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6 giugno 2010

Bioetica e matrimoni gay all’Università degli studi di Milano


Buffoni impomatati urlano nei talk show di turno che il testamento biologico è più o meno giusto. Che l’eutanasia può o non può essere consentita. Ingegneria genetica e cellule staminali risuonano ridondanti dalle voce di politici e commentatori alla televisione perdendo, nella ripetizione, ogni briciola di senso. Al posto del significato resta solo una forte ignoranza dettata da regimi plutocratici e votocentrici. La domanda è una: sarà possibile far parlare scienziati e ricercatori o quantomeno i diretti interessati?

L’Università degli Studi di Milano dà un buon esempio di come l’Università non possa fare a meno di calarsi a fondo nelle problematiche attuali dando voce, finalmente, agli esperti. Temi essenziali per la ricerca e per la scienza, la cui importanza tende ad essere troppo spesso sottovalutata, sono all’ordine del giorno grazie agli appuntamenti con gli incotri promossi da Politeia e dal dipartimento di Scienze giuridiche “C. Beccaria”.

Lunedì 7 giugno avrà luogo il primo incontro sulla bioetica, disciplina che si occupa delle questioni morali legate alla ricerca biologica e alla medicina. Tematiche quali l’eutanasia, la fecondazione assistita, l’uso degli embrioni, l’ingegneria genetica, le nuove pratiche anticoncezionali e i recenti sviluppi nelle pratiche per la cura della sterilità potranno essere trattate alla presenza di esperti.

Parteciperanno al convegno Marilisa D’Amico ed Emilio Dolcini dell’Università di Milano insieme a Carlo Alberto Redi e Amedeo Santosuosso dell’Ateneo di Pavia. L’occasione nasce dalla pubblicazione del volume “La questione dell’embrione” di Carlo Flamigni, altro illustre ospite del convegno. A moderare gli interventi il professor Mario Jori del dipartimento di Scienze giuridiche “C. Beccaria”.

Mercoledì 9 giugno, giuristi, sociologi e filosofi affronteranno il tema del matrimonio omosessuale alla luce della recente sentenza n.138/2010 con cui la Corte Costituzionale ha negato l’accesso al matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso.

Anche questo è un tema particolarmente interessante e problematico. Lo sfondo sembra quasi un testa a testa tra Chiesa e Stato in cui, a rimetterci, sembrano essere proprio i diretti interessati, desiderosi di essere riconosciuti, se non dalla legge del Signore, quantomeno dalla legge laica.

Al convegno – presieduto da Patrizia Borsellino della Bicocca – parteciperanno Vittorio Angiolini, Marilisa D’Amico e Paola Ronfani dell’Università di Milano, Barbara Pezzini e Persio Tincani dell’Ateneo di Bergamo e Chiara Lalli dell’Università di Cassino.

La speranza è di chiarirsi le idee ma, soprattutto, di aprire la propria mente al punto da capire, la prossima volta che sentiremo questi temi alla televisione, quantomeno se vale la pena di continuare ad ascoltare il politico di turno o (più probabilmente) di spegnere la tv e accendere il cervello.

Tommaso Ceruso

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