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22 settembre 2010

Università di Verona: Criminalità organizzata, Economia e Finanza. Quale via d’uscita?

Martedì 21 settembre 2010 Ore 17.15 Aula Magna T2 – Polo Didattico Giorgio Zanotto

Intervengono:

-* Dr. Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica – Reggio Calabria
-* Dr. Mario Giulio Schinaia – Procuratore della Repubblica – Verona
-* Avv. Giovanni Castaldi, Direttore Unità di Informazione Finanziaria – Banca d’Italia

Coordina il Prof. Nicola Sartor, Ordinario di Scienza delle Finanze – Università degli Studi di Verona

La criminalità organizzata non è più un problema esclusivo del Sud, tanto è vero che il 10 maggio scorso governo e Confindustria hanno firmato il Protocollo di Legalità, sul modello di quello adottato da Confindustria Sicilia contro le infiltrazioni mafiose nel tessuto produttivo del territorio. Il Fondo monetario internazionale stima che il riciclaggio di denaro riguardi una quota dell’economia che va dal 2 al 5% del prodotto interno lordo mondiale. Per quanto riguarda l’Italia, supererebbe l’11% del pil. L’economia criminale ormai viaggia fuori dai confini ristretti del Sud: ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra fanno affari in tutta Italia e nella sfera di interesse dell’economia criminale entrano non solo politica, appalti, e imprese ma sempre più la finanza. Il risultato è il venir meno di una netta separazione tra economia legale e illegale e l’affermarsi di un’economia finanziaria legale dal punto di vista formale che agisce però illegalmente. E’ realistico ipotizzare che una percentuale consistente dei miliardi di dollari non tassati sui conti correnti dei cosiddetti paradisi fiscali sia frutto di attività illecite. Per di più la crisi offre alla criminalità terreno fertile, data la disponibilità di ingenti quantità di denaro da investire e la crescita dell’usura.

A sviscerare i vari aspetti del fenomeno sarà Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, autore del libro edito da Mondatori “La malapianta”, nel quale racconta la ‘ndrangheta e la sua evoluzione con numeri e cifre: il fatturato annuo dell’organizzazione criminale calabrese è di 44 miliardi di euro, il 2,9% del Prodotto interno lordo. Una “malapianta” che trova il proprio nutrimento soprattutto nel traffico di droga: la ‘ndrangheta controlla quasi tutta la cocaina che circola in Europa, ricavandone 27.240 milioni di euro all’anno. Un’ascesa a cui si affianca il degrado sociale e ambientale della Calabria, sfruttata dalla criminalità e abbandonata ai propri problemi di antica data. Con lui Giovanni Castaldi, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, a cui la legge attribuisce il compito di prevenire l’utilizzo del sistema finanziario e di quello economico per fini di riciclaggio. La Banca d’Italia ha scoperto circa 15.000 operazioni sospette nella prima metà del 2010, il 52 per cento in più rispetto all’anno precedente (cfr. Banca d’Italia, UIF, Rapporto Annuale 2009). Recenti fatti di cronaca sembrano peraltro avvalorare l’ipotesi avanzata di recente dal Procuratore della Repubblica di Verona Mario Giulio Schinaia, anch’egli tra i relatori, su probabili infiltrazioni della criminalità organizzata nel veronese. Schinaia è impegnato in prima linea nella vigile sorveglianza di non contaminazione mafiosa sulle grandi opere previste dal piano di sviluppo di Verona.

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