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1 giugno 2016

Diventare prete: percorso per farsi parroco e vocazione sacerdote

Come diventare prete
Come diventare prete

Come diventare prete

Ecco come fare per diventare prete e dedicare la propria vita a Dio: qual è il percorso per farsi parroco a partire dalla vocazione di sacerdote agli studi di filosofia e teologia.

Voglio diventare prete! E’ questa l’idea che nasce in chi prima di diventare prete ha la vocazione al sacerdozio. Ma qual è il percorso per diventare parroco o sacerdote? Da dove nasce la scelta e come capire se c’è stata la chiamata per farsi parroco?

E’ Padre Giuseppe Castronuovo, parroco di Mercato San Severino a Salerno a spiegarci cosa significa la vocazione e perchè diventare sacerdote è una decisione e scelta importante. Nonostante il calo dei seminaristi e la crisi delle vocazioni rappresentino, ormai, una realtà accertata e incontestabile, sono ancora molti i giovani che scelgono di diventare sacerdote.

In un’epoca rarefatta dal materialismo accentuato, come quella odierna, gli aspiranti presbiteri italiani ammontano a diverse migliaia.

Bicchiere mezzo pieno: se si tiene conto degli innumerevoli divertissement pascaliani che il ventunesimo secolo è in grado di offrirci.

E allora, la domanda sorge spontanea: perché e come farsi prete? Cerchiamo, dunque, di far luce sulla fondamentale figura del sacerdote.

Diventare prete: percorso per farsi parroco, dalla vocazione sacerdotale agli studi da seguire

Ancor prima di discorrere del percorso da intraprendere e dei consigli su come diventare prete, è forse il caso di chiarire alcuni concetti basilari. Anzitutto, chi è un prete? Per rispondere correttamente a questa domanda, evitando confusioni terminologiche, bisogna invocare i principali testi di teologia cattolica, e in particolar modo la sezione dedicata ai tre gradi dell’unico sacramento dell’Ordine. Dopo lo storico Concilio Vaticano II (che si svolse a cavallo tra il 1962 e il 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI) gli uffizi ecclesiastici (maggiori) dell’Ordine Sacro vennero, definitivamente, inquadrati come i tre gradi dell’unico sacramento, ossia: 1°) l’Episcopato; 2°) il Presbiterato; 3°) il Diaconato. Ebbene, i presbiteri (che, in forma abbreviata, vengono definiti “preti”) sono coloro i quali vengono insigniti del secondo grado dell’Ordine Sacro con l’incarico di essere “immagine viva di Gesù” e “buon pastore all’interno del popolo di Dio”. Ma come si diventa parroco?

Stando alle norme canoniche dell’Ordine Sacro, coloro i quali vogliano diventare prete devono acquisire una certa dimestichezza comunicazionale, così da poter ottemperare a tre compiti precipui: 1) insegnare al Popolo di Dio (potere profetico); 2) consacrare (potere sacerdotale); 3) e pascere il gregge (potere regale). I preti sono, in sostanza, collaboratori dei Vescovi (i quali, invece, sono, nello stesso tempo, successori degli apostoli, affidatari delle diocesi ed esponenti del primo grado dell’Ordine Sacro). I preti sono sacerdoti, e possono esercitare il proprio ministero: a) in qualità di parroci (guidando, per l’appunto, una parrocchia, ossia una determinata comunità di fedeli sottoposta all’autorità del Vescovo Diocesano); b) nelle vesti di “fidei donum” cioè di missionari; c) in qualunque altro ruolo ministeriale loro affidato dal Vescovo.

Vocazione e seminario: ecco come farsi parroco e sacerdote oggi

Detto ciò, per farsi prete è necessario, anzitutto, sentire, dentro di sé, la vocazione; ossia desiderare di consacrarsi a Dio. Secondo gli esperti, la chiamata del Signore non è soltanto un sentimento del cuore, un’inconscia attrazione, bensì una reale volontà, una retta intenzione. Per cui una sincera vocazione non può non essere corredata da due elementi fondamentali: 1) sentire di voler diventare prete o presbitero per consacrarsi al servizio del Signore ed alla salvezza delle anime; 2) e bramare una vita all’insegna dei principi cristiani e sacerdotali. Tuttavia, non è sempre facile carpire i segni della chiamata. Sicché, prima di compiere scelte avventate, è necessario che l’aspirante novizio (in cerca di consigli su come farsi prete) si confidi con un padre spirituale di sua fiducia. Questi gli indicherà il percorso da seguire per diventare prete, rendendolo edotto, altresì, sulle tre condizioni basilari della “chiamata”: a) il desiderio, l’intenzione, di sfuggire alle tentazioni della materia per vivere insieme a Cristo; b) l’assenza di impedimenti; c) il nullaosta dei superiori gerarchici.

