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13 settembre 2016

13 settembre 2016: riforma pensioni e uscita anticipata: news oggi

Riforma Pensioni: novità oggi 15 novembre 2016
Riforma pensioni oggi 13 settembre 2016

Riforma pensioni oggi 13 settembre 2016

News riforma pensioni ad oggi 13 settembre 2016: nuovi dettagli sull’uscita anticipata e il calcolo della penalizzazione ape, aliquota 5% sull’assegno e sgravi.

Molte le novità che verranno introdotte, ma la contrattazione con i sindacati è ancora in atto.

Un autunno caldo si prospetta all’orizzonte sul tema della riforma delle pensioni. Un argomento che sta molto a cuore gli italiani visto che molti sbagli sono stati fatti in passato.

La riforma Fornero è stata un duro colpo per i lavoratori, che hanno visto allontanarsi il momento dell’uscita dal lavoro. La riforma pensioni ad oggi 13 settembre 2016 è al vaglio del Governo che sta cercando di correggere il tiro e porre rimedio agli errori del passato.

Ma una soluzione che accontenti tutti non è semplice da trovare, gli interessi da bilanciare sono molti.

Ed i Sindacati vigilano attentamente cercando di strappare quante più risorse possibili a favore dei pensionati.

Una dato è certo, la possibilità dell’anticipo pensionistico è una misura sperimentale. Tra due anni si potrà rivedere soprattutto alla luce di un eventuale aumento di risorse.

Le ultime notizie circolate sulla riforma delle pensioni ad oggi 13 settembre 2016 presentano una importante novità. Al vaglio del governo non c’è solo l’Ape ma anche la questione esodati, una nota dolente frutto della Legge Fornero.

Riforma pensioni: ultime novità oggi 13 settembre 2016 su costi pensione anticipata

L’incontro di ieri con i sindacati si è concluso con soddisfazione per le parti. Si potrà uscire dal lavoro 3 anni e 7 mesi prima rispetto a quanto previsto dalla precedente riforma. Ma questa possibilità non sarà priva di oneri.

Come funziona la pensione anticipata ape? Il meccanismo dell’ape prevede, infatti, un taglio del 5% sull’assegno lordo per ogni anno di anticipo. Considerando i 3 anni e 7 mesi la decurtazione arriverebbe al 15/18%. A questo bisogna aggiungere il costo degli interessi bancari e della polizza assicurativa in caso di premorienza.

Insomma, facendo qualche conto, si comprende bene che il costo per lasciare anticipatamente il lavoro potrebbe arrivare al 25%. Questa la novità più interessante della riforma pensioni 2016.

Ma il sottosegretario Nannicini spiega che non ci saranno rischi di vedersi portar via l’auto, un’immobile. Né di trasferire il debito agli eredi. Tutta l’operazione sarà coperta da una polizza assicurativa. Zero rischi reali, ma solo costi finanziari, dunque.

Ma il meccanismo dell’ape dovrebbe attingere soprattutto tra quei lavoratori che svolgono un’attività usurante o rischiosa. Oppure tra i disoccupati che hanno esaurito la cassa integrazione ed i disabili.

Per tali categorie tutelate è previsto un bonus fiscale e per loro la decurtazione non supererà il 3%. Sarà, addirittura a costo zero, per chi percepisce una pensione che non superi i 1.200€ netti mensili.

Guida riforma pensioni: novità su quattordicesima, precoci ed esodati

La riforma delle pensioni ad oggi 13 settembre 2016 non riguarda solo l’ape. Sono in esame una serie di misure che riguardano i lavoratori precoci, quelli con 40 anni di contributi, e gli esodati.

Sarà innanzitutto estesa la quattordicesima ad un altro milione e 200 mila pensionati. La soglia per poter riceverla passa da 750 a 1.000 euro mensili. Chi già la percepisce dovrebbe ricevere un aumento del 25%.

Tra le ultime novità sulla riforma pensioni, c’è la conferma dell’innalzamento a €8.124,00 della no tax area, ossia della soglia al di sotto della quale non si pagano tasse. Prevista anche la gratuità della ricongiunzione dei contributi per coloro che li hanno versati ad enti previdenziali diversi.

Allo studio anche un intervento sulle attività usuranti, sganciando l’età della pensione all’aspettativa di vita.

Il nodo cruciale resta quello dei lavoratori precoci, coloro che hanno versato almeno un mese di contributi prima dei 18anni. L’incontro di ieri con i sindacati si è bloccato proprio su questo punto. La proposta del Governo è di cancellare il meccanismo che riduce gli assegni per i pensionamenti prima di 62anni.

Previsto un altro incontro per il 21 settembre dove saranno valutate le proposte di ambo le parti per trovare un’intesa. Solo allora potrebbero esserci ulteriori conferme, che magari diano delle risposte definitive al problema degli esodati. Come pure si attende che venga varata una riforma ad hoc per tutti quei lavoratori che hanno sperato i 40 anni di contributi.


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