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10 agosto 2010

La ricetta per la Ricerca arriva dagli States

Meno lezioni frontali, più tempo per il tutoraggio degli Studenti. La New York University ha trovato la soluzione ideale per aumentare la ricerca senza incidere sulla qualità degli studi.Meno docenti, meno lezioni frontali, più tempo da dedicare agli studenti: è questo l’ambizioso progetto della New York University, con un sistema del tutto innovativo e tecnologico. Il progetto prevede, infatti, la pubblicazione di contenuti sul web in free sharing per gli studenti,con una conseguente riprogrammazione del ruolo dei docenti, in modo da dedicare il loro tempo accademico ad una maggiore attenzione ai rapporti personali con gli studenti.

Questo autunno la NYU pubblicherà video in via sperimentale per 10 corsi, come Storia della Città di New York, Biologia del Corpo Umano, Introduzione alla Sociologia, Matematica I e Statistica. La fase innovativa, a parte l’apertura di contenuti anche ai non-studenti, è la predisposizione (solo per gli studenti stavolta), accanto ai video, di links alle fonti citate dal docente, definizioni in finestre pop-up durante le lezioni e quiz interattivi.

Questo sistema libera de-facto i docenti dal ripetere le stesse lezioni agli studenti anno per anno. Dalton Conley, preside della facoltà di Scienze Sociali, nonché coordinatore del progetto, nota come con questo sistema vi sia più spazio per la ricerca, in sostituzione delle lezioni frontali tenute all’Università (“Matematica I non è mai cambiata negli anni, no?”), che saranno notevolmente ridotte. Mentre i docenti avranno il tempo necessario per monitorare personalmente e on line gli studenti , invitarli a partecipare nei seminari dipartimentali e invitando i migliori a proseguire nella ricerca. In questo modo, specifica Mr Conley, gli studenti sono completamente integrati nella fase di ricerca dell’Università, e questo è un evidente passo avanti rispetto all’istituzione dei Dipartimenti di Ricerca.

Questo progetto, incluso in un più vasto progetto pilota di portata internazionale, che dovrebbe iniziare nel 2011, dovrebbe includere due o tre Università nel mondo, come probabilmente Abu Dhabi o Firenze.

E gli studenti, vorranno davvero pagare le tasse universitarie per avere questo tipo di educazione con poche lezioni frontali? Secondo Mr Conley, gli studenti seguono i corsi non per incontrare i docenti, ma per assimilare contenuti; come lo stesso preside sostiene, “sono sicuro che i miei studenti non partecipano alle lezioni solo per vedere il mio volto”.

Alfredo Sellitti

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