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27 luglio 2010

Università del Piemonte orientale: a dieci anni dalla riforma: il profilo dei laureati

A nove anni dall’avvio della riforma universitaria nel nostro Paese il XII Profilo dei laureati presentato da AlmaLaurea traccia un attendibile bilancio d’insieme che ricordi le caratteristiche dei laureati dell’anno 2001 (quelli prodotti dal vecchio ordinamento) e descriva le caratteristiche di quelli di oggi, laureati nel 2009. Cosa è cambiato? Dove e in che misura la riforma è riuscita nell’obiettivo di migliorare le performance dei laureati?
I laureati dell’Università del Piemonte Orientale coinvolti nel XII Profilo dei laureati sono i 1.492 giovani usciti dall’Ateneo nel 2009. Tra questi, 1.037 laureati di primo livello, 234 laureati nei percorsi specialistici biennali e 170 laureati a ciclo unico. Per capire gli effetti della riforma è possibile fare un confronto tra il complesso dei laureati del Piemonte Orientale del 2009 e i laureati, sempre della stessa Università, che hanno concluso gli studi prima della riforma (2001). Dal confronto emerge una figura di neodottore più regolare negli studi, con maggiori esperienze di stage.

L’età media alla laurea nel complesso dei laureati del Piemonte Orientale del 2009 è di 26,7 anni e si è mantenuta bassa, come lo era già nel 2001 (26,8 anni). I laureati dell’Università del Piemonte Orientale, nel loro complesso, vengono soprattutto da famiglie dove il titolo accademico entra per la prima volta in casa: l’81% ha entrambi i genitori non laureati (è l’86% tra i laureati di primo livello; l’80% tra gli specialistici; media nazionale: 74%)) confermando ciò che la Riforma ha incentivato, ovvero un allargamento dell’accesso agli studi universitari a fasce di popolazione meno avvantaggiate.
Nel passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, gli effetti positivi sulla regolarità negli studi sono evidenti: i laureati del Piemonte Orientale in corso nel 2001 erano appena l’8,6% contro il 56% del complesso dei laureati del 2009 (media nazionale: 39%). In questo caso con notevoli differenze tra i cicli di studio: sono in corso 54 laureati su cento di primo livello, quota che lievita al 74% tra gli specialistici. La riforma universitaria ha portato anche ad un aumento dei laureati che frequentano regolarmente le lezioni: l’80% dei laureati triennali e il 79% dei laureati magistrali ha frequentato oltre i tre quarti degli insegnamenti previsti; (media nazionale: 67%).

Con la riforma crescono notevolmente anche le esperienze di tirocinio e stage che coinvolgevano il 17% dei laureati del Piemonte Orientale del 2001 contro il 75% dei laureati 2009 (l’84% dei laureati di primo livello, il 62% dei laureati a ciclo unico e il 58% dei laureati specialistici). È ancora bassa, invece, la percentuale dei laureati triennali che ha svolto un’esperienza all’estero (6% contro il 10,6% nazionale).

La tendenza al proseguimento degli studi, già elevata prima dell’avvio della riforma (riguardava il 56% dei laureati del Piemonte Orientale del 2001), viene confermata, ma in misura minore: 53,5 laureati su cento del Piemonte Orientale intendono formarsi ulteriormente dopo aver conseguito il titolo. La percentuale si dilata in modo particolare, raggiungendo il 58%, fra i laureati di primo livello del 2009.

Il 91% dei laureati triennali e il 93,5% dei laureati magistrali dell’Università del Piemonte Orientale si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi. Alla domanda se si iscriverebbero di nuovo all’Università risponde “sì”, ed allo stesso corso dell’Ateneo, il 70% dei laureati triennali e l’80% dei magistrali.(la media nazionale è del 68%).

Performance particolarmente brillanti mostrano i laureati specialistici. Che si tratti di laureati di qualità è confermato dalla loro particolare regolarità (solo il 18% si laurea con un anno di ritardo). La votazione finale è prossima al massimo (in media 107,2 su 110).

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