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Referendum giugno 2022: quali sono i quesiti, quando si vota e come

Flavia de Durante 10 Giugno 2022
F. d. D.
06/07/2022

Quali sono i quesiti del referendum giugno 2022 sulla Giustizia, come si vota quando votare in tutta Italia e perché, spiegazione e tutte le ultime notizie.



Domenica 12 giugno è la data in cui si voterà su cinque referendum abrogativi in tema di giustizia. I quesiti referendari, Lega e radicali ne sono i promotori, sono stati dichiarati ammissibili dalla Corte costituzionale lo scorso 16 febbraio.

Tutti i cittadini che godono del diritto di voto potranno recarsi alle urne per votare si o no, ma per cosa si vota col referendum giustizia 2022, quesiti quali sono?

Gli argomenti toccano la modifica parziale o la cancellazione totale di alcune misure legali attualmente in vigore: misure cautelari; separazione delle funzioni dei magistrati; elezione del Consiglio Superiore della Magistratura; consigli giudiziari; incandidabilità dei politici condannati.

Come funziona? Ricordiamo che questa votazione, come ogni abrogativa, è considerata valida solo se raggiunge il quorum della maggioranza assoluta; ma a quel punto cosa cambierebbe se vincesse il si? Lo vedremo a breve, analizzando quesito per quesito.

Anche se molto discussa, tuttavia, la votazione sembra non aver suscitato molto interesse nella popolazione, dunque si è in attesa del giorno 12 per capire se effettivamente sarà raggiunto il quorum. Circa il 56% della popolazione Italiana non è interessato a votare a giugno per il referendum sulla Giustizia di Lega. E soltanto un elettore su quattro è informato dei temi trattati.

Analizziamo come funziona il referendum giustizia del 12 giugno 2022, perché si vota, la spiegazione del testo dei quesiti.

Referendum giugno 2022: quesiti quali sono, quando si vota, spiegazione testo pubblicato in GU

La data del referendum giustizia 2022, quando si vota lo ribadiamo ancora una volta: domenica 12 giugno 2022. Cerchiamo adesso di capire perché si vota a giugno 2022, cosa vogliono i promotori Lega e Radicali.

Con 5 decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile 2022, pubblicati in Gazzetta Ufficiale 7 aprile 2022, n. 82, è stata fissata al 12 giugno 2022 la data dei 5 r. abrogativi sulla giustizia dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale.

  • Eliminazione della legge Severino: si fa riferimento all’eliminazione del Decreto legislativo 235 del 2012, con il quale sono state introdotte delle disposizioni sull’incandidabilità di un politico a ricoprire cariche politiche o che introducono la decadenza del politico dal mandato. E’ incandidabile chi ha commesso reati per cui è previsto il carcere ed è stato condannato in via definitiva a: più di due anni per i delitti di allarme sociale; a più di due anni per i delitti contro le pubbliche amministrazione; più di due anni per i delitti non colposi per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. La scheda relativa a questo quesito sarà di colore rosso, bisognerà esprimere il proprio accordo con l’abrogazione (SI); oppure il proprio dissenso (NO).
  • Limitazione delle misure cautelari: La scheda di colore arancione chiederà all’elettore se è d’accordo o meno con l’eliminazione dell’ultima parte dell’articolo 274 del codice di procedura penale; ci si riferisce alla possibilità, per i reati meno gravi, di motivare una misura cautelare con il pericolo di reiterazione che, dicono i promotori, è la motivazione che viene oggi usata con maggiore frequenza per imporre prima di una sentenza definitiva una limitazione della libertà personale.
  • Abrogazione delle norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari: Tramite la scheda gialla si potrà manifestare il proprio parere in merito alla possibilità che la componente laica del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dei Consigli giudiziari non sia esclusa dalle discussioni e dalle valutazioni che hanno a che fare con la professionalità dei magistrati.

Referendum Giustizia: perché si vota, spiegazione quesiti

  • Separazione delle carriere dei magistrati: riguarda l’abrogazione delle numerose disposizioni che danno la possibilità ai magistrati di passare dalla funzione requirente alla funzione giudicante; o viceversa. Se vincesse il “sì” si separerebbero nettamente le due funzioni. A inizio carriera il magistrato dovrebbe dunque sceglierne una, senza più la possibilità di passare dall’una all’altra. La scheda sarà di colore grigio.
  • Modifiche alle modalità con cui si eleggono i membri del Csm. La scheda sarà Verde. Facciamo chiarezza. Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di autogoverno della magistratura. Ne fanno parte, per diritto, tre persone: il presidente della Repubblica, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. L’elezione degli altri componenti spetta a tutti i magistrati e per un terzo dal Parlamento in seduta comune (sono i componenti laici). C’è bisogno, per l’elezione, di almeno 25 firme di altri magistrati. Se vincesse il “sì” decadrebbe l’obbligo della raccolta firme. In quel caso, il singolo magistrato potrebbe presentare la propria candidatura in autonomia, senza il supporto di altri magistrati.

Come si vota per il referendum di giugno 2022 sulla Giustizia

Compreso perché si vota, la spiegazione, e quali sono i quesiti del referendum giustizia giugno 2022, ecco come votare.

Si può votare domenica esclusivamente dalle 7 alle 23. I quesiti completi sono pubblici e consultabili sulle FAQ del Ministero dell’interno. Ogni elettore avrà, al suo ingresso alle urne, 5 schede di colori diversi, una per ogni quesito. Come già ricordato:

  • 1 – rosso;
  • 2 – arancione;
  • 3 – giallo;
  • 4 – grigio;
  • 5 – verde.

Per esprimere il proprio voto si deve apporre un segno sul SI se desidera che la norma sottoposta a Referendum sia abrogata. Apporre un segno sul NO se desidera che la norma sottoposta a Referendum resti in vigore.

Affinché la votazione sia valida deve essere raggiunta la maggioranza (50%+1): degli aventi diritto al voto; dei voti validamente espressi.

Per votare occorrerà recarsi presso il seggio assegnato all’elettore, portando con sé un documento di identità  e la propria tessera elettorale. Si consiglia di non sovrapporre le schede al momento del voto, poiché il segno apposto su una scheda si trasferirebbe sulle schede sottostanti.

Ricordiamo che ogni elettore può scegliere di non rispondere ad alcuni quesiti, ma solo ad una parte.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti all'Università degli studi di Salerno. Da sempre amante della lettura, mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto