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3 novembre 2015

Riforma delle pensioni: novità di Boeri pensione a precoci ed esodati

Tito Boeri sulla riforma delle pensioni

Ultime notizie ad oggi sulla riforma delle pensioni 2015-2016: ecco le novità nelle dichiarazioni di Boeri sulla pensione anticipata per precoci ed esodati

Tito Boeri sulla riforma delle pensioni

Tito Boeri sulla riforma delle pensioni

La proposta di Boeri sulla riforma delle pensioni: tra le novità, tagli ai vitalizi e pensione anticipata a precoci e lavoratori con 42 anni di contributi.

Le ultime notizie sulla riforma pensioni confermano che la proposta di Boeri potrebbe introdurre significative novità per l’Inps.

Al momento c’è mistero sui dettagli, ma sono trapelate alcune indiscrezioni che risolverebbero definitivamente il problema di esodati e lavoratori precoci con misure di flessibilità per chi vuole chiedere la pensione anticipata.

Se con la Legge di Stabilità le ultime notizie hanno confermato che l’intervento di Renzi sulla riforma pensione è stato poco incisivo, adesso sembra essere pronta una proposta pronta a stravolgere completamente alcuni scenari. Le ingiuste situazioni che sono venute a consolidarsi nel corso degli anni potrebbero essere giunte al capolinea, come i vitalizi ai politici che non hanno versato un numero sufficiente di contributi per meritare un elevato assegno previdenziale.

Ma non solo politici, anche dirigenti e altre figure professionali che, col favore di leggi assurde, all’oggi percepiscono una pensione decisamente superiore di quella che avrebbero percepito se avessero rispettato i requisiti comuni della maggior parte dei contribuenti.

Le novità contenute nella proposta di Boeri per una nuova riforma pensioni non sono state ancora divulgate, anche se il Presidente dell’Inps ha lascito intendere di recente che l’introduzione di misure per chiedere la pensione anticipata per precoci ed esodati, ad esempio, è al centro della sua proposta.

Riforma delle pensioni: quota 42 e pensione anticipata le nuove proposte dell’Inps

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nelle ultime notizie su riforma delle pensioni, il piano di Boeri proporrebbe dei tagli ai vitalizi dei politici e alle pensioni più alte se sono molto sopra ai contributi versati. Tali risparmi consentirebbero di finanziare le uscite precoci per i pensionati sopra i 1.500 euro lordi al mese (con una penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo) e un sostegno standard per i disoccupati oltre i 55 anni di età. Boeri propone un blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni sopra i 3.500 euro lordi, fino a quanto l’assegno non sia in linea con i contributi realmente versati.

Stando alle ultime notizie un’altra significativa novità riguarderebbe anche un ricalcolo delle pensioni anticipate (prima dei 66-67 anni), solo sulla base di 42 anni di contributi.

I limiti della proposta di Boeri per la riforma delle pensioni

In teoria, agendo in questo modo, si risolverebbero numerosi problemi legati alle coperture per introdurre maggiori misure di flessibilità in uscita, eliminando di fatto anche i costi legati alle salvaguardie.

La proposta di Boeri, all’oggi ancora segreta in quanto si conoscono solo alcuni particolari divulgati dallo stesso Presidente dell’Inps, sembrerebbe risolvere diverse problematiche molto attuali. Secondo quanto dichiarato sempre dall’autore della nuova proposta della riforma delle pensioni, l’elevato costo iniziale, circa 4 miliardi di euro per i primi cinque anni, sarebbe poi ampiamente superato con un risparmio nel medio-lungo periodo.

Ma a parte le coperture necessarie a formulare un intervento così massiccio e decisivo, ad ostacolare la nuova proposta potrebbe esserci anche la Corte Costituzionale, che recentemente ha posto un freno ai tagli operati su pensioni che, di fatto, sarebbero diritti acquisiti.

La riforma pensioni per contrastare un sistema iniquo: come dovrebbe essere per essere giusta

A pagare il conto saranno i giovani che non potranno beneficiare degli stessi privilegi dei genitori.

News riforma pensione

News riforma pensione

La maggior parte degli assegni previdenziali erogati attualmente dall’Inps sono calcolati col metodo retributivo, ma non è solo questo il primo privilegio riconosciuto a chi percepisce oggi la pensione. Una riforma delle pensioni più giusta dovrebbe tener conto anche della differenza di trattamento riservato a chi deve andare in pensione oggi, rispetto al passato. Infatti prima si andava prima in pensione, anche prima dei 50 anni, senza alcun tipo di penalizzazione. La maggior parte dei pensionati non ha versato contributi a sufficienza, ed un taglio, seppur minimo, del loro assegno previdenziale, potrebbe rendere i requisiti per andare in pensione oggi meno duri.


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