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30 settembre 2010

Sciopero dei ricercatori universitari in Veneto e in Emilia

Le principali università distribuite nei capoluoghi veneti e romagnoli sono in agitazione per lo sciopero dei ricercatori che protestano contro il ddl Gelmini.
Con l’inizio ritardato del nuovo anno accademico si sono delineate non poche difficoltà nelle principali università venete e bolognesi.

Il 72,4% dei ricercatori di Verona, il 60,4% di Venezia e il 43,7% di Padova infatti hanno aderito al suddetto sciopero rifiutando, quindi, di sostenere lezioni agli studenti universitari. Lo stesso accade in Emilia Romagna dove sono già 372 i ricercatori nel solo ateneo bolognese che hanno già dichiarato la loro partecipazione al blocco dell’attività didattica.

Forti le preoccupazioni per studenti e famiglie in quanto le previsioni per l’anno accademico in arrivo risultano alquanto disastrose.
I rettori delle suddette università dichiarano che non lasceranno che una simile situazione danneggi gli studenti.

A Padova, Venezia e Verona infatti si cercherà di limitare i danni non lasciando le cattedre vuote. Infatti ogni ricercatore assente verrà sostituito da un professionista esterno con contratto a termine.

Stessa soluzione con scadenza lo scorso 17 Settembre, percepita dai ricercatori come un “ultimatum – minaccia” e poi ulteriormente posticipata, è stata attuata dal rettore dell’università di Bologna.

Mario Bove

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