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24 giugno 2010

Modeling the world

“Modeling the world” è la nuova grande sfida lanciata da Microsoft. Si tratta di creare una infrastruttura software capace di elaborare grandi quantità di dati, un super-computer in grado di effettuare in pochi giorni il lavoro che sarebbe svolto in molto più tempo da una macchina normale.

Il progetto sarà sviluppato in due anni da 36 esperti mondiali tra i quali figurano due italiani: Antonio Cisternino, giovane ricercatore trentaseienne dell’università di Pisa, e Maurizio Davini, un EP tecnico amministrativo dell’IT Center (centro interdipartimentale di servizi dell’Ateneo pisano).

L’idea è quella di costruire un’infrastruttura che funzioni con un meccanismo di elaborazione dei dati a “staffetta” da computer a computer. Il ruolo di Cisternino nel progetto sarà proprio quello di sviluppare linguaggi e protocolli comuni per far dialogare fra loro processori e computer esistenti. “Se si considera la potenza di calcolo – racconta Cisternino – l’unità di misura è il core, ossia il ‘cuore elaborativo’ di un microprocessore. Per avere un ordine di grandezza bisogna considerare che un centro di calcolo può avere dai 1.000 ai 2.000 core. Per un progetto come ‘Modeling the world’ forse non bastano tutti i core attualmente esistenti. Intanto – continua Cisternino – è necessario pensare a una infrastruttura software che li faccia dialogare, una sorta di ‘esperanto’ dei computer”.

Questo tipo di approccio a “staffetta” era comunque già stato utilizzato all’IT Center dell’Università di Pisa, in collaborazione con la Ferrari di Maranello, per creare un modello di galleria del vento. “Per simulare il flusso aerodinamico su una vettura – spiega Antonio Cisternino – un solo computer ci metterebbe un anno. Quello che facciamo è quindi dividere una vettura in ‘cubetti’. Vari computer sperimentano quindi l’impatto del vento su ogni singola parte. Poi rimettiamo tutto insieme e così invece di un anno di tempo riusciamo ad ottenere i risultati in una settimana”.

Marta Forestieri

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