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10 luglio 2010

Unipi: Incontro con i candidati a Rettore per discutere sul futuro dell’Università

“C’è del marcio” nell’Università italiana. Per tale motivo i precari della ricerca protestano.
Rete 29 aprile”, la principale anima del movimento in atto, fa sapere che, su 38 università, 8733 ricercatori, pari al 62% del campione analizzato, si sono dichiarati indisponibili alla didattica non obbligatoria per legge. In aggiunta vi sono 2000 professori che hanno promesso di dimettersi dai loro incarichi a partire da ottobre se le cose non cambieranno.

Anche i ricercatori pisani si sono dichiarati in stato di agitazione, causando, nell’immediato, il blocco degli esami alla facoltà di Lingue e letterature straniere e, per il futuro, il blocco della didattica per le facoltà di Scienze, Giurisprudenza, Veterinaria.

L’ultima mossa dell’Assemblea dei Ricercatori Precari è stata quella di richiedere, per il 12 luglio, un incontro pubblico con i tre candidati alla carica di Rettore per discutere del futuro dell’Ateneo Pisano e del sistema universitario nel suo complesso.

Si tratta di un fatto politico e culturale di massima importanza poiché tende a rompere le logiche di potere, che da tempo regnano nel mondo accademico, per creare un clima di dibattito e di confronto attraverso il quale l’Università torna ad essere “pubblica” ovvero interesse e possesso di tutti.

“I candidati (i professori Massimo Augello, Nicoletta De Francesco, Paolo Miccoli) – spiegano i ricercatori precari – hanno accettato l’invito dell’Assemblea, dimostrandosi dunque disponibili a illustrare le proprie valutazioni e i propri progetti in merito alle questioni che riguardano più da vicino i ricercatori precari dell’Università di Pisa: totale mancanza di una programmazione del reclutamento, assenza di diritti e di garanzie che in altri settori lavorativi sono assolutamente elementari, lavoro non retribuito (a partire dalle docenze gratuite). Queste tematiche sono ovviamente legate in maniera strettissima al quadro delineato dal DDL Gelmini in discussione al Senato: anche su questo i candidati saranno chiamati a pronunciarsi.”

“Il confronto pubblico – proseguono dall‘Assemblea – tra i candidati e i ricercatori precari assume poi una speciale importanza perché avverrà proprio alla vigilia del Consiglio d’Amministrazione del 13 luglio. In quell’occasione il Cda dell’ateneo dovrà decidere in merito all’avvio delle procedure di bando per 85/86 posti di ricercatore a tempo indeterminato, legati alla stabilizzazione di 89 tecnici amministrativi. Il Senato Accademico dello scorso 6 luglio ha approvato una delibera che dà il via libera ai concorsi, subordinandoli in maniera ambigua a quanto prevede la legge 133/2008″.

“Così dopo una lunga gestazione – concludono i precari della ricerca e della didattica – che è passata attraverso il riuscito piano di prepensionamento incentivato, è giunto il momento delle scelte politiche: Augello, De Francesco e Miccoli saranno chiamati a spiegare se sono favorevoli all’assunzione dei ricercatori, e quindi all’avvio, seppur parziale, di un ricambio generazionale reso ormai indispensabile visto il drammatico invecchiamento del corpo docente dell’ateneo pisano”.

Riusciranno “i magnifici tre” a rinfrancare le menti stanche e sfiduciate dei ricercatori precari? A lunedì l’ardua sentenza.

Marianna Brescia

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