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22 maggio 2010

Università degli Studi di Verona: Mediatori in Sinergia per un processo di Integrazione in Università

Il giorno 29 maggio 2010 ci sarà in Università un Convegno organizzato dal Centro Disabili che vede come Responsabile/Delegato del Rettore il prof. Franco Larocca.

Autonomia personale è molto di più che acquisire capacità lavorativa o gestire la propria vita in modo indipendente. Significa anche essere in grado di partecipare attivamente, con gioia e soddisfazione, a tutte le manifestazioni della vita umana. Un tale traguardo non è assicurato da una frequenza ad un corso di laurea e conseguente guadagno di un titolo accademico. La vita di tutti gli studenti universitari è quella di chi partecipa attivamente alle iniziative degli altri giovani in un prezioso periodo dell’esistenza: quello in cui non si sperimenta soltanto la capacità di organizzare i propri studi, di superare gli esami o di elaborare una tesi. E’ anche il periodo dell’ampliamento delle relazioni sociali, dell’impegno operativo alla frequentazione di varie iniziative giovanili (dagli incontri di discussione politica, sociale, religiosa, sindacale, agli incontri festosi, alle prime prove di assunzioni di impegni con altri, alle prime vere occasioni di approcci anche sentimentali). Il Centro Integrazione dell’Università di Verona con questo Convegno, voluto e organizzato dalla Tutor di Sistema (una figura pedagogico-speciale prevista dallo stesso Ministero), vuole sensibilizzare e responsabilizzare l’intero Sistema Universitario e gli Enti che in qualche modo si occupano entro la città della formazione dei giovani in difficoltà facendo riflettere sulla vasta problematica che va oltre il semplice inserimento, mostrando quante potenzialità questi giovani possano sviluppare solo che vi sia chi li aiuti al coraggio di essere giovani e al saper vivere tale stagione della loro esistenza manifestando doti altrimenti nascoste. L’auspicio è che il Convegno aiuti tutti i partecipanti a riflettere su quanto capitale invisibile la Società tralascia non offrendo adeguati spazi di autonomia creativa anche a coloro che hanno difficoltà a muoversi o ad esprimersi.

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