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28 novembre 2016

Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016: chi vince, NO o SI

Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016
Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016

Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016

Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016: tutte le ultime notizie sui sondaggi e i probabili risultati della consultazione referendaria ad oggi 29 novembre.

Al via la settimana decisiva per il voto sul referendum costituzionale.

Domenica 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a rispondere ai quesiti proposti nel referendum.

Ormai l’argomento è chiaro a tutti . Negli ultimi mesi, infatti, tutti i quotidiani, i tg e i programmi di approfondimento hanno spiegato con dovizia di dettagli cosa comporterà la vittoria del No o del Si.

Dai sondaggi referendum emerge che il fronte del No è avanti di 5/10 punti. Ma come ben sappiamo i sondaggi sono a volte fuorvianti. Ci sono stati casi in cui sono stati smentiti poi dal voto reale. Quel che accade nel segreto della cabina elettorale è sempre un’incognita.

Quel che è certo è che ad oggi sarà determinante il voto degli indecisi che rappresentano quasi il 15% dell’elettorato. Per questo motivo nelle ultime settimane si è intensificata la campagna elettorale.

Il premier Renzi sta battendo l’Italia dal Nord a Sud per spiegare cosa significa votare Si. Il cambiamento rispetto all’attuale sistema è il nodo cruciale della battaglia tra i partiti.

I promotori del No vogliono mantenere l’attuale assetto fiduciosi che un nuovo governo elabori una riforma a loro più gradita. Il fronte del Si, invece, ritiene che il cambiamento sia comunque preferibile.

La campagna elettorale con gli ultimi provvedimenti varati dal governo sta dando i suoi frutti. Dagli ultimi sondaggi referendum clandestini emerge che il gap tra No e Si si sta accorciando.

Sondaggi Referendum, diminuisce la distanza tra No e Si secondo i sondaggi clandestini

A cinque giorni dal voto sulla riforma della Costituzione, è stato nuovamente aggirato il divieto di pubblicare nuovi sondaggi. Infatti nelle ultime due settimane precedenti le elezioni, la legge vieta di effettuare nuove rilevazioni sulle intenzioni di voto. Tuttavia, molti siti presentano nuovi dati sotto la falsa dicitura di corse di cavalli, gare automobilistiche e conclavi.

Secondo alcuni sedicenti esperti in un fantomatico Consiglio Ecumenico Fiorentino, San Norberto sarebbe in vantaggio di 5 punti su San Simplicio. Chiaro il riferimento alla vittoria del No e del Si del voto del 4 dicembre.

Stesso esito per le gare ippiche e per quelle automobilistiche, che però rappresentano una diminuzione della distanza tra i due fronti.

Ma i sondaggi referendum ufficiali pubblicati lo scorso 19 novembre avevano delineato un quadri abbastanza chiaro. Il comitato del No in netto vantaggio, ma con alcune variabili che avrebbero potuto influenzare questa situazione.

Il voto degli indecisi e degli italiani all’estero sarebbe determinante a far pendere l’ago della bilancia dall’uno o l’altro lato.

Invece, negli ultimi giorni secondo i dati raccolti clandestinamente la disparità tra No e Si starebbe diminuendo. Merito forse anche dell’intensa campagna del premier. Negli ultimi giorni sono stati tanti i salotti televisivi in cui è intervenuto come ospite per parlare della riforma.

Sondaggi referendum, i mercati e l’Europa temono la vittoria del No

Mancano pochi giorni al voto sulla riforma costituzionale. Lo scontro politico è stato personalizzato dalle parti, per cui si temono eventuali risvolti connessi al voto.

In buona sostanza gli italiani si chiedono cosa accadrà in caso di vittoria del No o del Si. E la stessa cosa si chiedono l’Europa ed i mercati.

Mentre in caso passasse la riforma, il governo continuerebbe per la sua strada, non così in caso di bocciatura. I partiti di opposizione hanno ben chiarito che in caso di vittoria del No, il premier Renzi dovrebbe dimettersi. Si creerebbe un clima di incertezza politica, probabilmente con un governo tecnico, che spaventa molto i mercati.

Il Financial Times, giornale economico britannico, ha già evidenziato che in caso di vittoria del No, come prospettato dai sondaggi del referendum, sarebbero a rischio molti istituti bancari.  Gli scenari incerti del dopo voto potrebbero influenzare gli investitori facendoli desistere dal ricapitalizzare le banche in difficoltà. Molti istituti bancari, tra i quali Monte Dei Paschi, potrebbero rischiare di fallire, secondo le analisi del noto giornale.

Ad oggi benchè le rilevazioni diano il No in vantaggio, è difficile fare un previsione certa. Ci sono molte variabili in gioco. Inoltre, l’ultima settimana di campagna elettorale è decisiva per convincere soprattutto gli indecisi a barrare la casella del Si o del No.


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