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29 ottobre 2010

La traduzione dell’amore

“Quando traduzes o amor, tu sabes que é já outro o seu nome ” (Albano Martins).

Evidentemente la fenomenologia dell’amore non basta, nella sintesi critica della poesia portoghese.
Studi incentrati sulla poetica e sulle opere di Albano Martins, Joao Baptista Almeida Garret, Florbela Espanca, senza dimenticare quel Fernando Pessoa che rappresenta evidentemente (pur avendo utilizzato a lungo anche l’inglese, sua lingua di formazione) il simbolo indiscusso di un popolo e del suo pensiero, hanno caratterizzato un mirabile excursus nella poesia portoghese.

Si è tenuto infatti a Torino il 25 e il 26 ottobre (in via Verdi 10, sala lauree) presentato dalla sezione Iberista della Facoltà di Lingua e Letteratura, un convegno di critica e traduzione della poesia portoghese contemporana.

Il convegno, che ha affrontato le problematiche di traduzione e di interpretazione legate principalmente alla lingua italiana, è stato molto seguito dagli studenti e anche da numerosi cittadini. Porre l’attenzione su una cultura così vicina alla nostra, ma allo stesso tempo diversa e sconosciuta ai più mediante un operazione congressuale di analsi come questa, è stata una valida occasione per immergersi in una concezione poetica ricchissima e variegata.

Il meeting a cura di Giancarlo Depretis, Orietta Abbati e António Fournier, non ha smesso di fornire spunti, riflessioni e letture dal vivo. Approcci evidentementi ben graditi per tutti gli studenti che, seguendo, ambivano ad una fruizione meno accademica e formale.

Un successo che fa ben sperare, pur non dimenticando la condizione stessa, ambigua e brillante, dell’essere poeta:

” Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
Che arriva a fingere che è dolore
Il dolore che davvero sente.  ”
Fernando Pessoa

Nicola Baccelliere

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