e non concesso, che si arrivi davvero alla sospirata abolizione delle tasse sulla casa, credo che una misura del genere sarebbe una bella boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare e per l’economia in generale”.

“In giro ci sono molti rumors sulla ripresa del mercato immobiliare, ma la realtà che tocchiamo con mano ogni giorno come Associazione di proprietari ci dice che ci sono sì cenni di risveglio, ma la luce in fondo al tunnel della crisi è ancora lontana.” – Continua il  Presidente di Confabitare-

Ben venga quindi l’abbattimento delle imposte sugli immobili, perché non sfugge a nessuno che il crollo delle compravendite registrato in questi ultimi anni è dovuto anche, se non principalmente, all’intollerabile peso fiscale che grava tuttora sui proprietari di casa dichiara Alberto Zanni.

Le tasse sulla casa potrebbero essere interpretate anche come un’abile mossa di propaganda politica del Governo Renzi in vista delle prossime elezioni di maggio 2016.

Le promesse che Renzi deve mantenere sono tante, e gli italiani sono abituati alle delusioni, soprattutto per le tasse sulla casa: basti ricordare come l’abolizione dell’ICI da parte di Berlusconi fu prontamente ripristinata con un nuovo nome dal successivo governo.

Per restare sempre aggiornati e sapere come risparmiare, Le agevolazioni fiscali prima casa possono aiutare ad avere una visione più ampia di alcuni benefici introdotti negli ultimi anni.

Antonio Migliorino


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