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28 ottobre 2010

Proposta del governatore Cota: “La Regione Piemonte finanzi le borse di studio dei piemontesi”

Il governatore leghista del Piemonte, Roberto Cota, vuole delineare un nuova politica per il diritto allo studio nella sua regione. La necessità è quella di risanare l’Edisu di Torino, già da tempo in cattive acque.

Nello specifico, attraverso un videomessaggio su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=hIokWnzik-4&feature=player_embedded
) , ha dichiarato: “Penso che sia necessario fare un’attenta valutazione per quelli che sono i criteri per l’elargizione delle borse di studio. In Piemonte come in altre Regioni deve essere fatta una valutazione per cui la Regione Piemonte finanzia le borse di studio dei piemontesi perché ritengo sbagliato che ogni Regione non si faccia carico delle borse di studio dei propri cittadini“- e continuando – “Ecco questo è il ragionamento che va fatto se uno studente viene a studiare nella Regione Piemonte:perché non deve essere la Regione di provenienza che viene a finanziare il percorso scolastico in un’altra Regione?”.

L’attenzione viene così posta, però, sulla provenienza e non sul merito e ha qualcosa di anticostituzionale (art.34: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso“), oltre che di antinazionale.

Non si sono fatte attendere le polemiche.
Il PD nelle vesti della consigliera regionale Gianna Pentenero ha dichiarato: “Il presidente dovrebbe sapere che l’Ente per il diritto allo studio non è di proprietà della Regione: le borse di studio con le relative fasce di reddito sono stabilite a livello nazionale“.

Sicuramente, se l’intenzione si concretizzasse creerebbe un precedente pericoloso per il diritto allo studio a livello nazionale.
Senza contare che gli studenti fuorisede, e le loro famiglie, sono visti, ancora una volta, come salvadanai da rompere.

E soprattutto non si considera, dal punto vista concreto, che gli studenti fuorisede portano introiti economici e prestigio sia all’Università a cui si iscrivono, sia all’intera città dove si trasferiscono.

Una buona formazione è alla base di una buona società, e deve essere garantita a tutti come prevede la costituzione italiana.

Da notare che tutti i commenti negativi al videomessaggio sono stati eliminati in poche ore.

Irene Cassaniti

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