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17 giugno 2010

Università Catania: Gli avvocati nella storia italiana e della Sicilia

Giovedì 17 e venerdì 18 giugno, nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza (Villa Cerami), si terrà il convegno “Per una storia dell’avvocatura in Sicilia”, promosso in occasione della giornata conclusiva di un progetto Prin 2007 coordinato dal prof. Francesco Migliorino e che ha visto impegnati gli atenei di Catania e di Messina.

Il Consiglio Nazionale Forense promuove infatti da alcuni anni un’ampia ricerca dedicata alla storia dell’avvocatura italiana. Si tratta di un progetto condotto con costanza e impegno dal presidente del Cnf Guido Alpa e dal coordinatore della Commissione per la Storia dell’Avvocatura in Italia, Stefano Borsacchi, con il supporto scientifico di un comitato formato da eminenti storici del diritto quali Antonio Padoa Schioppa, Gian Savino Pene Vidari e Vito Piergiovanni, che si avvale dell’impegno di numerosi collaboratori per le singole realtà regionali.

Si iniziano a tracciare i profili sociali, culturali, politici e organizzativi dell’avvocatura, per lasciare emergere, tra le pieghe della sua storia, una parte niente affatto secondaria della storia del Paese dall’età liberale al fascismo e da questo alla Repubblica. Gli avvocati sono stati protagonisti, tra gli altri, di un percorso in cui non solo i singoli cittadini ma i poteri dello Stato, il giudiziario in via più immediata ma altresì il Governo e il Parlamento; si sono avvalsi della loro perizia tecnica e della sensibilità antropologica affinata da un quotidiano confronto con le questioni poste sul campo della pratica, un’immensa officina di sapere forgiato dall’esperienza dei conflitti, delle rivendicazioni, della battaglie più delicate: dalle questioni familiari a quelle di ordine pubblico, dalla gestione delle imprese alla ripartizione dei patrimoni privati. Dal loro punto di osservazione gli avvocati hanno perciò dominato le pagine più salienti della vita della comunità nazionale nei suoi aspetti di rilevanza collettiva o particolare.
Il convegno che si svolgerà a Catania giovedì 17 e venerdì 18 giugno con il prestigioso contributo di studiosi di diverse università italiane e straniere, seguirà il medesimo filo: interrogherà la storia della Sicilia tra Otto e Novecento a partire dalle relazioni degli avvocati con il mondo politico e con i fatti più rilevanti della storia contemporanea, dall’impresa dei Mille al Fascismo. Ma si soffermerà anche sulle dinamiche familiari, sulla difesa dei patrimoni, sulle indagini di paternità e sulle questioni d’onore. In un grande gioco di specchi in cui dimensione pubblica e privata si riversano costantemente l’una nell’altra.

Il convegno sarà articolato in tre sessioni dedicate rispettivamente a L’avvocatura tra continuità e cesure che occuperà la mattina del 17 giugno, Avvocati siciliani tra foro e politica, che occuperà il pomeriggio della medesima giornata e Luoghi della memoria forense in Sicilia che occuperà la mattina del 18 giugno.

-* Nel corso della prima sessione (ore 9 giovedì 17 giugno), dopo le relazioni introduttive di Francesco Migliorino (Università di Catania) in qualità di organizzatore dell’iniziativa e di Gian Savino Pene Vidari (Università di Torino) dedicata alle Ricerche sulla storia dell’avvocatura in Sicilia, prenderanno la parola Giacomo Pace Gravina (Università di Messina) – Per una antropologia dell’avvocato siciliano, Antonella Meniconi (Università di Roma “La Sapienza”) – Le istituzioni dell’avvocatura italiana tra le due guerre, Carlos Petit (Università di Huelva) – L’avvocato nazionale Manuel Cortina e la professione forense nella Spagna liberale, Aurelio Cernigliaro (Università di Napoli “Federico II”) –“Circoli”, “Seminari” “Studi”: spazi di contributo professionale alla cultura giuridica tra Otto e Novecento, Vincenzo Di Cataldo (preside della facoltà di Giurisprudenza di Catania) – L’avvocatura: uno sguardo al futuro.

-* Nel corso della seconda sessione (ore 15 giovedì 17 giugno) prenderanno la parola Floriana Colao (Università di Siena) – Giovan Battista Impallomeni difensore della libertà dall’eccesso di potere, Barnaba Maj (Università di Bologna) – Catania 1862-1863: il tempo della Legge. I fatti di Bronte (agosto 1860), Giuseppe Speciale (Università di Catania) – Dossier Carnazza: foro, accademia e potere politico dall’Unità al fascismo in Sicilia, Agatino Cariola (Università di Catania) – L’avvocatura in periferia tra formazione e impegno civico: le Reguale iuris dell’avvocato Sangiorgio Mazza di Adernò, Rossana Lista (Università di Bologna) – La figura dell’avvocato siciliano nelle fonti letterarie e cinematografiche.

-* Nel corso della terza sessione (ore 9 venerdì 18 giugno) prenderanno la parola Giovanna Sciuto (Università di Catania) – Difendere il patrimonio: contestazioni di incapacità nelle corti siciliane, Maria Sole Testuzza (Università di Catania) – Figli della colpa o del delitto: scienza e pratica legale siciliana sul divieto di ricerca di paternità tra Otto e Novecento, Ernesto De Cristofaro (Università di Catania) – Retorica forense e valori della comunità: questioni d’onore in alcuni processi siciliani, Antonio Cappuccio (Università di Messina) – La geografia forense: i distretti siciliani, Carlo Vermiglio (vice-presidente del Consiglio nazionale forense) – Il Consiglio nazionale forense e gli studi sull’avvocatura in Italia. A Vito Piergiovanni (Università di Genova) sono affidate le conclusioni generali dei lavori.

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