Il percorso per diventare prete è colmo di studi (filosofici e teologici), preghiere e riflessioni. Di norma, si inizia entrando nei seminari, che sono istituti religiosi destinati ad istruire i novizi. Ma a che età si diventa prete? Non c’è un’età precisa: la vocazione è un dono senza tempo. Al termine di questa fase, l’aspirante sacerdote ottiene un diploma che gli consente l’accesso ai corsi di laurea in teologia della durata di 6 anni. Poi, dopo aver ottenuto il titolo universitario, è necessario chiedere l’ordinazione sia al padre spirituale sia al Vescovo della propria diocesi, il quale, all’esito di successive prove, può esprimere il proprio consenso favorevole e ordinare, in una santa messa, il nuovo “sacerdote” o “religioso”. Degna di nota, in proposito, è la distinzione tra sacerdoti secolari e sacerdoti regolari. Diventare prete secolare significa vivere nel mondo, a contatto diretto con il gregge, senza alcun voto di povertà. Diventare prete regolare, o, più correttamente, religioso, significa, invece, ricevere l’ordinazione sacerdotale e vivere in monasteri o conventi, secondo una regola approvata dall’autorità ecclesiastica e ottemperando ai tre voti della povertà, dell’obbedienza e della castità.

Padre Giuseppe Castronuovo spiega come farsi parroco oggi

Desiderosi di comprendere l’essenza della vocazione e, nel contempo, di far luce sul percorso da seguire per farsi prete, abbiamo contattato Padre Giuseppe Castronuovo,

Padre Giuseppe, potrebbe aiutarci a comprendere come diventare prete? Se dovesse spiegare a un ragazzo di 15 anni il concetto, l’essenza, della vocazione, da dove partirebbe?

“Chi si ammala di Cristo difficilmente guarisce“. Personalmente mi ha affascinato e mi affascina la sua vita; la possibilità di vivere Come Gesù ha vissuto la sua vita e come ci propone di vivere. Cristo spezza il cerchio del narcisismo e dona all’uomo la forza di amare l’altro, anche il proprio nemico. Lo ha detto Sant’Agostino. Si diventa preti o frati non al limite delle esperienze umane, cioè quando abbiamo sperimentato di tutto, e tutto ci risulta insufficiente e noioso ma proprio dentro questi limiti. È dentro questi limiti che si fa strada un senso di pienezza. La vocazione è un affidamento, è un fidarsi di Uno che ha incrociato la tua strada e ti ha chiamato a metterti dietro di Lui. Tutto nasce da un incontro! Non è un andar dietro all’emotività, alle sensazioni, queste se mai si collocano solo all’inizio. Poi tutto questo non basta. Perché nella vita di un prete, o di un frate, non c’è soltanto questo; ci sono anche delle notti. E si può attraversare la notte solo se si è capaci di continuare a fidarsi di un’intuizione all’origine della tua vita. Queste notti possono essere superate solo se, alla base di tutto, c’è fiducia. Quella fede che ci permette di dare un senso alla vita. Questo vale per tutto, anche per il matrimonio. Da questo deriva la mia profonda e costante meditazione sulla passione di Cristo, perché lì, sul Calvario, o si afferma prepotentemente la sensatezza dell’esserci, oppure può nascere la bestemmia più atroce. L’unico gesto di umanità sulla croce è quello del malfattore, Disma, il quale, rivolgendosi a Gesù gli chiede: ‘ricordati di me quando sarai nel tuo Regno’. Nella passione di Cristo, nella sua croce, dobbiamo aver la forza di affermare che l’amore vince anche il più ottenebrante dramma della storia e non fa cessare, nonostante tutto, la nostra preghiera ”.

Potrebbe parlarci del suo percorso spirituale e personale? Se non avesse preso i voti per diventare prete, che cosa le sarebbe piaciuto fare?

“Ho sempre saputo con certezza quello che volevo fare. Ho sempre desiderato fare il professore di filosofia. E in un certo senso ci sono riuscito, perché, alla fine, sono diventato professore di teologia. Certo è altresì vero che la vita mi ha portato a fare cose alle quali non avevo mai pensato. Ad esempio, non ho mai pensato di fare il parroco. Sono trascorsi, ormai, dodici anni da quando mi fu proposto di diventare prete. Ero già frate, ma amavo, ed amo tuttora, la solitudine, lo studio, il silenzio. Ecco, da dodici anni a questa parte mi trovo a fare cose a cui non avevo pensato, ad avere una vita estremamente estroversa, ad avere un contatto diretto con gli altri. Ormai sono 25 anni che sono sacerdote e devo ammettere che ne sono davvero molto contento”.

Consigli per come diventare prete

Consigli per come diventare prete

L’imperatore avocava a sé titoli e poteri divini…

Ma la parola ultima è quella dell’Agnello immolato. Credo che l’umanità e la Chiesa debbano avere il coraggio di ritornare a pensare a Gesù crocefisso, alla passione di Cristo, alla sua dimensione chenotica. La Chiesa deve perdere quel che gli rimane d’influenza di potere, deve tornare, cioè, ad affermare davanti all’anticristo del nostro tempo l’esempio di Gesù”. E’ Lui quanto di più caro noi cristiani abbiamo!”. – Conclude Padre Giuseppe Castronuovo – 

Antonio Migliorino


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