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19 settembre 2010

Firmato l’accordo di programma tra Ateneo e Regione Emilia Romagna per la realizzazione del nuovo Tecnopolo di Parma

Presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo, si è tenuta la cerimonia di firma dell’Accordo di programma tra Università degli Studi di Parma e Regione Emilia Romagna per la realizzazione del nuovo Tecnopolo dedicato alle attività di ricerca industriale dell’Università di Parma.

Le firme sono state apposte dal Rettore dell’Ateneo Gino Ferretti e dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli.

Nel suo intervento il Rettore Ferretti ha sottolineato l’importanza della nascita del Tecnopolo di Parma, un centro di innovazione che sarà a servizio non solo delle imprese ma di tutto il territorio e per la cui realizzazione l’Università di Parma sarà affiancata dalla Regione Emilia Romagna, che ha come compito istituzionale proprio lo sviluppo e la crescita del territorio stesso.

Da parte sua, l’Assessore Regionale Duccio Campagnoli ha evidenziato come le risorse per la ricerca scientifica siano un patrimonio per il futuro di tutto il Paese, e che l’obiettivo della Rete Alta Tecnologia (la Rete regionale di Tecnopoli promossa dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito delle azioni previste dal POR-FESR 2007-2013) sia quello di consolidare l’impegno dei giovani ricercatori che già operano all’interno delle strutture di ricerca.

A conclusione dell’incontro, il Prof. Alessandro Mangia, Pro Rettore con delega per la ricerca, ha tracciato una panoramica della nuova struttura e dei sei Centri di ricerca che troveranno posto in essa.

La realizzazione del nuovo Tecnopolo prevede un investimento complessivo di 23.273.000 euro, di cui 13.000.000 finanziati dalla Regione Emilia Romagna e la restante parte co-finanziata dall’Università di Parma.

L’investimento riguarda la realizzazione di una nuova infrastruttura e lo sviluppo di programmi di ricerca industriale su tematiche di particolare interesse per il tessuto economico locale, regionale e nazionale.

La nuova struttura, la cui nascita sarà particolarmente importante soprattutto per il mondo delle imprese del territorio di Parma, in quanto partner e principali destinatarie delle attività di ricerca che vi si svolgeranno, sarà la sede di sei Centri Interdipartimentali di ricerca dell’Università di Parma, che hanno come finalità principale la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico in diversi settori:

BIOPHARMANET_TEC – Centro Interdipartimentale per l’Innovazione dei Prodotti per la Salute (farmaceutica, medicina rigenerativa, biomedicale, chimica industriale);

C.I.M. – Centro Interdipartimentale Misure (agroalimentare e farmaceutico);

CIPACK – Centro Interdipartimentale per il PACKaging (chimica industriale e packaging per il settore agroalimentare e farmaceutico);

COMT – Centro Interdipartimentale di Oncologia Molecolare e Translazionale (oncologia, farmacologia, biotecnologie mediche);

RFID & VIS LABS – Centro Interdipartimentale sulle tecno
logie di identificazione in radiofrequenza e con visione artificiale (Visione artificiale, Radio frequency identification – RFID, supply chain management);

SITEIA.PARMA – Centro Interdipartimentale sulla Sicurezza e le Tecnologie per l’Industria Alimentare (agroalimentare e meccanica alimentare).

Grazie a questo progetto si creeranno nei prossimi mesi opportunità di lavoro per circa 60 giovani ricercatori, che lavoreranno all’interno dei Centri del Tecnopolo e che si affiancheranno ai 145 docenti e ricercatori già operanti all’interno dei diversi Centri di ricerca.

Il nuovo Tecnopolo sorgerà presso il Campus Universitario su un’area di circa 5000 metri quadrati (di cui 2200 per il fabbricato e 2800 per aree esterne). Si svilupperà su due livelli, comprendenti un’area dedicata ad ospitare i laboratori di ricerca industriale ed un’area dedicata ad accogliere il nuovo personale adibito all’attività di ricerca applicata.

La firma dell’Accordo dà formalmente l’avvio alle attività necessarie per la realizzazione della nuova infrastruttura e all’attivazione dei programmi di ricerca finanziati.

Lucia Iorio

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