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20 giugno 2010

Incubo “vuvuzelas” all’Università di Padova

Ormai la febbre dei Mondiali ha già contagiato indistintamente uomini e donne, giovani e meno giovani. La “Mondiale – mania 2010” è partita dal Sudafrica e si è allargata a macchia d’olio, coinvolgendo in poco tempo Continenti, Paesi e Città, dove milioni di appassionati e tifosi rimangono incollati ai teleschermi per sostenere la propria Nazionale di calcio.

90 lunghissimi e interminabili minuti, fatti di gioie e dolori, allegria e sofferenza… Un’altalena di emozioni accompagnata dalla voce dell’instancabile telecronista di turno che segue attentamente ogni istante di gioco, quel gioco che diventa quasi una lotta all’ultimo goal.

Spostando l’attenzione proprio sulla telecronaca, vi sarete sicuramente accorti di quanto quest’anno, più che mai, riuscire a capire ciò che dice il telecronista è diventata davvero una “mission impossible”: tutta colpa delle “vuvuzelas”.

Le “vuvuzelas” (dette anche “lepatata” o più semplicemente trombe da stadio) sono trombette ad aria, solitamente di plastica, della lunghezza di circa un metro; comunemente usate dai tifosi del Sudafrica che assistono alle partite di calcio, con i Mondiali 2010 hanno ottenuto un successo improvviso, diventando così la colonna sonora di ogni partita targata Sudafrica.

Sta scoppiando una nuova moda? Forse sì. In effetti le “vuvuzelas” hanno avuto una così rapida diffusione che ormai è possibile trovarle ovunque. Ovunque, appunto, anche in Italia. E non è detto che siano usate solamente dai tifosi di calcio. Ogni occasione è buona per tirare fuori queste trombette dal suono irritante, che ricorda tanto il fastidiosissimo ronzio di uno sciame di zanzare.

E tra gli usi più insoliti e curiosi che se ne possono fare ce n’è uno davvero singolare: si può festeggiare il neo-laureato all’Università di Padova. Ebbene sì. Forse non tutti sanno che nell’ateneo veneto, infatti, è un classico festeggiare il laureato in modo strano e divertente.

E quale modo più “giocoso” se non quello di accoglierlo con le insopportabili “vuvuzelas”? Amici e parenti, trombette alla mano (o, meglio, alle labbra), celebrano l’ormai ex studente universitario tra il suono incessante delle trombette “massacra – timpani”.

Magari il povero laureato padovano potrà (stranamente) uscirne davvero divertito da un festeggiamento così fuori dal comune, anche se con l’udito momentaneamente fuori uso. Ma per il resto degli studenti, ancora impegnati con gli esami universitari, il divertimento lascia tranquillamente spazio al fastidio.

L’unica soluzione? Tenere duro e aspettare la fine dei Mondiali, sperando che il fenomeno “vuvuzelas” finisca il più presto possibile! Per la gioia delle nostre orecchie.

Sebastiano Liguori

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