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18 giugno 2010

Università di Padova: Alla mente e al cuore di Alberto Mazzocco

Alla mente e al cuore di Alberto Mazzocco si deve questa sede della Facoltà di Psicologia che del suo intelligente impegno e appassionato entusiasmo reca segno e memoria. E il testo che compare sulla targa, scoperta ieri nel portico dell’edificio di via Venezia, in occasione della titolazione di Psico 2 all’ex direttore del dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione oltre che docente di psicologia del pensiero, a poco più di tre anni dalla sua scomparsa. Mazzocco ha seguito dalle fondamenta e nella sua evoluzione lo sviluppo edilizio e funzionale della facoltà di psicologia, opera dell’architetto Valle.

Il rettore Giuseppe Zaccaria ne ha tracciato il profilo di studioso e di uomo delle istituzioni. Come membro del consiglio di amministrazione e del senato accademico _ ha detto il rettore _ ha dato un contributo assai importante e significativo al nostro ateneo. Lo ricordo con ammirazione e apprezzamento per quel suo agire appassionato, sempre entusiastico. Ha dato e speso molto per la nostra università. L’impegno più rilevante lo ha dedicato alla nascita di Psicologia, risolvendone i problemi logistici, con scelte architettoniche di qualità, oltre che funzionali. Psico 2 è il frutto più bello del suo impegno, generoso sempre, contrassegnato da passione e abnegazione. Ora la mia gratitudine va al decano Ino Flores d’Arcais e alla comunità degli psicologi che ha voluto dedicare questo gesto essenziale ed affettuoso all’opera e alla persona di Alberto Mazzocco. Sono seguiti gli interventi del preside Pietro Boscolo, dello stesso d’Arcais. La targa che lo ricorderà ai nostri giovani ha detto è in trachite euganea. Il testo è nato dopo mille consultazioni.

E’ molto più facile scrivere un articolo , destinato in breve all’oblio, che una targa che sfiderà il tempo. E’ stata Marina Mazzocco a scoprire la targa ricordo. La figlia Marta si è detta orgogliosa della titolazione dell’edificio al padre in una facoltà che è come la sua seconda famiglia. Poi il microfono è passato a colleghi del docente scomparso (Massimo Santinello, Patrizia Bisiacchi, Dora Capozza e Luciano Arcuri) che hanno ricordato Alberto Mazzocco sotto più angolature: amante del bello, sincero, il suo rapporto conflittuale con alcuni psicologi, la sua generosità e competenza, gli inizi della sua carriera universitaria, i primi contatti con la nascente facoltà. Una rappresentante del personale di psicologia, commossa, ha parlato delle sue qualità umane e professionali e dei valori che ha saputo donare. Giusto ricambiarlo con immutata stima e grande affetto.

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