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4 ottobre 2016

Pamela Danese di UniPd, premiata con il 2016 Highly Commended Paper Award

Pamela Danese
Pamela Danese

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Fallimento del lean management? Si cura con la “clan culture” e progetti di lungo termine: il premio Highly Commended Paper Award a Pamela Danese di UniPd.

Alla dott.sa Danese, docente al Dipartimento di Tecnica e Gestione dei sistemi industriali che insegna a Ingegneria Gestionale dell’Università degli Studi di Padova, è stato assegnato nel mese di settembre il “2016 Highly Commended Paper Award” con un lavoro scientifico presentato alla quinta World Conference on Production and Operations Management, evento che ha cadenza quadriennale organizzato congiuntamente dalle tre associazioni internazionali di riferimento nel campo dell’Operations Management – EurOMA (European Operations Management Association), POMS (Production and Operations Management Society) e JOMSA (Japanese Operations Management and Strategy Association).

Lo studio premiato si focalizza sul team del lean management, un approccio manageriale, sempre più applicato nel mondo non solo manifatturiero, basato su un insieme di metodi, strumenti e tecniche finalizzati ad affrontare il problema della ricerca e riduzione degli sprechi.

Sebbene numerosi studi abbiano dimostrato i benefici del lean management, molte aziende ancora oggi falliscono nella sua attuazione.

La ragione sta nel fatto che questo assetto richiede, in tutto l’ambito lavorativo, un profondo cambio di paradigma orientato verso una cultura organizzativa capace di valorizzare il capitale umano d’azienda, considerato il motore fondamentale del miglioramento continuo dei processi (kaizen).

L’analisi di Pamela Danese sul fallimento del lena management, a partire da Toyota

Nella sua analisi Pamela Danese, partendo dagli studi sulla cultura organizzativa della Toyota, da cui ha avuto origine il lean management, cerca di comprendere quali tipologie di culture organizzative possano essere coerenti con il lean management.

Emerge come le aziende snelle eccellenti presentino una cosiddetta clan culture, ossia rappresentino per i dipendenti una sorta di famiglia estesa, basata sul lavoro di squadra e il coinvolgimento nel miglioramento dei processi, piuttosto che su procedure, regole e controllo, tipici di una cultura gerarchica.

Oltre a questo, i sistemi di incentivazione dei lavoratori e la propensione a investire in progetti di lungo termine rappresentano componenti fondamentali di una cultura che stimoli il miglioramento e l’apprendimento, tipica delle aziende lean.

La ricerca si è basata sull’analisi di più di 300 siti produttivi d’eccellenza in tutto il mondo, i cui dati sono stati raccolti grazie a un progetto internazionale che coinvolge numerose università in Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone. Il paper premiato, “Is there an ideal organizational culture for lean management?”, è stato scritto in collaborazione con Thomas Bortolotti e Stefania Boscari della Swansea Business School (UK) e Barbara Flynn della Indiana University (US).


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