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19 ottobre 2010

Università di Parma: apertura straordinaria CSAC (Paradigna – Abbazia di Valserena)

L’iniziativa all’interno della XX Settimana della Cultura Scientifica

Per motivi organizzativi è necessario prenotarsi entro il 20 ottobre
Nella giornata di venerdì 22 ottobre, a partire dalle ore 18 e fino alle ore 23, il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione effettuerà un’apertura straordinaria al pubblico di parte della sede di Paradigna-Abbazia di Valserena: sarà possibile entrare nella chiesa, allestita con nuove opere e vedere parte delle nuove acquisizioni, si potrà passeggiare nel cortile interno ammirando vari gruppi di sculture qui recentemente posizionati, ma sarà possibile anche vedere molto altro dei materiali custoditi nell’archivio, per l’occasione virtualmente “tirati fuori” dai cassetti.

L’iniziativa rientra nelle manifestazioni curate dall’Ateneo di Parma nell’ambito della XX Settimana della Cultura Scientifica, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e finalizzata all’apertura di canali di scambio tra l’universo della società civile (in primo luogo, ma non certo esclusivamente, il mondo della scuola) e il complesso “Sistema Ricerca” (Università, enti di ricerca, musei).

Il CSAC, con le sue imponenti collezioni di Arte, Progetto, Fotografia, Moda e Spettacolo – tali sono le sezioni in cui il CSAC è diviso -, offre grandi potenzialità, di diverso grado, in quelle direzioni.

Le sue raccolte, di proprietà e gestione dell’Ateneo di Parma, dialogano da sempre con il mondo accademico su scala locale e globale attraverso la regolare frequentazione di studenti e ricercatori, con il mondo dell’arte attraverso una consolidata attività espositiva (creazione di mostre originali e intensa attività di prestito internazionale, produzione di tre collane di cataloghi scientifici), con l’editoria (consulenza e fornitura di immagini per pubblicazioni specialistiche e divulgative).

Il CSAC viene fondato all’inizio degli anni Settanta come collezione universitaria, sul modello delle collezioni statunitensi con le quali il fondatore Arturo Carlo Quintavalle – docente e studioso di Storia dell’Arte – intratteneva scambi culturali. Il Centro ha visto crescere negli anni – attraverso donazioni spontanee di grandi artisti, grafici, fotografi, architetti, designer, stilisti – un patrimonio pubblico che conserva la memoria storica, culturale, sociale e tecnologica del paese, testimoniato da pezzi originali che raccontano della civiltà della comunicazione. Principalmente visiva.

L’occasione della Settimana della Cultura Scientifica consente poi di sottolineare alcune delle numerose relazioni tra i territori della ricerca visiva e artistica e quelli della ricerca scientifica e tecnologica.

La ricerca tecnologica è ovviamente implicata nella progettazione di architettura e design testimoniata dagli archivi della Sezione Progetto (si pensi ai fondi Nervi, Ponti, Gardella, Castiglioni, Mari, Sambonet, Munari, ecc…), ove sono conservati un milione e mezzo di disegni originali dagli inizi del Novecento in avanti, ma anche i fogli di calcolo, gli appunti, le relazioni tecniche, spesso unica testimonianza superstite di un preciso stato della ricerca tecnologica del costruire. La conservazione di questa importante documentazione è stata possibile perchè una delle linee guida delle raccolte CSAC è sempre stata quella di conservare l’insieme degli archivi, senza selezionare gli oggetti in base a gerarchie guidate dal gusto del raccoglitore, lavorando quindi come archeologi del presente.

Anche nella Sezione Arte è ben leggibile la vicenda di autori che hanno individuato nella contemporanea tecnologia strumenti del fare artistico (Arte Cinetica e Programmata di Davide Boriani, Grazia Varisco, Gianni Colombo per esempio) ed altri che hanno fatto preciso riferimento alle ricerche della Psicologia della Forma, ad una razionalità del comunicare per immagine (come Max Bill e Luigi Veronesi), che guida poi l’opera di parte degli autori della Sezione Media (Sepo, Testa, Tovaglia).

Un aspetto speculare di tali rapporti è poi nell’immagine della ricerca scientifica proposta da artisti, grafici, fotografi: gli allestimenti sulla Chimica Industriale (per Montecatini, per esempio…) degli anni Trenta nei bozzetti di Marcello Nizzoli o nelle fotografie di Bruno Stefani, dello Studio Villani.

Nei disegni, negli abiti originali della Sezione Moda è ben visibile l’intreccio inestricabile tra ricerca formale e possibilità offerte dalla ricerca scientifica: i nuovi tessuti, le nuove possibilità di produzione orientano il segno e l’idea di abito dall’alta moda al pret a porter (dalle Sorelle Fontana, a Walter Albini per arrivare a Moschino, Ferrè, Versace, Krizia, Armani, ecc…).

Nella Sezione Fotografia, poi, le relazioni sono ancora più evidenti: ovviamente nell’evoluzione tecnica (dalla dagherrotipia degli anni Quaranta del XIX secolo alla fotografia digitale di oggi) visibile nelle fotografie conservate e negli apparecchi raccolti; ma anche nelle metodiche sperimentali adottate da autori che hanno sperimentato a fondo materiali e tecniche facendone mezzo espressivo (Migliori, Mulas…) e anche, infine, nella documentazione, spesso l’unica rimasta, di importanti capitoli della ricerca scientifica del Paese: si pensi alla costruzione del Sincrotrone di Frascati (1958) nelle immagini Publifoto, alla costruzione della prima centrale nucleare italiana, quella di Latina (1962), nelle lastre dell’Archivio Vasari, o – su dimensione più prossima a Parma – le lastre dagli anni Trenta relative alle ricerche delle nostre cliniche mediche nell’archivio ad opera dell’atelier parmigiano di Vaghi.

Nella sera del 22 sarà a disposizione dei visitatori, per l’illustrazione della struttura e dell’attività dell’Archivio, il personale universitario che lavora nelle differenti sezioni e servizi del CSAC.

Per motivi organizzativi è necessario prenotarsi entro le ore 14 di mercoledì 20 ottobre, telefonando al numero 0521 033650, contattabile nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8 alle 14, martedì e giovedì dalle 8 alle 18, o inviando una e-mail a

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