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14 maggio 2010

La laurea? Alla lunga può servire

Anche quest’anno i dati analizzati ed emersi dal rapporto Almalaurea, Consorzio che da oltre 12 anni esamina il destino dei giovani laureati italiani, non sono del tutto confortevoli, infatti a cinque anni dalla laurea ancora un laureato su 5 è senza lavoro. Emerge inoltre un altro dato importante che vede un forte calo dell’occupazione per i laureai del 2008 ad un anno dalla laurea, dato questo sicuramente poco confortante ma in linea con la condizione del paese.

Rispetto alle analisi precedenti si evidenzia anche una notevole diminuzione dei guadagni dei neolaureati, con una differenza ancora esistente tra uomini e donne, le seconde infatti guadagnano circa duecento euro in meno rispetto ai colleghi maschi.

Sembra comunque che la laurea sia indispensabile in molti casi e che comunque alla lunga paghi, questo in base a quanto dicono gli esperti del mondo del lavoro che senza dubbi affermano che una laurea in tasca faccia avanzare e non solo nella scala sociale.

Le statistiche parlano chiaro e dalle indagini di Almalaurea emerge che la laurea serve, infatti la richiesta del famoso pezzo di carta per l’attività lavorativa ormai ha raggiunto una media del 33% per legge, una media del 13% non richiesta ma necessaria e del 36% non richiesta ma utile. Un altro dato emerso dal rapporto mette in evidenza che a cinque anni dalla laurea lo stipendio medio è di circa 1.318 euro al mese.

Ovvio che ci siano enormi differenze da disciplina a disciplina, che gli architetti e gli scienziati abbiano più difficoltà dei medici o degli ingegneri; che ci siano discipline, come la maggior parte di quelle letterarie nelle quali sono il talento o la determinazione a la differenza. Anche in questo caso il rapporto Almalaurea è illuminante, con una classifica che vede al primo posto i medici, seguiti dagli ingegneri, credito ed assicurazioni, ultimi classificati sono gli insegnanti, gli psicologi, gli educatori e gli avvocati.

Donatella Masiello

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