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13 dicembre 2010

15 dicembre: premio a Roma per il progetto “D 3: donna, disabile, mamma di disabile” del servizio “Le Eli-Che”

Il riconoscimento sarà ritirato dalla Prof.ssa Emilia Caronna, Delegata del Rettore per iniziative per studenti disabili e fasce deboli

Mercoledì 15 dicembre, presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, all’interno del Convegno “DONNE E PA. Il management femminile come risorsa nel settore pubblico e nel settore privato”, il progetto “D 3: donna, disabile, mamma di disabile” promosso da “Le Eli-Che”, servizio per studenti disabili e fasce deboli e Servizio per studenti con DSA dell’Università di Parma, verrà premiato come particolarmente meritevole e interessante tra i “Progetti Pari Opportunità 2010”.

Il riconoscimento sarà ritirato dalla Prof.ssa Emilia Caronna, Delegata del Rettore per iniziative per studenti disabili e fasce deboli.
Il progetto premiato riguarda il gruppo di auto aiuto “il clan di noi mamme: narriAMOci”, nato già nel 2008/09 e rivolto a mamme di figli disabili che frequentano l’Università di Parma o a dipendenti della stessa che si trovano in analoga situazione.

MOTIVAZIONI PROGETTUALI
Alle “Eli-Che”, servizio per studenti disabili e fasce deboli e Servizio per studenti con DSA dell’Università degli Studi di Parma afferiscono quest’anno più di 1.000 studenti con invalidità certificata e con analisi funzionali di DSA.
Il passaggio dalle scuole superiori a un corso di laurea ha un forte impatto per tutti gli studenti, e a maggior ragione per chi parte con difficoltà personali.

L’idea del progetto nasce dai racconti di questi ragazzi e dei loro genitori; se alla scuola dell’obbligo i percorsi sono abbastanza tutelati, alle scuole superiori spesso si vivono mortificazioni, esclusioni, negazioni di diritti, per non parlare poi di una profonda esclusione sociale nel tempo libero e della conseguente solitudine non solo dei ragazzi, ma anche delle madri.

E’ un desiderio spesso espresso dalle madri che vivono questa situazione il poter avere uno spazio fisico e anche solidale in cui poter parlare a cuore aperto delle proprie ansie ed angosce esistenziali, senza pregiudizi o giudizi sui comportamenti.

Da queste considerazioni è nato già nel 2008/09 il progetto di mutuo auto aiuto di mamme di figli disabili che frequentano l’Università di Parma o di dipendenti della stessa che si trovano in analoga situazione. Dopo i primi due corsi, che hanno ottenuto un gradimento molto elevato, nell’a.a.2010/2011 è partito il nuovo progetto il clan di “noi mamme”: narriAMOci.

METODOLOGIA DEL PROGETTO:
– La scelta: tutta al femminile per rispetto alla differenza di genere
– Incarico di facilitatrice: una esperta psicoterapeuta che fa parte a tutti gli effetti del gruppo stesso. E’ giusto che la facilitatrice sia una professionista perché nel gruppo si possono scatenare da parte delle donne comportamenti emozionali da contenere e confortare e una psicoterapeuta possiede gli strumenti adatti
– Sono state invitate a far parte del gruppo 10 madri di figli disabili (insieme alla psicoterapeuta e alla Delegata del Rettore il totale del gruppo è di 12 persone)
– Il numero delle componenti è ragionato in rapporto alla efficacia: per costruire un gruppo bisogna che ogni donna sia protagonista della propria storia e che ci sia il tempo ragionevole per costruire relazioni fra tutte
– Sono state redatte una serie di regole per un’efficacia del sistema, che sono state discusse e completate da suggerimenti di tutte.

TEMPI
Sono previsti due corsi in successione: il primo già partito il 13 Ottobre 2010 con termine il 19 gennaio, il secondo partirà da Febbraio 2011.
La sede è all’interno del Servizio “Le ELi-Che” dell’Università (Vicolo dei Mulini 5, Parma).
Ogni incontro si svolge nell’arco di 90’.

OBIETTIVI

Sentirsi accolte, ascoltare ed essere ascoltate, sentirsi a proprio agio, essere capite e non giudicate neanche negli errori umani, rilassarsi in uno spazio temporale e fisico finalmente proprio, riacquistare la capacità di ridere, non sentirsi sole, non essere sole.

VALORE AGGIUNTO E ORIGINALITÀ DEL PROGETTO

Il Corso è finanziato da contributi pubblici, e quindi non può che essere gratuito. Dal momento che affonda le radici nella reciprocità solidale, le ore del corso devono essere restituite o all’interno del gruppo o al servizio di disabili con altrettante ore di impegno. Le donne sono entrate quindi in Gocce temporALI, l’efficiente Banca del Tempo promossa da “Le Eli-che”. Fra attivo e passivo di pagamento/ore, alla fine il Bilancio deve essere in pari. Il gruppo ha entusiasticamente accettato di diventare correntista ed essere così parte del gruppo, ma anche del sistema Banca del Tempo.

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